…E vorrebbero quasi restare.

L’altro giorno, dopo aver letto un post alquanto toccante dalla mitica Marisa, ho commentato lungamente sul suo blog, sentendomi evidentemente anch’io particolarmente ispirata.
Si parlava di scuola, di ex alunni e di ex professori, visitati da quelli che in sostanza possono esser visti come dei semi, semi piantati anni fa ed ormai germogliati. Semi che altro non sono che docili studenti, nutriti dalle parole degli insegnanti, dalle risa dei compagni, dalle chiacchiere con i bidelli. Arricchiti, cresciuti, fortificati. Fiori da poco sbocciati, seguaci del vento e delle sue correnti.
Comunque non è stato questo il mio commento. Ho citato tale commento al principio dell’articolo ed ho naturalmente intenzione di postarlo, però capite bene come queste rievocazioni, questi ricordi mi siano a cuore. Ecco perché le mie dita non conoscono freni quando debbono (e vogliono) parlare di scuola. Ritengo che nell’immaginario collettivo la parola “scuola” sia uno di quei termini grigi, cupi e scuri, associati all’idea di studio, doveri, noia, obblighi. Ebbene, nel mio immaginario, la “scuola” non è mai stata così. “Scuola” era sì libri, sì compiti, ma soprattutto significava confronto, scambio, relazione, esperienza, arricchimento, scoperta. Potrei continuare ad oltranza citando tutti i vocaboli che rientrano in questa sfera, ma così facendo ricadrei nella mia brutta abitudine di dilungarmi troppo. Veniamo dunque all’inizio del post, veniamo a quelli che, secondo Marisa, “ a volte tornano”.

A volte tornano perchè hanno nostalgia, perchè vogliono passeggiare di nuovo per quei corridoi, entrare in quelle aule, confortare i nuovi studenti, magari anche i futuri maturandi, e dire loro “godetevi questo periodo, fate tesoro di tutto ciò che apprendete su questi banchi, ma non affezionatevi troppo ai professori, chè poi diventa dura lasciarli..”
Ed infatti dopo poco tocca a loro, ai professori, che domandano del futuro, delle prospettive di vita, delle scelte. E ti guardano con un sorriso a trentadue denti, con una strana luce negli occhi…sarà soddisfazione, sarà orgoglio, sarà anche affetto cresciuto e maturato (anche lui!) in cinque anni di vita scolastica insieme.
A volte tornano e vorrebbero sedersi di fronte alla cattedra per assistere nuovamente ad una lezione, gioire al suono della campanella, intrattenersi a parlare del più e del meno con gli insegnanti, mentre per i corridoi altri scolari chiacchierano tra loro, stuzzicano una merendina o magari ripassano per il compito, il test o l’interrogazione, con la schiena appoggiata al muro e la testa persa tra le pagine dei libri.
A volte tornano solo per ricordarsi di certi momenti e conservarli eternamente nel cuore.

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26 commenti

  1. in fondo al cuore

     /  5 ottobre 2012

    Tu hai saputo cogliere, della scuola, il suo vero scopo e significato, molti riescono a farlo solo dopo tempo…..altri mai. Buon fine settimana un abbraccio!

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    • Sono stata fortunata ad aver vissuto le superiori con questo spirito, ad aver avuto professori che si sono rivelati persone fantastiche, che mi hanno insegnato molto e che ricorderò sempre con piacere.
      Un abbraccio e buon weekend a te.

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  2. Mi sono commossa quando ti ho letto da Marisa, mi sono nuovamente commossa qui 😳

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    • Quello della scuola è un ricordo che mi sta davvero a cuore e mi fa emozionare ogni volta che la memoria me lo propone.
      Settimane fa sono andata a far visita ai prof e mi sono ritrovata con gli occhi lucidi nelle classi…. Non mancheró di far visita loro di nuovo: mi hanno fatto vivere uno dei periodi più belli della mia adolescenza.

