Diario di viaggio: Andalusia #Day 6

Andalusia #Day 6 – Domenica

Siviglia

L’ultimo giorno nel capoluogo andaluso ci accoglie al mattino purtroppo piovoso. Nonostante il brutto tempo, non demordiamo e alle 10.15 siamo già in centro. Un po’ come Malaga il giorno dell’Epifania, anche Siviglia è deserta di domenica mattina. In realtà lo sarà per gran parte della giornata, cosa a cui contribuisce anche il tempo, non proprio invitante per uscire a fare due passi. Per noi sono però d’obbligo, dunque iniziamo da Plaza DSC_0550del Triunfo dove si affacciano l’Alcazar ed una parte della maestosa Cattedrale. Scopriamo il suo patio de los naranjas, anche se di naranjas Siviglia abbonda dovunque, praticamente in ogni angolo. Il loro profumo è ancora debole in questi mesi, ma appena si sfiora un frutto con le dita non lo si lascia più. L’interno della cattedrale è regale e sontuoso come l’esterno, con volte gotiche dalle altezze incommensurabili. Pare che coloro che costruirono la cattedrale, sempre sorta sulle rovine di un’antica moschea che testimonia la dominazione araba di tutta la regione, dissero che sarebbero sicuramente sembrati pazzi ai posteri per le dimensioni della chiesa che stavano edificando. Difatti la Cattedrale con la sua Giralda sono qualcosa di enorme, gigantesco, tanto da apparire sovradimensionati rispetto al resto della città. È l’impressione che abbiamo lungo la passeggiata/belvedere del Metropol Parasol, la struttura a “funghi” (lo chiamano las setas de Sevilla) che si trova in Plaza de Encarnaciòn. Saliamo infatti per godere di un fantastico panorama su Siviglia, abbracciando anche la zona di Avenida se Hercules e del ponte di Calatrava, zona che
DSC_0568decidiamo di visitare nel primo pomeriggio. Questo ci porta quindi a percorrere diversi chilometri lungo il fiume Guadalquivir, al di là del quale scorgiamo in lontananza un parco divertimenti in stile coloniale, la Isla Magica, e la zona dedicata all’Expo ’92. Ci imbattiamo poi in qualcosa davvero favoloso, che rimpiangiamo di non aver scoperto in anticipo: un mercato di tapas. Una sorta di Eataly, dedicato però alle sole tapas, divise per categoria: empanaderia, vinos, cerveca, quesos, arroz, cafeteria etc. Queste possono essere consumate in tavolini d’appoggio allestiti sul posto o comprate para llevar, a portar via. Sono tutte così invitanti, anche perché le “bancarelle” sono stand deliziosi ed il posto è pieno di gente, nonostante siano quasi le 16. È il loro pranzo questo. Sempre camminando lungo il fiume arriviamo al Parque di Maria Luisa, dove decidiamo di tornare per godere un’ultima volta, prima della partenza per Roma, dell’idilliaca visione di Plaza de España. Siviglia, una città che sa più di “capitale” con le sue spaziose avenide e le sue architetture maestose, ma che allo stesso tempo sa essere a misura d’uomo è assolutamente vivibile. Vince 1 a 0 contro Barcellona. E l’Andalusia vince su tutto.

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2 commenti

  1. Tutte le volte che passo da qui sogno ad occhi aperti… voglio andare in ferieeeee!!!!! Bellissimo!

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    • Come ti capisco ! Però già sognare è di per sé un piccolo viaggio… Anche se seduti davanti al pc! Accontentiamoci di una fuga dalla realtà rievocando questi ricordi…🙂

      Rispondi

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