Diario di viaggio: Bruxelles – Day III

Il nostro ultimo giorno a Bruxelles inizia con un giro a piedi nel quartiere Les Marolles, la cui caratteristica peculiare sta nei murales che di tanto in tanto spuntano su una parete, immagini fumettistiche che colorano qualche muro spento. In salita, raggiungiamo il Palazzo di Giustizia passando per piazza Jeau De Balle, luogo di mercato durante il mattino. Più avanti, giungiamo nella zona del Palazzo Reale fronteggiato dal Parc de Bruxelles che decidiamo di percorrere al suo interno per rinfrescarci con un po’ d’ombra.
Dopo la visita al Parlamentarium che, se non fosse per il fatto che lavorando negli uffici del Parlamento ho già familiarità con molte caratteristiche dell’istituzione, è davvero ben fatto, divertente e coinvolgente, aggiornato e curato, per sensibilizzare i visitatori sul ruolo e il funzionamento dell’Unione Europea.

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Prima di dedicarci al pranzo in Place du Jourdan, diamo un’occhiata al Parc du Cinquantenaire che, stando alla cartina, sembra uno dei maggiori di Bruxelles.
Lo spuntino consiste in una serie di fritti che prima o poi avremo dovuto provare e che scopriamo in effetti per la prima volta: crocchette di formaggio, polpettine deliziose e speziate, spiedini di pollo fritto e salsiccione di würstel, anch’esso fritto ovviamente. Il tutto innaffiato da una bionda che, come tutte le birre in Belgio, costa meno di una bottiglietta d’acqua.
Sotto il sole caldo del primo pomeriggio abbiamo la non troppo fortunata idea di camminare per il quartiere Ixelles-Elsene che ha tutta l’aria di essere l’area ricca e residenziale di Bruxelles, sviluppata in salita e caratterizzata da palazzine eleganti e signorili, giardini curati e macchine di lusso.
Nel tardo pomeriggio, dopo una ulteriore passeggiata per Avenue Louise, la nostra visita prosegue al centro di Bruxelles, per rivedere i luoghi più noti ed assaggiare i tanto famosi – a ragione! – waffel, che sono una goduria pazzesca. C’è chi va per birra e patatine, e chi, come me da vera golosa quale sono, per i waffel e il cioccolato! In entrambi i casi, comunque, vale la pena visitare questa città.
Una vera delusione è tuttavia il Manneken Pis che simboleggia l’indipendenza di spirito degli abitanti di Bruxelles (o il coraggio in battaglia? … Esistono varie versioni) e raffigura un bambino che sta urinando. Si tratta, in poche parole, di una statuetta alta qualche centimetro ubicata all’incrocio di vie affollate da turisti e con alle spalle la parete di un edificio in rifacimento. Insomma, una finta e ridicola attrazione che solo i Paesi fuori dall’Italia hanno l’abilità di valorizzare: tanto di capello per questo, visto che noi non sappiamo proprio cosa significhi dare valore all’immenso patrimonio artistico-storico-culturale di cui disponiamo. Ma questa è un’altra storia…

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Ci imbattiamo nel Bru Jazz Festival con il suo palco nella Gran Place, la quale è ancora più gremita del solito ed è allestita con tavolini e stand di… indovinate? Birra e patatine. Ci concediamo quindi un aperitivo prima di addentrarci nelle vie limitrofe alla piazza e trovare un locale per la cena. Camminiamo per Rue des Bouchers, una zona similtrasteverina e quindi caratteristica per il suo folklore, e ci fermiamo poi da Chez Leon, per provare l’abbinamento tipico della città: cozze e patatine (già, di nuovo!) in un palazzo di più piani adibito a ristorante, dove i tavoli si trovano anche sulle rampe di scale, sui balconi interni e per i corridori, in un labirinto costruito su diversi livelli.
Place Royale il Mont des Arts sono le ultime tappe della nostra tre-giorni in Belgio, un tempo ideale per visitare la sua capitale e le due cittadine di Bruges e Gand nella regione delle Fiandre.

Il bilancio finale è più che positivo: un tempo favoloso, con temperature ben sopra la media di quei posti, e luoghi molto diversi dai nostri in termini di stile urbano e architetture, standard di pulizia e civiltà, sicurezza e cosmopolitismo. Le culture che popolano interi quartieri di Bruxelles sono impressionanti e si direbbe, senza sbagliare, che si tratta di una città multietnica. Ma i nostri occhi di ingenui viaggiatori non hanno visto tutta l’integrazione che si potrebbe e si vorrebbe immaginare, bensì tante situazioni di “voluta” ghettizzazione e separazione. Del resto conoscere posti nuovi serve anche a questo: più si viaggia più ci rende conto di non essere affatto i padroni del mondo, ma piuttosto dei suoi semplici ospiti.

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Diario di viaggio: Bruxelles – Day I

A Bruxelles, dove arriviamo in tarda mattinata, il nostro itinerario inizia da una visita al Parlamento europeo, grazie ad una conoscente che ci permette di entrare e visitare gli ambienti di lavoro di commissione e deputati, l’emiciclo e le sale riunioni, così come gli spazi di svago (il caffè Mickey Mouse sembra essere, al pari del Parlamento stesso, un’istituzione) ed i servizi per i funzionari.

DSC_1301Ometto come riusciamo ad arrivare alla zona europea, dove hanno sede le altre istituzioni quali Commissione, Corte dei Conti, Banca centrale europea e Comitato europeo delle regioni, in una giornata in cui la città è blindata in attesa di Trump: vediamo qualche macchina dai vetri oscurati sfrecciare lungo i boulevard scortata da motociclette e vetture della polizia, ma sopratutto ci meravigliamo del massiccio dispiego di forze dell’ordine (non solo quel giorno, in realtà questa sarà una scena frequente anche fino alla fine del viaggio) disposte in fila lungo i marciapiedi, in prossimità delle fermate metro e dei “punti sensibili” legati alla visita del presidente degli USA in città.
Ancora non troppo ripresi dal viaggio e disorientati da una città che non conosciamo e in cui le strade principali sono off-limits, ci concediamo una sosta al Parc Leopold, alle spalle del Parlamento, e ci godiamo il sole e le piacevoli temperature che ci dicono essere rare in queste zone.

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Nel tornare verso il centro, passiamo per Place du LuxembourgRue Royale e poi per la Cattedrale di St. Michael e St. Gudula, fino ad arrivare a Place d’Espagne, deliziosa piazzetta con un buonissimo odore di waffel (forse qui un po’ cari) e diversi locali dove sedersi per una birra.
In direzione Gran Place, non possiamo non fermarci ad assaggiare qualche ottimo cioccolatino in uno dei svariati chocolatier che popolano le vie del centro, in una città che sembra a tutti gli effetti il regno della cioccolata. Credetemi, io impazzisco per il cioccolato, e qui ho trovato davvero l’appagamento assoluto per tutti i sensi. Ad ogni angolo c’è una boutique in cui la cioccolata è esposta in vetrina come fosse un’opera d’arte ed i cioccolatini (abbiamo provato quelli di Neuhaus e di La Belgique Gourmande) venduti come se fossero gioielli di una preziosità unica.

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La Gran Place è, un po’ alla stregua della cioccolata, prestigiosa e preziosa, con i suoi edifici placcati in oro e la maestosità degli spazi. Uno spettacolo a vederla dal vivo.
Proseguiamo verso Place Sainte Catherine dove ci fermiamo per mangiare “spareribs a volonté” da Amedeo, un ristorante che ha fatto della formula “costolette di maiale no limits” la sua forza.

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To be continued… 

Diario di viaggio: Strasburgo [Parte II]

Ci siamo lasciati con l’immagine dell’universo veloce e movimentato del Parlamento europeo, dove le ore passano come minuti e il mondo esterno sembra un meraviglioso quadro impressionista da contemplare da dietro una parete di vetro. Ora veniamo alla mia vera passione: visitare e scoprire il mondo.

Strasburgo città.

Strasburgo è una cittadina deliziosa, dall’architettura tipica della regione dell’Alsazia e dal fascino fiabesco, oltre che indiscutibilmente romantico.
L’arrivo alla Place de la Gare aveva già posto chiaramente le carte in tavola e alla fine di ogni giornata lavorativa non vedo l’ora di percorrere la strada lungo il canale che mi avrebbe portata verso il centro.
Il tempo di percorrenza dalle Istituzioni Europee alla zona della cattedrale è di circa 25 minuti, ma per me ogni passo corrisponde praticamente ad una fotografia – non posso farne a meno – e la passeggiata dura in sostanza 45 minuti pieni.
Ma si sa, e io ho sempre sostenuto che, la bellezza del viaggio sta (anche) nel tragitto e non solo nella destinazione…

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Lungo il famoso canale è meraviglioso godersi la tranquillità delle persone che passeggiano, di coloro che vanno in bici, o di quelli che sono seduti sulle sponde del fiume stesso. E che dire delle casette che si specchiano nelle acque e sembrano essere dipinte dalla mano di un pittore impressionista, quasi non paiono reali?
La piazza della cattedrale è un altro spettacolo per gli occhi e per il cuore. Notre Dame de Strasbourg è una delle tante “Nostre Signore” sparse per la Francia, ma, se non fosse per la popolarità, non avrebbe nulla da invidiare alla sua famosa sorella di Parigi. L’interno, che riesco a visitare nel mio ultimo giorno di permanenza in città, lascia davvero a bocca aperta per i rosoni, le finestre, le innumerevoli guglie, i dettagli gotici così spiccati e le altezze così svettanti. Per non parlare delle navate laterali dell’imponente costruzione, ammirabili dall’esterno nelle piazzette ricavate lungo i bordi della cattedrale, ancora più magnifica perché nascosta: non si riuscirà mai ad ammirarla nella sua interezza, non essendo preceduta da una piazza di uguali dimensioni. Un po’ come mi è accaduto per la cattedrale di Siviglia, si rimane basiti dalla scala possente di questi edifici, totalmente sproporzionati rispetto al resto delle architetture cittadine.