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  3. io son tornata solo per salutare i prof che lo meritavano perché mi faceva piacere.
    Poi non son tornata più… avvertivo che non era più il mio liceo, prof tt cambiati, invecchiati, meno speciali di quello che ricordassi ed in generale struttura più… squallida.
    Non ho nostalgia dle liceo ed in generale del tempo passato, per carattere! 😀

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    • Ah no, io il contrario: sono di natura particolarmente nostalgica.
      La mia visita ai prof è stata praticamente dopo un paio di mesi che li avevo lasciati, quindi non ho notato differenze grandissime nè nel loro aspetto, nè nell’aspetto della scuola. Insomma, erano esattamente le persone che ricordavo.
      Certo, magari tornandoci a distanza di anni, l’impressione che ricaverò sarà diversa, chi può dirlo… Ma in ogni caso non vorrei per nulla al mondo che la struttura scolastica (sia come edificio, sia come corpo docenti) decada sotto i miei occhi… Sarebbe bruttissimo 😯

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  4. karina890

     /  5 ottobre 2012

    Di certo la prospettiva cambia fatta una certa esperienza. Prima era tutto dovere ora è tutto sapere, opportunità che per te è sempre stato, oltretutto. La scuola andrebbe sempre presa come la prendi tu: come un dono. 😀

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    • Hai perfettamente ragione: finché ci sei dentro, finché DEVI andare a scuola tutte le mattine, fare i compiti tutti i pomeriggi, non ti rendi del suo valore. Poi, quando la lasci, la saluti e l’abbandoni, realizzi che la persona che sei diventata è frutto della vita scolastica e delle prove alle quali ti ha sottoposto. E solo in quel momento ti accorgi di quanto per te è stata importante.

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  5. Io non sono mai entrata troppo nel “sistema”, cioè, per il mio carattere mantengo sempre una certa distanza da ogni cosa. Quindi non ho mai sentito questo tipo di rapporto con la scuola, i compagni, i professori e tutto il resto. A dire la verità non mi è mai passato per la mente neanche di tornare, nemmeno per un saluto. Avevo un buon rapporto coi professori, ma niente di particolarmente profondo. Quelli che preferivo erano il prof. di latino e greco (il terrore della scuola, ma io ero la sua preferita) che è andato in pensione subito dopo la mia maturità, e quello di educazione fisica, simpaticissimo, che ho incontrato altre volte fuori dalla scuola. Poi c’era quella di matematica e fisica, che incontro spesso tuttora, perchè è iscritta col marito ad un club dove c’è anche mia zia, e mi fa tanto piacere. Ma oltre questo niente.
    Devo dire che il periodo del liceo non è stato tra i più brillanti, per me. Dopo la maturità sono rinata.

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    • Ricordo che tu prediligi l’ambiente universitario a quello liceale, se era già parlato una volta. Del primo non so dirti, lo sto sperimentando adesso, del secondo ho ampiamente parlato qui. Che aggiungere? Per esempio il fatto che ci è capitato più di una volta di uscire la sera con i prof (sempre magari perché dietro c’era una motivazione per così dire “didattica”: teatro, presentazione di un libro etc.) o fare una scampagnata con loro (subito dopo la maturità, ad esempio, ci siamo ritrovati tutti nella casa di campagna di uno di loro).
      Sarà che ho avuto fortuna ad incontrare proprio loro. Sarà pure che nella mia scuola non raggiungevano i 100 studenti, quindi era praticamente normale avere un rapporto così familiare. Pensa che ho anche i loro numeri di telefono! 🙂

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      • Da me eravamo tantissimi, ho frequentato una delle scuole più grandi e conosciute di Palermo. Come preparazione non mi posso lamentare, ma non ho approfondito molto i rapporti umani. Non che ci scansassimo, ecco, però abbiamo mantenuto un certo distacco.
        Sono contenta per te 🙂
        A proposito, com’è andata la prima settimana?

