Diario di viaggio: Strasburgo [Parte I]

Questo non è un semplice diario di viaggio.
Questo è il resoconto di una missione. E, badate bene, non si tratta di una missione per salvare il mondo. Non che non ne abbia le capacità, ma la responsabilità sarebbe troppo gravosa per la mia giovane età… 😛

Va bene, bando agli scherzi (perché spero abbiate capito che stessi scherzando) e veniamo a noi.

Arrivo. 

Il giorno del mio arrivo alla Gare Central non posso dire di avere i minuti contati, ma certo debbo affrettarmi per raggiungere la collega che mi aspetta in Parlamento al fine di espletare le procedure di accredito e registrazione.
Riesco comunque a formularmi una vaga idea, poi confermata, della tipologia di città che mi attenderà nei giorni successivi. La Place de la Gare mi fa subito un’ottima impressione: tanta gente, tanti giovani, tanta vita in giro. Tante biciclette. E le architetture… Già parlano da sole, ma ancora non dicono niente rispetto a quello che mi racconteranno nel pieno centro della città…

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Il Parlamento Europeo a Strasburgo

Il Parlamento Europeo di Strasburgo, dove si svolgerà gran parte delle mie giornate, è esternamente proprio come appare in televisione, capeggiato dalle bandiere dei 28 Paesi membri. Abituata alle sedi stratosferiche di Google, Salesforce ed Ebay, che ho avuto la fortuna di visitare a Dublino (ne parlo qui), non mi meraviglio della modernità e degli spazi aperti dell’edificio. Devo tuttavia ammettere che la disposizione dei piani e la sua struttura architettonica è particolarmente interessante ed affascinante. L’emiciclo, dove DSC_0945una volta al mese si tiene la seduta plenaria degli eurodeputati, è infatti ospitato in un edificio arioso, totalmente a vetri, fatto di ponti, corridoi aperti che si vedono da tutti i piani ed ascensori trasparenti in stile nave da crociera. I vari piani sembrano sospesi nel vuoto, come d’altronde lo sono le colonne di piante che si calano dal soffitto nella parte centrale dell’edificio, la parte attraversata dalle passerelle. Di ponti interni e, per l’appunto, passerelle, come quella famosa che attraversa il fiume e conduce all’emiciclo, ve ne sono diversi. Ma la bellezza sta nella quantità di gente che è continuamente in giro, che cammina per i corridoi e che transita nelle caffetterie, nelle sale riunioni, negli studi, per le scale mobili e per i tornelli di ingresso sotto gli occhi vigili del personale di sicurezza. Si respira un’aria di business, di una ordinata frenesia e dinamicità che contrasta con la lentezza avvertita in città, da contemplare nei riflessi delle case prodotti lungo i canali. I funzionari parlano al telefono, gli assistenti corrono dietro ai deputati per aggiornarli sulle novità di un dossier, persone che trasportano sul petto cartelline o documenti vanno da sole e dritte come un treno perché sono in ritardo al loro prossimo appuntamento, in un luogo in cui le riunioni, le assemblee, i meeting, le registrazioni e le conferenze stampa si susseguono una dietro l’altra senza un attimo di respiro e con frenetica regolarità.
È sicuramente un mondo a sé, un polo di lavoro molto movimentato, multietnico e multiculturale, aperto e veloce, come effettivamente l’Europa stessa dovrebbe essere.

Accanto al Parlamento, nella zona dedicata alle istituzioni europee, sorge il Consiglio d’Europa, e poco più in là si apre il bellissimo Parc dell’Orangerie, dove trascorro una pausa pranzo rilassata, in pieno silenzio e riverente contemplazione, distante dal continuo viavai, a tratti soffocante, di giacche, cravatte e tacchi che ininterrottamente si muovono tra gli ambienti del Parlamento.

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Vi aspetto al prossimo post per scoprire di più su Strasburgo città e auguro a tutti i lettori una felice domenica di PasquaRisultati immagini per icon easter egg

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3 commenti

  1. Strasburgo è bellissima ! Ho fatto un viaggio da turista un paio di anni fa ! Buon lavoro e buona Pasqua anche se quando leggerai forse sarà già passata.

    Rispondi
  1. Diario di viaggio: Strasburgo [Parte II] | Into The Wild

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