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Il fascino di Strasburgo sta in modo particolare nella sua disposizione lungo diversi canali, attraversati da ponticelli pittoreschi e circondati da casette ancora più adorabili. La zona prediletta per scoprire le casette in stile Hansel & Grethel, paragone che effettivamente rende l’Alsazia assimilabile ad una regione tedesca, è il quartiere della Petit France. Qui ho scovato degli angoletti veramente splendidi, dei vicoli e delle piazzette che possono non possono commentarsi a parole, tanto speciale è la loro bellezza. Questa è ovviamente l’area prediletta per le fotografie – oltre a quelle che già scattavo nel percorso dal Parlamento al centro, ricordate? – e non ci si può esimere dall’immortalare un quartiere che già di per sè sembra essere congelato in un’epoca – che dico! In una dimensione – diversa, dove lo scorrere del tempo si è arrestato da un pezzo.

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Non solo nella Petit France si scoprono scorci da immortalare, poiché la città, o almeno il centro, è totalmente una location da fiaba, e questo impone di camminare con lo sguardo sempre in alto, per non perdere la magia dell’aria. Magic is in the air… Ed è proprio vero: Magic is in Strasbourg.

 

Diario di viaggio: Strasburgo [Parte I]

Questo non è un semplice diario di viaggio.
Questo è il resoconto di una missione. E, badate bene, non si tratta di una missione per salvare il mondo. Non che non ne abbia le capacità, ma la responsabilità sarebbe troppo gravosa per la mia giovane età… 😛

Va bene, bando agli scherzi (perché spero abbiate capito che stessi scherzando) e veniamo a noi.

Arrivo. 

Il giorno del mio arrivo alla Gare Central non posso dire di avere i minuti contati, ma certo debbo affrettarmi per raggiungere la collega che mi aspetta in Parlamento al fine di espletare le procedure di accredito e registrazione.
Riesco comunque a formularmi una vaga idea, poi confermata, della tipologia di città che mi attenderà nei giorni successivi. La Place de la Gare mi fa subito un’ottima impressione: tanta gente, tanti giovani, tanta vita in giro. Tante biciclette. E le architetture… Già parlano da sole, ma ancora non dicono niente rispetto a quello che mi racconteranno nel pieno centro della città…

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Il Parlamento Europeo a Strasburgo

Il Parlamento Europeo di Strasburgo, dove si svolgerà gran parte delle mie giornate, è esternamente proprio come appare in televisione, capeggiato dalle bandiere dei 28 Paesi membri. Abituata alle sedi stratosferiche di Google, Salesforce ed Ebay, che ho avuto la fortuna di visitare a Dublino (ne parlo qui), non mi meraviglio della modernità e degli spazi aperti dell’edificio. Devo tuttavia ammettere che la disposizione dei piani e la sua struttura architettonica è particolarmente interessante ed affascinante. L’emiciclo, dove DSC_0945una volta al mese si tiene la seduta plenaria degli eurodeputati, è infatti ospitato in un edificio arioso, totalmente a vetri, fatto di ponti, corridoi aperti che si vedono da tutti i piani ed ascensori trasparenti in stile nave da crociera. I vari piani sembrano sospesi nel vuoto, come d’altronde lo sono le colonne di piante che si calano dal soffitto nella parte centrale dell’edificio, la parte attraversata dalle passerelle. Di ponti interni e, per l’appunto, passerelle, come quella famosa che attraversa il fiume e conduce all’emiciclo, ve ne sono diversi. Ma la bellezza sta nella quantità di gente che è continuamente in giro, che cammina per i corridoi e che transita nelle caffetterie, nelle sale riunioni, negli studi, per le scale mobili e per i tornelli di ingresso sotto gli occhi vigili del personale di sicurezza. Si respira un’aria di business, di una ordinata frenesia e dinamicità che contrasta con la lentezza avvertita in città, da contemplare nei riflessi delle case prodotti lungo i canali. I funzionari parlano al telefono, gli assistenti corrono dietro ai deputati per aggiornarli sulle novità di un dossier, persone che trasportano sul petto cartelline o documenti vanno da sole e dritte come un treno perché sono in ritardo al loro prossimo appuntamento, in un luogo in cui le riunioni, le assemblee, i meeting, le registrazioni e le conferenze stampa si susseguono una dietro l’altra senza un attimo di respiro e con frenetica regolarità.
È sicuramente un mondo a sé, un polo di lavoro molto movimentato, multietnico e multiculturale, aperto e veloce, come effettivamente l’Europa stessa dovrebbe essere.

Accanto al Parlamento, nella zona dedicata alle istituzioni europee, sorge il Consiglio d’Europa, e poco più in là si apre il bellissimo Parc dell’Orangerie, dove trascorro una pausa pranzo rilassata, in pieno silenzio e riverente contemplazione, distante dal continuo viavai, a tratti soffocante, di giacche, cravatte e tacchi che ininterrottamente si muovono tra gli ambienti del Parlamento.

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Vi aspetto al prossimo post per scoprire di più su Strasburgo città e auguro a tutti i lettori una felice domenica di PasquaRisultati immagini per icon easter egg

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