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        • La prima settimana si è ridotta ad un unico giorno, mercoledì, in cui ho avuto solo un’ora di lezione: linguistica italiana. Considerato il ritardo del classici quarto d’ora accademico e l’introduzione del corso, dei testi, degli orari e simili, ho assistito in tutto ad una trentina di minuti di lezione. L’impressione è comunque positiva: il prof sembra alla mano e non affatto formale. L’aula purtroppo è piccola, ma per fortuna il mio anticipo mi ha consentito di trovar posto in terza fila. Spero che ci cambieranno stanza o che magari un po’ di gente smetta di frequentare 😛
          La maggior parte dei corsi inizierà tra la prossima settimana e la successiva. Ancora orario provvisorio insomma! Ma già ho capito che è un gran caos… 😦

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          • Sì, è sempre un caos, ma vedrai che ti divertirai!
            Comunque c’è sempre un bel po’ di gente che, vuoi per pigrizia, vuoi per altri motivi, smette di seguire e si perde per strada. 🙂

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          • Sì, penso di aver già inquadrato quel tipo di persona. Punto sulla decimazione della classe per poter seguire meglio la lezione muahahah 😉

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  6. Innanzitutto grazie per avermi citata. Come ti ho già scritto nel replicare al tuo commento sul mio blog, è bello sapere come “batte il cuore” stando dall’altra parte. Però è anche vero, come altri hanno fatto notare, che non tutti hanno avuto la fortuna di vivere la scuola come te.

    La mia esperienza di studentessa è stata un po’ particolare: la scuola media e il liceo si trovavano (si trovano) nello stesso edificio quindi nel passaggio al liceo non ho mai davvero perso di vista i miei ex insegnanti, piuttosto facevo finta di non vederli perché effettivamente mi hanno dato poco dal punto di vista umano, anche se ho avuto un’ottima preparazione. Al liceo sono tornata solo da insegnante perché nel frattempo non avevo sentito l’esigenza di rivedere i miei prof ma quello preferito, di latino e Greco, lo vedevo tutti i giorni all’università perché aveva il doppio incarico. Insomma, come Valentina, il periodo del liceo non è stato uno dei più brillanti, specie considerando la classe in cui stavo che era disunita al massimo e costituita per la maggior parte da gente ricca e viziata, figli di professionisti di successo, tanto vuota nell’intimo quanto pieni erano i portafogli. Poi anch’io sono rinata all’università dove tornerei anche domani … a proposito, t’invidio, in senso buono, farei anch’io di nuovo l’esame di Linguistica. Dovrei prendermi la rivincita visto che, per una presa di posizione dell’assistente (mica del docente!), ho preso solo 29. 🙂

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    • Devo quindi pensare che il mio sia stato un caso tra tanti. Ma sono felice di aver vissuto proprio quel caso. Ovviamente non è stato tutti rosa e fiori, ma gli aspetti positivi e costruttivi hanno prevalso su quelli più antipatici (ordinarie e tensioni all’interno della classe che non mancavano mai) ed è per questo che ricordo tutto il mio passato scolastico con piacere e nostalgia. Non ho mai dato molto peso a quello che pensavano o dicevano gli altri: sono sempre andata avanti per la mia strada, attenta a cogliere ciò che di positivo potesse capitarmi e senza curarmi troppo delle erbacce che proliferavano lungo il ciglio del percorso.

      In quanto a Linguistica, la materia mi sembra assai interessante. Non ho notato la presenza di un assistente (di solito ci sono a lezione?)…staremo a vedere! 😉

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  7. Mi sono diplomato nel 1997… E proprio ieri ho varcato nuovamente le porte del mio mitico liceo scientifico 🙂 Com’è cambiato… Ora c’è il distributore delle bibite e delle merendine, c’è un campo di basket in cortile, ci sono i binari nelle scale per chi non può farle a piedi… E da uno sguardo in bacheca ci sono pure anche quasi tutti i miei vecchi prof. 🙂
    E’ bello ritornare, fa strano… Vedi gli alunni e ti senti vecchio. Li guardi, li vedi diversi eppure li vedi uguali a te…
    Bellissima sensazione…
    E bellissimi ricordi quelli che conservo di quei cinque anni. Certo non posso dire altrettanto dell’università -.-

