Diario di viaggio: Strasburgo [Parte III]

Ho pensato di creare un capitolo a parte in questo diario di viaggio- o diario di una missione, che fa più cool- per dedicarlo alle scoperte gastronomiche immancabili durante un soggiorno in Francia.
Per l’aspetto enologico non sono purtroppo la persona più adatta e l’unica bevanda che ho provato, oltre all’acqua Vittel o Perrier, è stato il sidro, assaggiato durante la mia DSC_0938.JPGprima cena. Ho mangiato a La Plouzinette, o Creperie Breton (l’insegna riportava due nomi), in Place Saint-Etienne, uno di quegli adorabili angoletti di cui vi accennavo nei post precedenti, poco distante dalla cattedrale. Specialità del locale, piccolo ma curato in ogni dettaglio, crêpes di tutti i generi. E non si tratta delle crêpes cui siamo, o almeno sono, abituati in Italia, dal sapore delicato e ripiene come dei cannelloni, sovrastate poi da besciamella (e sono buonissime anche queste, ben inteso!), ma di crêpes più consistenti, realizzate con una farina probabilmente integrale, a giudicare dal colore scuro dell’impasto, e presentate semiaperte sul piatto. Io ho ordinato una crêpe tradizionale con jambon e comtè e mi sono poi lasciata tentare dalle proposte dolci, dividendo con il mio commensale una crêpes al caramello salato ed una ripiena di crema di nocciole locale.

Tra le raccomandazioni gastronomiche ricevute prima della partenza, non ho assecondato quella della quiche, a me e al mio stomaco già ben nota da Roma. Ho però voluto provare la famosa tarte flambé, ordinata nello specifico nella versione gratinee, ovvero con emmentaler in aggiunta agli ingredienti tradizionali: cipolla, pancetta e comtè. Si tratta di una sorta di pizza che è però molto più sottile e leggera, una sorta di crepe più croccante e consistente, ed è una vera specialità alsaziana. L’ho mangiata al Bistrot des Compains, a due passi dalla Petit France.

DSC_0967.JPG

Chi mi conosce sa bene che non esiste cibo più degno di essere chiamato tale se non i dolci, quindi mi sono concessa una pausa pranzo al Parc de l’Orangerie, degustando i tipici savoiarde della patisserie Patrick seduta su una panchina con vista lago.

L’esperienza croissant era già stata fatta a Parigi e debbo ammettere che Strasburgo ha riconfermato tutte le mie convinzioni: evviva i croissant e il pane francesi, evviva il burro usato come se non ci fosse un domani! D’altronde non mangio cornetti francesi tutte le mattine, quindi un’esplosione di fragranza e dolcezza, seppur provocata da ingenti quantità di burro, vale la pena di essere vissuta quando si è in suolo francese.

Riporto infine a casa altri fondamentali ricordi culinari di questa terra che, bisogna ammetterlo, in campo gastronomico sa il fatto suo. Formaggi e macarons sono stati preferiti al vino o al foie gras, più che altro per esigenze legate al bagaglio a mano del mio volo e a questioni di gradimento personale (…ma a chi piace veramente il foie gras?! Conosco solo pochissime persone e due di queste – ahimè – me lo sono ritrovate in famiglia).

DSC_0956.JPG

La Francia per me non è finita qui e oltre all’Alsazia ho nei miei futuri progetti di viaggio la Loira, la Provenza, la Normandia e la Bretagna, magari on the road, magari in bicicletta… Magari quando avrò un mese intero di tempo libero! 😉

Diario di viaggio: Strasburgo [Parte II]

Ci siamo lasciati con l’immagine dell’universo veloce e movimentato del Parlamento europeo, dove le ore passano come minuti e il mondo esterno sembra un meraviglioso quadro impressionista da contemplare da dietro una parete di vetro. Ora veniamo alla mia vera passione: visitare e scoprire il mondo.

Strasburgo città.

Strasburgo è una cittadina deliziosa, dall’architettura tipica della regione dell’Alsazia e dal fascino fiabesco, oltre che indiscutibilmente romantico.
L’arrivo alla Place de la Gare aveva già posto chiaramente le carte in tavola e alla fine di ogni giornata lavorativa non vedo l’ora di percorrere la strada lungo il canale che mi avrebbe portata verso il centro.
Il tempo di percorrenza dalle Istituzioni Europee alla zona della cattedrale è di circa 25 minuti, ma per me ogni passo corrisponde praticamente ad una fotografia – non posso farne a meno – e la passeggiata dura in sostanza 45 minuti pieni.
Ma si sa, e io ho sempre sostenuto che, la bellezza del viaggio sta (anche) nel tragitto e non solo nella destinazione…

DSC_0952.JPG

Lungo il famoso canale è meraviglioso godersi la tranquillità delle persone che passeggiano, di coloro che vanno in bici, o di quelli che sono seduti sulle sponde del fiume stesso. E che dire delle casette che si specchiano nelle acque e sembrano essere dipinte dalla mano di un pittore impressionista, quasi non paiono reali?
La piazza della cattedrale è un altro spettacolo per gli occhi e per il cuore. Notre Dame de Strasbourg è una delle tante “Nostre Signore” sparse per la Francia, ma, se non fosse per la popolarità, non avrebbe nulla da invidiare alla sua famosa sorella di Parigi. L’interno, che riesco a visitare nel mio ultimo giorno di permanenza in città, lascia davvero a bocca aperta per i rosoni, le finestre, le innumerevoli guglie, i dettagli gotici così spiccati e le altezze così svettanti. Per non parlare delle navate laterali dell’imponente costruzione, ammirabili dall’esterno nelle piazzette ricavate lungo i bordi della cattedrale, ancora più magnifica perché nascosta: non si riuscirà mai ad ammirarla nella sua interezza, non essendo preceduta da una piazza di uguali dimensioni. Un po’ come mi è accaduto per la cattedrale di Siviglia, si rimane basiti dalla scala possente di questi edifici, totalmente sproporzionati rispetto al resto delle architetture cittadine.

