Diario di viaggio: Bruxelles – Day I

A Bruxelles, dove arriviamo in tarda mattinata, il nostro itinerario inizia da una visita al Parlamento europeo, grazie ad una conoscente che ci permette di entrare e visitare gli ambienti di lavoro di commissione e deputati, l’emiciclo e le sale riunioni, così come gli spazi di svago (il caffè Mickey Mouse sembra essere, al pari del Parlamento stesso, un’istituzione) ed i servizi per i funzionari.

DSC_1301Ometto come riusciamo ad arrivare alla zona europea, dove hanno sede le altre istituzioni quali Commissione, Corte dei Conti, Banca centrale europea e Comitato europeo delle regioni, in una giornata in cui la città è blindata in attesa di Trump: vediamo qualche macchina dai vetri oscurati sfrecciare lungo i boulevard scortata da motociclette e vetture della polizia, ma sopratutto ci meravigliamo del massiccio dispiego di forze dell’ordine (non solo quel giorno, in realtà questa sarà una scena frequente anche fino alla fine del viaggio) disposte in fila lungo i marciapiedi, in prossimità delle fermate metro e dei “punti sensibili” legati alla visita del presidente degli USA in città.
Ancora non troppo ripresi dal viaggio e disorientati da una città che non conosciamo e in cui le strade principali sono off-limits, ci concediamo una sosta al Parc Leopold, alle spalle del Parlamento, e ci godiamo il sole e le piacevoli temperature che ci dicono essere rare in queste zone.

DSC_1305

Nel tornare verso il centro, passiamo per Place du LuxembourgRue Royale e poi per la Cattedrale di St. Michael e St. Gudula, fino ad arrivare a Place d’Espagne, deliziosa piazzetta con un buonissimo odore di waffel (forse qui un po’ cari) e diversi locali dove sedersi per una birra.
In direzione Gran Place, non possiamo non fermarci ad assaggiare qualche ottimo cioccolatino in uno dei svariati chocolatier che popolano le vie del centro, in una città che sembra a tutti gli effetti il regno della cioccolata. Credetemi, io impazzisco per il cioccolato, e qui ho trovato davvero l’appagamento assoluto per tutti i sensi. Ad ogni angolo c’è una boutique in cui la cioccolata è esposta in vetrina come fosse un’opera d’arte ed i cioccolatini (abbiamo provato quelli di Neuhaus e di La Belgique Gourmande) venduti come se fossero gioielli di una preziosità unica.

DSC_1512

La Gran Place è, un po’ alla stregua della cioccolata, prestigiosa e preziosa, con i suoi edifici placcati in oro e la maestosità degli spazi. Uno spettacolo a vederla dal vivo.
Proseguiamo verso Place Sainte Catherine dove ci fermiamo per mangiare “spareribs a volonté” da Amedeo, un ristorante che ha fatto della formula “costolette di maiale no limits” la sua forza.

DSC_1320

To be continued… 

Cucina dolce americana: i Brownies

I brownies sono dei dolcetti americani assimilati ai nostri biscotti, anche se in realtà la loro consistenza è molto diversa. Risultano infatti particolarmente morbidi e sono spesso serviti in abbinamento con il gelato. Io ela mamma li abbiamo sempre preparati con le noci, a rigor di ricetta, ma girovagando su internet abbiamo visto che esistono molte varianti, ad esempio con nocciole o mandorle; una volta, non disponendo di sufficienti noci, abbiamo provato a mischiare noci e nocciole, ma il risultato finale non ci ha convinte del tutto.

Tutto questo per dire che la ricetta che vi propongo qui prevede l’utilizzo delle noci unite a…

150 g di cioccolato fondente
150 g di burro
150 g di noci
100 g di zucchero
100 g di farina
3 uova

Sciogliere il cioccolato con un goccio d’acqua ed il burro. DSC 089Sbattere nel frattempo le uova con lo zucchero, aggiungere poi la farina, il cioccolato sciolto e le noci tritate grossolanamente.DSC 090DSC 091Mischiare il tutto e versare il composto in una teglia foderata con carta forno.DSC 092 Cuocere in forno caldo a 180 gradi per una ventina di minuti.
A questo punto è possibile procedere in due modi.
Se non avete molto tempo (come nel mio caso qualche giorno fa, quando lo ho preparati per una cena da amici) tagliateli a quadretti e spolverati di zucchero a velo.
Volendo invece dedicare qualche minuto un più alla guarnizione, i brownies risultano molto carini se tagliati tondi con il coppapasta, decorati con un ciuffo di panna ed una spolverata di granella di nocciole o in alternativa di pistacchio. Ci sarà un po’ di spreco, ma vi assicuro che in ogni caso non andrà buttato! 😉

Sfoglia o brisé? Per entrambe una grande passione.

Non ricordo se vi ho mai parlato della mia passione per la pasta sfoglia. Ad ogni modo lo faccio adesso: vado matta per tutte le preparazioni realizzate con questa pasta, torte rustiche dolci e salate. Adoro il suo sapore e amo la sua consistenza che rende ogni condimento e ogni ripieno mille volte più gustoso del normale.

Tutto questo per dirvi che mangerei rustici un giorno sì e l’altro pure! Ricordo che aParigi, mentre passeggiavamo per le vie di Montmartre, ci piaceva fermarci nelle patisserie e fare merenda con una delle loro strepitoso torte rustiche.

Ebbene l’altro giorno ho deciso di cimentarmi in una ricetta dolce che avevo adocchiato in una rivista di cucina (sapete, quelle che si tengono in bagno per ingannare l’attesa…) e che prevedeva l’utilizzo della pasta sfoglia. In realtà ho scoperto solo dopo, a dolci fatti, sfornati e mangiati, di non aver utilizzato la pasta sfoglia, bensì la brisé che,  come recita la confezione, è “adatta per i ripieni morbidi”. I dolcetti si sono mantenuti friabili anche il giorno successivo alla loro preparazione, forse proprio per merito di questa pasta, laddove con la sfoglia normalmente si ammosciano e perdono la croccantezza.

Ma vediamo di quali dolcetti si tratta!

Ne ho fatti di due tipi. Come vi dicevo, per i primi ho preso la ricetta da una rivista, mentre gli altri li avevo già provati in passato.

FAGOTTINI DI MELE ALPROFUMO DI VANIGLIA E CANNELLA

(Denominazione che ho inventato io)

  • 2 mele
  • 80 gr di zucchero
  • burro
  • un baccello di vaniglia
  • una presa di cannella
  • pasta sfoglia (nel mio caso brisé, che secondo me è anche piùconsigliata)

Sbucciate le mele, rimuovete il torsolo e riducetele a dadini. Fatele cuocere in una padella antiaderente con burro, zucchero, cannella ed il baccello di vaniglia per 5-6 minuti, fino a quando cioè le mele diventeranno morbide. Scolatele e tenete da parte il liquido di cottura. Ritagliate la pasta sfoglia in cerchi, farciteli con le mele e versateci il liquido di cottura. Disponete altri dischi di sfoglia sopra il ripieno e chiudete i fagottini sigillando bene i bordi. Cuocete in una teglia foderata con carta forno per circa 15 minuti a 180°. Servite tiepidi dopo averli spolverati con zucchero a velo e cannella.

rustici

FAZZOLETTI DI PERE E CIOCCOLATO

(Titolo dovuto anche qui alla mia fantasia)

  • pere
  • nutella
  • pinoli
  • pasta sfoglia (o brisè)

Sbucciate le pere, rimuovete il torsolo e tagliatele a dadini. Realizzate 16 rettangoli di pasta sfoglia e farciteli con le pere, un abbondante cucchiaio di nutella e pinoli. Ripiegate i quattro bordi verso il centro e sigillate bene i punti di raccordo della pasta, avendo cura che il ripieno non fuoriesca dai bordi. Cuocete in una teglia foderata con carta forno (o anche con la stessa carta che avvolge la pasta sfoglia) a 108° per 15 minuti. Servite tiepidi o anche freddi con una spennellata di zucchero a velo.

rustici (1)

A me sono piaciuti molto entrambi e sono stata soddisfatta di assaggiarli il giorno dopo apprezzandoli ancora fragranti. Con i miei ho avuto un successone, al mio ragazzo sono piaciuti da morire (di più quelle con le pere, come pure ai miei genitori), mentre per mio fratello ho dovuto preparare un fagottino di sola nutella perché altrimenti non li avrebbe mangiati. E ha avuto pure da ridire sul suo dolcetto, tsé!

Contenuto non adatto a Babbo Natale e fans.

PREMESSA: Avrei dovuto pubblicare questo post in un periodo più congruo, ossia settimane fa, ma appena tornata dal viaggio in der Schweiz mi sono sentita premere dalla voglia di raccontarvelo e mostrarvelo, dovendo così rimandare “l’uscita” di articoli più adeguati al momento. Mi spiace scombussolarvi in tal modo, ma la scatola delle bozze sta gridando vendetta e devo liberarla un po’!

Natale è alle porte e fervono preparativi in ogni dove. Senza che stia ad elencarveli, li conoscete da voi: luminarie, addobbi, babbi natale che si arrampicano sulle finestre (ma non era alle porte?!?!), negozi che si sbizzarriscono con le decorazioni.
Ma in tutto questo, la televisione che fine fa?
Ho avuto modo di scoprirlo domenica scorsa, quando il mio studio sui libri è stato interrotto dal volume stratosferico al quale mia sorella tiene i cartoni animati. “Siete pronti ragazzi?” “Sì signor capitano!”. E’ fissata con Spongebob, cosa volete farci… Comunque, ciò che ha catturato la mia attenzione non è stata tanto quella spugnetta gialla con due occhioni celesti, quanto le pubblicità tra un episodio e l’altro.
Non sono cambiate molto da quelle che, anche io, all’età di mia sorella, guardavo estasiata. Barbie monopolizza come sempre lo spaziohttps://i1.wp.com/static.myluxury.it/myluxury/fotogallery/625X0/5354/babbo-natale.jpg pubblicitario, con tre réclame una dietro l’altra, e le Hot Wheels sono i giocattoli che spopolano tra i maschietti. E che dire di questi bambini che, sugli schermi televisivi, appaiono felici come non mai semplicemente perché tengono in mano una bambola o una macchinina di plastica? Le ragazzine di Barbie tutte rigorosamente bionde e civettuole, i maschietti delle Hot Wheels tutti gasati ed esageratamente agguerriti. Ed ovviamente ognuno di loro con un sorriso a trentadue denti stampato su quel visetto tanto pulito quanto innocente. Ma è tutta innocenza che perdono nel momento in cui sbattono i piedi per terra per ottenere il regalo che si aspettano. “Voglio Barbie vacanze in camper!”, “voglio le Hot Wheels speed racing fire track monster jam drive fast!” e così via con Sbrodolina rigurgiti e ruttini, Ciccio Bello si è fatto la bua, Action Men il più grande degli eroi, Otto il Maialotto che fa il botto. Per non parlare di tutti quei cartoni animati o film che creano un business enorme con i giocattoli per i più piccoli: Il mondo di Patty (superato mi sa, vero?), le Winx, le Principesse, Twilight (che, vista la sua banalità, giusto per un pubblico infantile può essere adatto), Ben 10, Yu – Gi – Oh!, Bakugan (che non sono la stessa cosa poi?!?!), Transformers, i supereroi Marvel (che consentono più livelli di “interpretazione”, riscuotendo successo anche tra fasce d’età più avanzate, me compresa), Star Wars (stesso discorso che vale per la Marvel), Cars, Gormiti
A fine analisi pare che conosca più i giocattoli per maschietti che non quelli per le femminucce, ma vabbè.

Sta di fatto che le modalità di vendita ed i tipi di articoli in commercio non mi sono sembrati così distanti da quelli che ero abituata a vedere “ai miei tempi” (è lecito che io utilizzi tale espressione, giacchè mi trovo a confrontarmi con una generazione di almeno quindici anni più piccola della mia).
Ricordo che, ai miei tempi (okay, la sto abusando però…), stravedevo per queste pubblicità. Erano capaci di tenermi incollata alla TV più di qualsiasi altro cartone animato. Mi imbambolavo dinanzi a loro e ricordo che, specie dopo aver acquistato l’abilità della scrittura, mi mettevo vicino carta e penna in modo da annotarmi tutto quello che avrei desiderato chiedere a Babbo Natale. Sarà ovviamente superfluo dirvi che gli articoli della lista corrispondevano al numero di pubblicità che avevo l’occasione di guardare (finché, cioè, qualcuno mi portava via a forza dalla televisione), ergo: tutti i giocattoli per bambine che venivano pubblicizzati finivano nella mia ipotetica letterina. Con l’aiuto di mamma, poi, depennavo quelli che scoprivo piacermi meno o quelli che erano quasi dei doppioni dei giocattoli che già possedevo, e ridimensionavo così le mie richieste, le quali continuavano comunque a rimanere sostanziose.
https://i0.wp.com/www.bergamomagazine.com/wp-content/uploads/2012/11/g_img005.jpgRegolarmente, ogni Natale, chiedevo una Bratz, bambola che amavo molto di più della Barbie, forse troppo stereotipata per i miei gusti (ora colgo però una certa volgarità nel volto di quelle Bratz alle quali tanto tenevo). Ricordo che una volta, dopo aver scartato i regali la sera della Vigilia a casa di mamma, non trovai la mia Bratz e mi misi quasi a piangere, tanto che i parenti si sentirono in dovere di tranquillizzarmi, assicurandomi che l’avrei trovata il giorno dopo a casa di papà, dove Babbo Natale aveva avuto l’ordine di lasciarla. Ed in effetti così fu. Il regalo più atteso lo scartai la mattina di Natale e così la giornata prese il verso giusto. Chissà cosa sarebbe successo se non avessi ricevuto la bambola che mi aspettavo ogni 25 di dicembre… Conoscendomi, ci sarei rimasta davvero male e probabilmente avrei replicato la richiesta alla collega del Babbo, la Befana, a discapito della cioccolata che pure ho sempre adorato. Guai, infatti, se il 6 gennaio nessuno mi regala un dolcetto! Ora sono passata dalla Kinder alla Lindt, dalla Ferrero alla Venchi, dalla Milka alla Perugina, dalla Nutella al cacao amaro (senza tralasciare la Novi, la Caffarel, la Sprungli… sì, esatto, le so tutte!), ma la sostanza rimane quella: CIOCCOLATO! Ancora più gradito se realizzato in fatture particolari o con ripieni libidinosi…

Alt, alt, alt. Sono partita dalle réclame dei giocattoli per bambini e sono arrivata a parlare di peccati di gola. Questo è proprio quello che si dice “andare fuori traccia”. Rientriamo entro i binari del discorso. Anche perchè, scusate, il Natale è alle porte, non scende mica dal camino!
Ahi, ahi, ahi… con questo post Babbo Natale mi censurerà! Ma tanto ho la Befana dalla mia parte, olè!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: