Diario di viaggio: Brugge e Gent – Day II

Poiché Trump non si è ricordato di mandarci l’invito per il summit alla NATO, il giorno della sua visita ufficiale a Bruxelles decidiamo di prendere un’altra strada, strada chiamata “in viaggio verso Bruges” e “in viaggio verso Gand“.
Partiamo da Gare du Midi e compriamo i biglietti direttamente in stazione, usufruendo della tariffa Go Pass 1, riservata ai minori di 26 anni, e di quella Weekend, considerato che il 25 maggio dovrebbe essere un giorno di festa nazionale in Belgio.
Forse per questo motivo, o più probabilmente per il fascino costantemente turistico della città, Bruges (o Brugge in lingua locale) è invasa da folle di turisti, come non ne ho mai visti nemmeno a San Pietro.

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A un’oretta di treno da Bruxelles si trova questa cittadina deliziosamente adagiata sui canali e certamente molto romantica, con il suo fascino medievale e l’atmosfera così fiabesca che vi si respira. Se Strasburgo sembrava uscita da una favola dei fratelli Grimm, Bruges fa venire in mente leggende medioevali di dame e cavalieri, ambientate tra ponti in legno, torri, castelli e merletti in ogni dove. Le due piazze principali, Markt e Burg, sono il cuore della città, così come lo sono le vie che vi conducono ed i ponti alle loro spalle, dove guadagnarsi la prima fila tra tutti i visitatori per fare una foto è un’impresa davvero ardua. Noi ci allunghiamo un po’ in “periferia” e scopriamo una piccola area residenziale in cui la pace regna sovrana: piccole casette a schiera in cortina, con il proprio giardino e cancelletto d’acceso, senza dimenticare le piante che su arrampicano lungo i muri, come in un perfetto quadro impressionista.

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Arriviamo ai mulini (senza camminare molto, Brugge non è così estesa!) posizionati al di sopra di piccole colline e nuovamente ci compiacciamo a vedere tanta gente distesa sui prati, all’aperto nei parchi, per catturare tutta la luce emanata dal sole sulla propria pelle.

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Torniamo sui nostri passi, verso la stazione, ma dal treno diretto a Bruxelles Midi scendiamo ad una fermata intermedia, Gand.
Di gran lunga meno turistica di Bruges, anche Gand ci colpisce positivamente, se non altro per la vivacità del centro, animato dalla manifestazione Food Truck Festival, cui non possiamo fare a meno di imbucarci. Nella piazza di Korenmarkt, tra cattedrali e guglie, torri e architetture gotiche svettanti contro un cielo limpidissimo, diversi camioncini e stand da tutto il mondo presentano la loro proposta di street food: vietnamita, asiatico, indiano, libanese, sudamericano, statunitense, italiano e spagnolo, fino a dar spazio ai padroni di casa, con le loro birre e le loro frities (patatine fritte, la cui porzione piccola equivale a un mega menù maxi di McDonalds). In una zona più distaccata, al di sotto di una struttura molto più moderna di tutto il resto e di cui non abbiamo compreso bene la natura, la festa continua con dj set, vini e ulteriori offerte gastronomiche. Impressionante è anche qui il numero di giovani, amici o coppie che trascorrono la loro serata lungo il canale, seduti a godersi la luce ancora intensa alle nove di sera, senza pretese e senza cercare chissà quale forma diversa di divertimento.

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To be continued…

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