DSC_1025.JPG

Il fascino di Strasburgo sta in modo particolare nella sua disposizione lungo diversi canali, attraversati da ponticelli pittoreschi e circondati da casette ancora più adorabili. La zona prediletta per scoprire le casette in stile Hansel & Grethel, paragone che effettivamente rende l’Alsazia assimilabile ad una regione tedesca, è il quartiere della Petit France. Qui ho scovato degli angoletti veramente splendidi, dei vicoli e delle piazzette che possono non possono commentarsi a parole, tanto speciale è la loro bellezza. Questa è ovviamente l’area prediletta per le fotografie – oltre a quelle che già scattavo nel percorso dal Parlamento al centro, ricordate? – e non ci si può esimere dall’immortalare un quartiere che già di per sè sembra essere congelato in un’epoca – che dico! In una dimensione – diversa, dove lo scorrere del tempo si è arrestato da un pezzo.

DSC_1068.JPG

Non solo nella Petit France si scoprono scorci da immortalare, poiché la città, o almeno il centro, è totalmente una location da fiaba, e questo impone di camminare con lo sguardo sempre in alto, per non perdere la magia dell’aria. Magic is in the air… Ed è proprio vero: Magic is in Strasbourg.

 

Diario di viaggio: Strasburgo [Parte I]

Questo non è un semplice diario di viaggio.
Questo è il resoconto di una missione. E, badate bene, non si tratta di una missione per salvare il mondo. Non che non ne abbia le capacità, ma la responsabilità sarebbe troppo gravosa per la mia giovane età… 😛

Va bene, bando agli scherzi (perché spero abbiate capito che stessi scherzando) e veniamo a noi.

Arrivo. 

Il giorno del mio arrivo alla Gare Central non posso dire di avere i minuti contati, ma certo debbo affrettarmi per raggiungere la collega che mi aspetta in Parlamento al fine di espletare le procedure di accredito e registrazione.
Riesco comunque a formularmi una vaga idea, poi confermata, della tipologia di città che mi attenderà nei giorni successivi. La Place de la Gare mi fa subito un’ottima impressione: tanta gente, tanti giovani, tanta vita in giro. Tante biciclette. E le architetture… Già parlano da sole, ma ancora non dicono niente rispetto a quello che mi racconteranno nel pieno centro della città…

DSC_0941

Il Parlamento Europeo a Strasburgo

Il Parlamento Europeo di Strasburgo, dove si svolgerà gran parte delle mie giornate, è esternamente proprio come appare in televisione, capeggiato dalle bandiere dei 28 Paesi membri. Abituata alle sedi stratosferiche di Google, Salesforce ed Ebay, che ho avuto la fortuna di visitare a Dublino (ne parlo qui), non mi meraviglio della modernità e degli spazi aperti dell’edificio. Devo tuttavia ammettere che la disposizione dei piani e la sua struttura architettonica è particolarmente interessante ed affascinante. L’emiciclo, dove DSC_0945una volta al mese si tiene la seduta plenaria degli eurodeputati, è infatti ospitato in un edificio arioso, totalmente a vetri, fatto di ponti, corridoi aperti che si vedono da tutti i piani ed ascensori trasparenti in stile nave da crociera. I vari piani sembrano sospesi nel vuoto, come d’altronde lo sono le colonne di piante che si calano dal soffitto nella parte centrale dell’edificio, la parte attraversata dalle passerelle. Di ponti interni e, per l’appunto, passerelle, come quella famosa che attraversa il fiume e conduce all’emiciclo, ve ne sono diversi. Ma la bellezza sta nella quantità di gente che è continuamente in giro, che cammina per i corridoi e che transita nelle caffetterie, nelle sale riunioni, negli studi, per le scale mobili e per i tornelli di ingresso sotto gli occhi vigili del personale di sicurezza. Si respira un’aria di business, di una ordinata frenesia e dinamicità che contrasta con la lentezza avvertita in città, da contemplare nei riflessi delle case prodotti lungo i canali. I funzionari parlano al telefono, gli assistenti corrono dietro ai deputati per aggiornarli sulle novità di un dossier, persone che trasportano sul petto cartelline o documenti vanno da sole e dritte come un treno perché sono in ritardo al loro prossimo appuntamento, in un luogo in cui le riunioni, le assemblee, i meeting, le registrazioni e le conferenze stampa si susseguono una dietro l’altra senza un attimo di respiro e con frenetica regolarità.
È sicuramente un mondo a sé, un polo di lavoro molto movimentato, multietnico e multiculturale, aperto e veloce, come effettivamente l’Europa stessa dovrebbe essere.

Accanto al Parlamento, nella zona dedicata alle istituzioni europee, sorge il Consiglio d’Europa, e poco più in là si apre il bellissimo Parc dell’Orangerie, dove trascorro una pausa pranzo rilassata, in pieno silenzio e riverente contemplazione, distante dal continuo viavai, a tratti soffocante, di giacche, cravatte e tacchi che ininterrottamente si muovono tra gli ambienti del Parlamento.

DSC_0988

Vi aspetto al prossimo post per scoprire di più su Strasburgo città e auguro a tutti i lettori una felice domenica di PasquaRisultati immagini per icon easter egg

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: