La migliore offerta [Giuseppe Tornatore]

Un Geoffrey Rush strepitoso per un film ricco di tensione, suspense e personaggi misteriosi, in cui niente è come appare, in cui “dietro ogni simulazione si nasconde una traccia d’autenticità…”
Un battitore d’asta di notevole fama si trova coinvolto in un rapporto molto particolare con una donna enigmatica che non gli si vuole rivelare…

Okay, basta! Questa volta non voglio dilungarmi. Anche raccontarvi la trama sarebbe banale, minimizzerebbe ed impoverirebbe un film che vale la pena di assaporare dalla prima all’ultima battuta. Sì, perché ogni sequenza è un colpo di scena, ogni sguardo nasconde qualcosa ed ogni dialogo è carico di mille significati. La suspense è costruita poi così bene che lo spettatore è inevitabilmente indotto a compiere ragionamenti, collegamenti, giungere a conclusioni e venire poi puntualmente smentito da ciò che viene mostrato sullo schermo (schermo, ripeto, da cui non si riesce a distogliere lo sguardo fino al termine della pellicola).

Ma, come dicevo, non voglio dilungarmi sull’esperienza cinematografica che dovrete scoprire voi stessi, mentre spenderei volentieri due parole sulla location (usiamo ‘sta parola che va tanto di moda…) che ha ospitato la proiezione della pellicola.

Ci siamo goduti il cinema sotto le stelle e all’ombra di Castel Sant’Angelo (sebbene il sole fosse già tramontato e dunque “d’ombra” in effetti non si potrebbe parlare), cosa che ha aumentato il gradimento della serata, già condizionata positivamente dalla buona qualità del film.
L’arena è stata allestita all’interno del parco che circonda il castello e che è a sua volta contornato da un fossato lungo tutto il suo perimetro. Qui sono stati realizzati dei giardini, appunto al di sotto del livello stradale, molto amati dai padroni dei cani, i quali seggono su delle panchine (i padroni eh…), lasciando che i loro cuccioli scorrazzino liberi per l’aria verde senza timore che possano, da un momento all’altro, fiondarsi per la strada.
Ma torniamo al parco ove è stato posizionato lo schermo.
Per accedere all’arena (una delle diverse che, d’estate, vengono allestite per Roma), occorre passare al di sotto delle arcate di un ponte discretamente basso, tanto che una persona leggermente più alta di me avrebbe potuto urtarlo con il capo, udendo persino i passi di coloro che vi camminano sopra. In realtà tale ponte altro non è che il famoso Passetto del Borgo, un camminamento segreto che collega la Città del Vaticano a Castel Sant’Angelo e che veniva utilizzato dai pontefici per “darsela a gambe” in caso di emergenza (vi ho parlato meglio del Passetto in questo post). Che sorpresa trovarci nuovamente, a distanza di un anno o giù di lì, al cospetto di questo luogo così arcano! Niente di meglio per calarci in quell’atmosfera altrettanto misteriosa che verrà poi creata dal film.
Arrivati leggermente in ritardo, prendiamo posto verso le ultime file, ma sediamo comunque molto centrali e godiamo di un’ottima visione. Ci rendiamo però conto della presenza, poco dietro di noi, della cabina del proiettore che, se nelle classiche sale cinematografiche è insonorizzata, in queste arene all’aperto lascia filtrare il rumore dell’apparecchio. Però non ci infastidisce affatto, anzi. Ci abituiamo subito alla sua compagnia e troviamo addirittura piacevole udire, di sottofondo, il suono del proiettore che ci trasporta diretti in un altro film, guarda caso sempre di Tornatore: Nuovo Cinema Paradiso.
Che curiose assonanze! Prima il passetto e la sua misteriosa storia, poi il proiettore ed il film in cui è elemento portante, girato dallo stesso regista de La migliore offerta.

E’ la magia del cinema. E’ la sua capacità di trasportarti in un altro mondo, di creare una realtà parallela, di immergerti, anima e corpo, in un’esperienza che difficilmente riuscirai a dimenticare.

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12 commenti

  1. Dev’essere stato davvero bello, buon inizio settimana! 🙂

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  2. Anche tu ieri a Castel Sant’Angelo? Io ho cenato sulla terrazza del Castello, insieme ad amici: che panorama mozzafiato, che serata d’incanto!

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  3. Io adoro il cinema all’aperto, purtroppo qui non lo fanno più, credo per i costi non compensati dall’affluenza, piuttosto scarsa in realtà. Il rumore del proiettore in effetti all’aperto si sente se sei in fondo. Ricordo l’ultimo film che vidi in un cinema estivo: “Chocolate” con Juliette Binoche e Johnny Depp … mio marito ancora mi rinfaccia di averlo costretto a vedere quel film. Acconsentì solo perché l’indomani mi ricoverai in ospedale per un intervento chirurgico e, per convincerlo, gli dissi: “pensa se non mi ci porti e rimango sotto i ferri!”. 😆

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    • E perché te lo rinfaccia? È un film bellissimo! Già che c’è il cioccolato per me qualsiasi cosa è ottima 😉
      Qui invece ne allestiscono di diversi, in centro e non. Per esempio ce n’è una all’Isola Tiberina. A me piace molto come uscirà serale: unisce la mia passione per il cinema alla possibilità di godersi la propria città d’estate.

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    • #Marisa: “Chocolat” è delizioso…. cambia marito, e torna a rivederlo con l’altro!

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      • @ Veronica e Diemme

        A parte che non è il genere di film che piace a mio marito, ha pure rinunciato ad un concerto di musica country, sua grande passione, per portarmi a vedere “Chocolat”.

        @ Diemme

        Guarda, dovessi divorziare, al cinema ci vado da sola, ci vado. 👿

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        • Va bene okay, non è il genere. D’altronde anche io farei il muso se dovessi vedere al cinema un film western 😦
          Comunque pensa che anche il mio ragazzo ha rinunciato ad andare a pesca perché io da tempo l’avevo prenotato per il cinema! 😉
          In quanto al dover andare al cinema da sola, è una cosa che avrei sempre voluto fare, però è più forte di me: coinvolgo sempre qualche povero/a malcapitato/a!

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      • Ahahaha concordo con Diemme! Chocolat non può non piacere, è così tenero!

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  4. Laura Zaccaro

     /  15 luglio 2013

    Non sono stata molto presente ultimamente (ma va?) ma non potevo lasciarmi scappare questo post.
    E’ un film che ho letteralmente adorato e sapevo che l’avresti apprezzato anche tu.
    Faceva anche parte del progetto “Premio David Giovani”. Quest’anno sono stata sfortunata.. il Festival di Venezia non l’ho vinto.. però ho visto tanti bei film 🙂

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    • Non preoccuparti cara e non sentirti in dovere di giustificarti. Mi fa oltremodo piacere averti “risvegliata” con questo post. A volte il richiamo del mio blog diventa inevitabile ehehe 😉

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