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    • Dai commenti che avete lasciato in questo post riscontro come sia impossibile dare un giudizio omogeneo sul l’università o sul liceo. Mi sto rendendo conto che il modo di vivere entrambi è personalissimo: c’è chi tornerebbe mille volte all’università e c’è invece chi rimpiange in modo particolare il liceo.
      Io posso parlare solo per le superiori e confesso che già dopo pochi mesi di averle lasciate, mi mancano. E provo nostalgia nel tornare a visitare la scuola ed i professori. Immagino poi che questo effetto verrà amplificato con il tempo e chissà come sarà quando tornerò a far visita al liceo dopo anni ed anni…

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  8. Laura Zaccaro

     /  8 ottobre 2012

    Sono al quarto anno dello Scientifico e quest’anno sarà una mazzata allucinante. 😉
    A parte questo però, considerando che questa scuola mi è stata semi-imposta.. mi sono trovata molto bene.. i prof. (quasi sempre) sono stati dei punti di riferimento importanti. Un paio, in particolare. Uno che “coltiva” i miei talenti (se è vero che ne ho ;)) e un altro che mi ha voluta a collaborare con lui anche in progetti che esulano dalla scuola.. con quest’ultimo in particolare s’è creato un rapporto veramente bello.. e sono molto felice perché i progetti che stiamo portando avanti mi danno immensa soddisfazione.. Rimarrò sempre legata al Liceo.. sempre. :))) ❤

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    • Mi sembra di rivedere me nelle tue parole! Mazzata allucinante a parte (:P), quello che si impara al liceo non si impara da nessun’altra parte: convivenza, condivisione, rispetto, rapporto con l’altro sesso e con un’autorità. Insomma, più che le nozioni apprese dai libri, formative o meno che siano, la scuola insegna a vivere. E se la vita è una palestra in cui imparare norme di comportamento e di convivenza civile, valori assoluti e competenze pratiche, beh, reputo la scuola un ottimo allenatore!
      Mi fa piacere leggere del tuo bel rapporto con i prof. È la stessa cosa che ho avuto la fortuna di vivere io 🙂

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      • Laura Zaccaro

         /  12 ottobre 2012

        Certe volte mi lasci senza fiato.. sembra che prendi i miei pensieri e li trascrivi.. forse sei un’aliena.. non ho altre spiegazioni! 🙂

        Con affetto,
        L.

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        • Doh! Hai scoperto la mia copertura, e adesso?? 😉
          Ahahaha ma non sono un’aliena, semplicemente ho il potere di leggere i pensieri altrui.
          Okay, basta scherzare…. La spiegazione è che probabilmente siamo due persone molto simili, due ragazze che, sebbene una piccola differenza d’età, risultano tra loro particolarmente compatibili. Tutto qui 🙂
          Da parte mia ovviamente c’è un immenso piacere ad aver trovato una persona in grado di capire così al volo i miei pensieri. L’ho scritto diverse volte ma lo ripeto ancora: leggere i tuoi commenti è ogni volta un’emozione. Grazie 😀

          Con affetto del tutto corrisposto,
          V.

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          • Laura Zaccaro

             /  13 ottobre 2012

            Ho bisogno di incontrarti.. mi sei di ispirazione!!! :))) Grazie per i complimenti.. mi emozionano.. come ogni volta che mi rispondi.. :)))

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          • Ci sarà occasione vedrai… Passerai una volta ancora nella città eterna o no? Ed io forse ripasserò (anzi, passerò, perché questa estate, da quanto ho capito, non mi ci sono avvicinata neanche un po’) dalle tue parti. Oppure c’è sempre la soluzione di metà strada 😉
            Sento che potremo scrivere qualcosa a due mani, sai? 🙂

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