Ruba una scintilla. Prendila e portala con te. Cerca di non farla spegnere.

Ho sempre pensato che una persona fosse il proprio passato (anni fa, nel parlavo qui).
Non ho smesso di pensarlo, nè ho tanto meno cambiato idea. Solo che ultimamente mi è capitata l’occasione per analizzare meglio questa affermazione, penetrarla e comprenderne il significato fino in fondo.
Una sua interpretazione troppo alla lettera mi ha condotto ad infamarti, quasi ad offenderti. Ti ho detto cose bruttissime, cose che non pensavo affatto. Non oso immaginare come tu ti sia sentito. Udire illazioni, cose non vere sul mio conto mi fa andare in bestia, e pensare che a dirmele potresti essere proprio tu mi lacererebbe. Ma è stata tutta l’esplosione di uno sfogo incontrollato e assai poco lucido. Non ero in me. Colpa di certi sentimenti che ti fanno diventare come una preda inerme e si servono di te per i loro maligni giochetti.
Tu sei stato come sempre da ammirare. Ferito, suppongo, scosso ed incredulo, mi hai ascoltata ed hai asciugato le lacrime che inevitabilmente bagnano il mio volto quando affronto discorsi che mi sono a cuore. Poi hai parlato di qualcosa che mi ha colpito e su cui non avevo mai riflettuto. Hai detto che proprio in seguito a determinate esperienze nel tuo passato, sei ora in grado di goderti il presente per quello che è, sei ora capace di apprezzare i rapporti autentici e duraturi.
Ecco allora che il mio pensiero iniziale assume maggiore chiarezza e profondità.
Essere frutto del proprio passato significa aver appreso dagli eventuali sbagli, aver sviluppato una visione più critica della realtà ed aver tratto lezioni dalle esperienze vissute, in modo da agire in maniera più consapevole nelle stesse situazioni che prima o poi si ripresenteranno. Ognuno di noi è letteralmente prodotto del proprio passato, dove per “prodotto” non si intende semplicemente il risultato di una trasformazione fisica, bensì è da prendere in considerazione una trasformazione psicologica, una crescita mentale e spirituale.
Non si può essere gelosi del passato. Non si può nasconderlo o rinnegarlo, perché sarebbe come rifiutare una parte essenziale dell’individuo, parte che corrisponde alla sua formazione, alla sua maturazione, al suo cambiamento.
Alla luce di tutto ciò, mi sento profondamente in colpa. In colpa per averti attaccato in quel modo, sputato in faccia parole nelle quali non credevo, messo in dubbio i tuoi ideali. Mi sento uno schifo. Più ci ripenso, più vorrei che una valanga di fango mi sotterrasse.
Ma, in ogni caso, non mi è mai piaciuto piangermi addosso. Questo, pertanto, è ciò che intendo fare.
Voglio vivermi il presente, voglio ritenermi fortunata per tutti i passi che compirò lungo il mio cammino. Saranno passi saldi e sinceri, realmente desiderati e mai obbligati. Così, quando getterò uno sguardo indietro al mio passato, mi ricorderò di ogni singolo momento vissuto perché saprò di essere stata io a costruirlo.

E quando ripenseremo ai tempi andati, magari al sopraggiungere della sera, di fronte ad un camino, io con una tazza di cioccolata in mano e tu con un bicchiere di vino, ci compiaceremo dell’album ricco delle nostre fotografie e potremo esclamare: “Le abbiamo scattate insieme.”

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11 commenti

  1. Laura Zaccaro

     /  28 luglio 2012

    Cara Scrutatrice,
    ancora una volta mi trovi perfettamente d’accordo col tuo pensiero.
    Considera che io sono sempre stata una che nella vita, non ha mai voluto accettare il suo (seppur breve) passato. Eppure, proprio in quest’ultimo anno, ho capito che io e il mio passato non possiamo (e non dobbiamo) separarci. Se non avessi vissuto come ho vissuto non sarei come sono ora.. e, senza falsa modestia, sono abbastanza contenta di come sono.. 😉
    Intuisco.. dalle tue parole.. che hai detto cose che non avresti mai voluto dire ad una persona a cui tieni molto. E che questa ne sia rimasta scossa. Non ti dirò che tutto passerà come se niente fosse. Anzi, siccome so che sei una persona MOLTO sensibile (in ogni senso positivo del termine) prevedo che per te sarà abbastanza complesso allontanare il ricordo di tutto ciò. Ciò che posso dirti è che non sei per nulla sola.. io stessa ho fatto MOLTI errori di questo tipo.. ci sono stata male, malissimo. Ma credimi se questa persona ti vuole davvero bene, capirà. E crescerete, insieme.

    Un abbraccio consolatorio
    Laura

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    • Cara Laura,
      le tue parole mi confortano. E non sai quanto.
      Credo, questa volta, di essere stata molto più esplicita nel post, tanto che tu hai colto in pieno quello che volevo comunicare. Così come sei stata abilissima nel capire il mio carattere e nel mettere in luce la difficoltà che avrò a dimenticare questo episodio. Non pensavo che si potesse comprendere così tanto di me semplicemente affacciandosi alla finestra di questo blog…
      Comunque, per tranquillizzarti, posso dirti che il chiarimento è già avvenuto, sebbene ora tocchi a me chiarire e fare i conti con me stessa. Credo di essere la persona più dura con la quale si debba ragionare.
      In ogni caso ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza nel commento: mi fa sentire più “umana”, forse perchè mi rendo conto di non essere l’unica ad essersi confrontata con simili questioni. Ora, però, ho capito. Ora voglio solo godermi il presente e, sì, accettare il passato, ma nello stesso tempo voglio cercare di costruirne uno “nuovo”.
      Un abbraccio a te, carissima.

      Scrutatrice

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      • Laura Zaccaro

         /  9 agosto 2012

        Sto avendo problemi con l’e-mail ecco perché rispondo perennemente in ritardo. ._.
        In ogni caso mi trovi di nuovo d’accordo… e lo so.. forse non avresti voluto essere così esplicita nel post ma vedi, quando degli avvenimenti ci colpiscono particolarmente è molto difficile scriverne cercando di tenerci fuori.. cercando di non far trasparire.. perché, semplicemente, abbiamo bisogno.. di scriverne, di parlarne.. e di tutto ciò che questo concerne. Quante volte mi sono tenuta dentro tutto arrivando fino a scoppiare (letteralmente…) perché sapevo che se avessi iniziato a parlarne.. avrei detto troppo? Molte.. sbagliando probabilmente.. E hai colto davvero bene quello che volevo dirti.. la parte più difficile è fare pace con se stessi… ma tu ce la farai.. ne sono certa.

        Laura

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  2. Tutti noi abbiamo frammenti grandi o piccoli del passato che vorremmo dimenticare. Eppure ritornano alla mente e ci fanno stare male perché vorremmo tornare indietro e non rifare gli stessi errori. Tu dici che dal passato si impara, io, invece, non ne sono convinta. Forse crescendo capirai che certi errori, soprattutto se determinati da un atteggiamento più istintivo che riflessivo, non insegnano nulla perché inevitabilmente li rifaremo, a meno che non si cambi carattere. Io ancora non ci sono riuscita. Vabbè che finché c’è vita c’è speranza, ma credo che alcuni lati del carattere non cambieranno mai.

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    • Mmm non so. Dipende forse da quanto questi errori hanno segnato la nostra vita. E poi se qualcuno li fa notare, magari la persona che li ha commessi ci pensa due volte prima di ricadervi nuovamente.
      Nello specifico, comunque, mi riferivo più a certe esperienze, non necessariamente sbagliate, che però ritengo possano essere degli insegnamenti per il futuro. Si possono ovviamente ripetere, certo, così come anche evitare. Soprattutto se si è capito che possono dar fastidio alla persona con cui trascorri la maggior parte del tuo tempo.

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  3. in fondo al cuore

     /  28 luglio 2012

    Non è importante che si facciano errorri….chi non ne fà???? L’importante è riconoscerli e farne tesoro per non ri peterli più…..tutto serve nella vita. Ciao Buon sabato!

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    • “Esperienza è il nome che le persone danno ai propri errori”. Questo lo diceva Oscar Wilde, ma lo penso fortemente anche io.
      Di sicuro ho imparato la lezione. E nessuna lezione è inutile.
      Buon sabato sera a te! 🙂

