L’insostenibile leggerezza di un sabato pomerigggio.

Sabato ho trascorso l’intero pomeriggio a scrivere.
Un po’ per diletto, un pò per lavoro, un pò per piacere ed un po’ per dovere, sono stata davanti al computer tutto il tempo.
Non ho staccato le dita dalla tastiera e gli occhi dallo schermo almeno fino all’ora di cena.
Difatti sono arrivata alla sera leggermente rintronata, ma ne è valsa la pena.
Mi è piaciuto.
Mi ha rilassata.
Ogni tanto ci vuole di dedicare anima e corpo alle proprie passioni.

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32 risposte a "L’insostenibile leggerezza di un sabato pomerigggio."

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      1. Bene, addirittura giornalista! Brava. Magari un pezzo mi farebbe piacere leggerlo. Da quello che dicevi nel post pensavo che tu scrivessi dei racconti, o che avessi iniziato a scrivere un libro…magari puoi farci un pensiero, no?!??!

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        1. Sì in realtà, qualche capitolo è già scritto, ma ci vuole tempo per portarlo avanti… E se uso il tempo per scrivere per il giornale, per l’università, per il blog ne rimane proprio poco! Per questo vorrei che tutti i giorni fossero come questo sabato pomeriggio! 🙂

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  1. Io invece ho passato tutta la domenica, mattina e pomeriggio, a correggere gli ultimi 15 compiti di italiano (leggi “temi”) che mi mancavano (sul totale di 75, che mio hanno tenuta impegnata tre settimane, quasi ogni pomeriggio) scritti talmente bene che alla fine mi sono chiesta se sarei riuscita ancora ad esprimermi in un italiano corretto. 😦
    Altroché insegnare! Ci manca poco che impari io dai miei allievi, ovvero disimpari.
    Anch’io vorrei dedicare una giornata alla scrittura per diletto e non alla programmazione o alle correzioni a margine. Eppure d’estate, quando il tempo ci sarebbe, mi passa la voglia, anche perché preferisco leggere visto che durante l’anno scolastico non ce la faccio.
    Perché il tempo passa così veloce e non si riesce mai a fare tutto ciò che si vorrebbe?

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    1. Sai Marisa, non ho capito bene se il tuo fosse un discorso ironico o meno…
      Comunque il mio post voleva parlare di passioni in generale, quindi è sicuramente altrettanto rilassante passare tutto un pomeriggio a leggere. Io ho talmente poco tempo durante l’anno che quando mi capitano due ore libere le uso per scrivere. Questo anche perché leggo tutti i giorni i libri universitari e una volta tanto voglio produrre io parole!
      In bocca al lupo per i restanti 50 compiti: per Natale avrai concluso il lavoro 🙂

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      1. Di certo non volevo ironizzare su quello che hai scritto! Ho fatto solo una considerazione di quanto sia bello e gratificante passare un pomeriggio a fare ciò che piace, senza nemmeno rendersi conto del tempo che passa, e quanto invece sia una tortura chiudersi in casa per lavorare pure la domenica, con una bella giornata, per giunta. 😦
        Crepi il lupo! Per Natale, comunque, ne avrò altri tre pacchi più tutti quelli di latino più le prove di letteratura più … basta, è meglio non pensarci.
        Ti auguro una buona notte.

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        1. Intendevo se il discorso dei temi fosse ironico o meno, cioè se sono scritti davvero bene oppure il contrario. Scusami ma non ho capito veramente: spesso a leggerle solo, certe parole non comunicano nello stesso modo in cui comunicherebbero se dette a voce.
          Buona notte a te Marisa 🙂

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          1. Secondo, quarto e quinto. Ho iniziato da quelli del secondo pensando fossero più semplici da correggere … figurati! Poi sono passata a quelli di quinta. Sapranno scrivere visto che hanno l’esame? Ma quando mai! Un disastro. Alla fine i più passabili erano quelli di quarta ma non credere che siano andati bene, anzi. Ogni anno che passa hanno sempre più difficoltà a scrivere, a parte quelli che, come te, coltivano la passione per la scrittura, ma sono pochissimi.

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          2. È davvero un peccato 😦 Ritengo che la bellezza della scrittura si stia perdendo a causa della diffusione di sistemi di comunicazione veloce e simultanea (vedi FB o Whatsapp) nei quali ciò che conta è il messaggio piuttosto che la forma, il contenuto rispetto al contenitore. Nessuno cura più la punteggiatura, ad esempio, quando pubblica uno stato su FB. A lungo andare questo porta ad un impoverimento della scrittura a discapito, appunto, della comunicazione immediata e rapida.

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