Quando c’è la puntualità… E l’organizzazione soprattutto!

Detesto arrivare in ritardo (così come è vero che odio arrivare eccessivamente in anticipo).
Detesto arrivare in ritardo soprattutto quando ho degli appuntamenti in centro in mattinate soleggiate e meteorologicamente gradevoli. Oltre alle classiche motivazioni (tra le quali figura ovviamente il rispetto), alla base del mio odio c’è una ragione più semplice, forse banale, ma per me molto importante: il mio estro creativo e fotografico viene crudelmente mortificato.

Passo per Piazza Venezia, stranamente sgombra di macchine, e davanti l’Altare della Patria, illuminato meravigliosamente dal sole e con un contrasto di luci che creano quasi un’aureola al suo intorno. La macchinetta fotografica mi chiama, le mani vorrebbero aprire la borsa ed estrarre la mia fidata Cam e la voglia di immortalare quella visione mi fa prudere le dita, ma…
Ma sei già in ritardo Veronica, quindi non trattenerti oltre…
È vero, è vero, diamoci una mossa, proseguiamo.
Mi dirigo verso il Quirinale e raggiungo la sua piazza. So che da quel balcone si gode un panorama non affatto male, ma so anche che non posso fermarmi lì e che odio arrivare tardi. Convintissima di tutto ciò, tremendamente in colpa per non essere uscita prima di casa (e non aver acquistato un idrovolante su eBay), oltre ad essere ovviamente pronta a profondermi in migliaia di scuse nei confronti della persona con cui ho preso l’appuntamento, entro nel cortile del Quirinale. Trafelata, domando di colei che attendo (cioè, di colei che mi attende o che dovrebbe attendermi), ma…ma…non c’è. Ma come?! Avevamo appuntamento mezz’ora fa!
Magari si sarà allontanata non vedendoti arrivare…
Mmmm strano, l’ho chiamata più volte e le ho mandato un sms per avvertirla. Non può essersene semplicemente andata via così…
No, no, non è proprio arrivata, mi dicono le guardie.
Ah, bene.
Vi risparmio il resoconto della mia ora e mezzo di attesa, durante la quale ho familiarizzato e chiacchierato con i corazzieri, i quali si sono rilevati deliziosi, a dispetto di un’iniziale impressione che li mostrava ai miei occhi come persone impenetrabili.
Comunque…dopo due ore (sì, ho aspettato un’altra mezzoretta prima che questa famosa ed indaffarata donna dai capelli rossi si degnasse di prestarmi un briciolo d’attenzione), il mio colloquio ha avuto luogo e…indovinate? È durato meno di due minuti. Quelle che si dicono mattinate perse.
Ma ciò che mi fa più rabbia non è tanto il tempo sprecato per attendere una persona che, oltre ad essere telefonicamente irrintracciabile, si è dimostrata anche totalmente inaffidabile, quanto le rinunce alla quali sono stata obbligata: ho perso l’occasione di fare fotografie che non torneranno più, giacché le condizioni di luce o il semplice popolamento del luogo non saranno più gli stessi.
Beh, potevi rimediare scattando alcune immagini sulla via del ritorno, mi direte voi.
Eh no, perchè grazie al fulmineo colloquio ritardato di due ore, mi sono ritrovata con i tempi stretti anche al rientro verso casa. Aaaargh!
Mi fa ancora più rabbia l’approssimazione, la cattiva gestione di situazioni che potrebbero facilmente essere trattate in altro modo (mi riferisco in particolare al mio colloquio, che poteva benissimo risolversi in una telefonata).
E’ ufficiale : non tollero la disorganizzazione. La detesto.

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19 commenti

  1. in fondo al cuore

     /  11 ottobre 2012

    Hai assolutamente ragione, la puntualità è una questione di rispetto….che dovrebbero avere tutti. Buona giornata! 🙂

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  2. karina890

     /  11 ottobre 2012

    È vero che quell’attimo no capiterà più ma magari in seguito ti capiterà una scena anche migliore da fotografare; lo dico per esperienza personale non solo per consolare 😉 chissà magari la prossima volta… Sì, i colloqui mordi e fuggi sono incredibili ci pensi tutto il giorno e poi: puffete! -.-

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  3. Io amo la puntualità, ma mi ritrovo spesso ad essere ritardataria per congestione di impegni e difetto di mezzi pubblici, però parliamo sempre di un ritardo limitato: due ore, dopo essersi resi telefonicamente irrintracciabili, per poi dedicare due minuti alla persona che abbiamo fatto attendere, mi sembra davvero un sopruso, anzi, per dirla tutta, mi sembra il trionfo della tracotanza.

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    • Ah Diemme, meno male che la pensi come me! A volte ho timore di essere io l’esagerata! Però mi sembra davvero poco carino, irrispettoso ed ingiustificabile. Guarda, queste cose mi mandano veramente in bestia. Mi fanno avvelenare l’anima con il risultato che ci sto male per giorni 😦

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  4. Ahhh, non sai come ti capisco!!!

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  5. Ma come si può fare un colloquio in due minuti? riesci a malapena a presentarti e sciogliere il ghiaccio.
    Anche se hai perso tempo hai comunque imparato qualcosa, quindi non averla a male… 🙂

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  6. anche io la detesto!!!! 😀
    insomma una giornata da dimenticare….vorrei non commentare il comportamento della donna dai capelli rossi… e salto subito al punto foto, ovvero: peccato per le foto!!!… come ti capiscoooooooo anche a me è successo qualche volta di perdere degli scatti che sono rimasti solo miei perché impressi nella mia mente… 😦

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    • Già, senza parole sul serio. Un comportamento dal quale non prendere esempio, sebbene sia lei stessa a predicare la puntualità. È proprio vero che predica bene chi razzola male! -.-
      Le foto in definitiva potrò scattarle di nuovo. La mia Roma è sempre lì, i suoi monumenti anche. Magari la luce non sarà la stessa, come ho detto, ma non ne farò un dramma! 😀

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  7. Io se fossi stata la donna dai capelli rossi sarei stata in primis in mega disagio, ti avrei fatto le mie scuse più sincere, ti avrei dedicato non 2 minuti ma moooooooooolti di più e infine ti avrei offerto qualcosa in modo tale da “farmi perdonare per il ritardo e continuare il discorso iniziato prima” 😀

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