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  4. cavaliereerrante

     /  28 luglio 2012

    Perchè, cara @Very …. questa tua improvvisa sofferenza …. questo tuo sentirti in difficoltà per ciò che, in una esplosione di sentimenti a cui ti sei lasciata andare, ora vorresti non aver mai proferito ???
    Chi non commette errori, e soprattutto chi non ne commette spinto dal sentimento e dalla passione, o dal sentirsi – a sua volta – offeso dall’ altro/dall’ altra ???
    Siamo fatti di carne precaria, di fisicità destinata al macero, questo lo sai, e di un qualcosa che ci spinge dentro e che è di altra sostanza non più cadùca, nel suo mistero …..
    L’ hanno chiamata anima, questa nemica del tempo che se ne va … e la sua veste è l’ istinto della conoscenza, anche questo ineludibile per nostra fortuna ….. ma non sempre lo sappiamo !
    Chi ritieni di aver ferito, ora, chi hai nel cuore ….. certamente ha capito da dove proveniva questo tuo impulso, e le parole che, indegne di te, gli hai scagliato contro, di questo son certo …. se Tu stessa, e per lungo tempo, hai ritenuto che costui ti fosse così caro .
    Come mi è parso di averti già scritto, il passato non è il nido dei nostro rimpianti ( anche se, li contiene …. talvolta ), non è il ‘magister vitae’ che ci precluda altri e possibili errori, ma per come vedo le cose io, il passato – ‘il pio, il dolce, l’ irrinunciabile nostro passato’ – è il gigante sulle cui spalle, inerpicandoci appassionatamente, possiamo scorgere meglio il futuro ….. o scrutare, come fai Tu e non da poco tempo, spazi di universo dai quali, noi nani se non salissimo su questa montagna, saremmo inevitabilmente tagliati fuori !
    Sei giovanissima, @Scrutatrice, e sensibile assai, insegui sempre quell’ istinto che ti porta a salire sempre più su anche soffrendone, sei una ragazza bella e piena di sentimento e cammini nella tua stagione più in fiore …. non la lasciar andar via macerandoti, non cambiare la tua ostinata voglia di sincerità, e CHI ti ama ti seguirà amandoti per come sei !!!
    E quando infine i raggi del sole si abbasseranno rosseggiando nel crepuscolo ( come accadrà a tutti noi …. ) e l’ incombente sera non sarà più confortata dalla sicurezza del nuovo giorno …. se avremo vissuto intensamente la nostra vita …. meno amaro sarà il rimpianto, meno salate le nostre lacrime d’ addio a quella radiosa luce che assaporammo un tempo,

    “Ma se la radiosa luce d’ una volta
    …. tanto negli sguardi è tolta,
    se niente può far sì che si rinnovi
    all’ erba il suo splendore,
    della sorte noi non ci dorrèm
    ma ognòr più saldo in petto
    godrèm di quel che resta .”

    E che sia la tua tazza di cioccolato, o il suo bicchiere di vino …. o l’ album delle fotografie indimenticabili sfogliato insieme accanto al fuoco, credimi @Veronica, saranno attimi sufficienti, teneri e degni dell’ intera esistenza …..
    Altro, cara amica, su questa Terra che calpestiamo, non ci è dato !
    @Cavaliereerrante ….

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    • Sai, @Cavaliere, capita a volte che gli universi che scruto, quelli più vicini, quelli a me complementari, siano investiti da una tempesta stellare di cui nemmeno io so mantenere il controllo. In questo caso, poi, mi ha colta assolutamente impreparata e mi ha reso sua vittima impotente.
      Ciò che è importante, comunque, è il fatto che ora sia passata, si sia dileguata ed abbia lasciato spazio ad una quiete più bella che mai.
      Probabilmente se quella tempesta non ci fosse stata, non avrei mai ragionato sull’unicità di qualche istante passato a sfogliare l’album dei momenti indimenticabili. Probabilmente non sarei stata in grado di apprezzare la pace e la serenità che ora mi sono presentate e che, chiaramente, non voglio lasciar scappare.
      La vedo così e penso che ogni tempesta non sia solamente distruttiva, in quanto, pur nella sua forza devastante, implica la capacità di ricostruire ciò che è stato lacerato.
      Splendida la tua visione del “passato”, @Cavaliere. Non l’avevo mai analizzato sotto quella luce. Grazie. Come sempre.

      @Scrutatrice

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  5. Se dovessi fare un piccolissimo riassunto di me che ero e di me che sono diventato, non potrei che dire un mondo di bene, ma non nel senso che in un modo o nell’altro ho enfatizzato il mio passato, ma solo perché nel frattempo ho imparato, vivendo, tante cose che oggi non potrei più farne a meno e una tra tutte, che la vita va vissuta sempre e comunque con un sorriso sulle labbra e non è una banalità.

    E’ vero, siamo il frutto del nostro passato, ma solo perché quello che ci abbiamo imparato è impagabile.

    E allora, oggi, se da un lato non ho rimpianti di sorta, dall’altro certi momenti li rincorro, giusto per non correre il rischio di perderli di nuovo. E’ una lezione, forse, senz’altro il bisogno di fare tesoro dei tanti errori vissuti.

    Molto bello il finale del tuo articolo ed è proprio lì che ci ho visto quel sorriso sulle labbra e la voglia di continuare e vuol dire che il tuo approccio alla vita è positivo.

    Complimenti!

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    • Vivere e pensare positivo è quello che mi prefiggo, sebbene talvolta cada in alcuni baratri di pessimismo dai quali non riesco mai ad uscire tanto facilmente. La scrittura mi aiuta in questo: mi dà una mano a risalire e mi regala la possibilità di sfoggiare un sorriso.
      Grazie per i complimenti, li apprezzo assai 🙂
      Un abbraccio

      Scrutatrice

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