Quasi Amici [Olivier Nakache]

Ero in astinenza di cinema da un bel po’. E con ciò non intendo dire che fosse diverso tempo che non mettevo piede in sala, ma piuttosto che da qualche settimana a questa parte non ho più avuto occasione di vedere del Cinema, dei film degni di nota. Questo “triste” periodo si è concluso giovedì sera, quando, con il fidato gruppetto di amicizie cinefile, si è deciso di andare a vedere Quasi Amici, film di cui avevo già da più parti sentito parlare. Sarà stato per la lunga lontananza dallo schermo (nella veste di spettatrice naturalmente), sarà stato per la mia disposizione d’animo e di psiche particolarmente incline a recepire il prodotto cinematografico, ma devo dire che il film m’è proprio piaciuto tanto. Un magistrale dosaggio tra buoni sentimenti, sinceri e non scontati, autentici e mai artificiali, e momenti irreverenti, ancora non pretenziosi ma basati su piccole cose, piccoli gesti. C’è dunque spazio per la risata nella stessa misura in cui è resa possibile la riflessione. C’è un tempo per sorridere briosi, un altro per ragionare amareggiati. C’è modo di divertirsi fino alle lacrime, così come è possibile versare lacrime non tanto per divertimento quanto per profonda commozione. Sul piano tecnico ho enormemente apprezzato il frequente ricorso ai primi – se non primissimi – piani, l’indugio della macchina da presa sui volti dei personaggi e loro espressioni, che mostravano limpidamente, complice la bravura dei due interpreti protagonisti, i loro stati d’animo ed i loro moti interiori. Tratto da una storia vera, narra dell’amicizia che si instaura tra un tetraplegico ed il suo badante. Il primo, facoltoso signore di agiata condizione sociale; il secondo, uomo di colore di origine senegalese ed apparentemente il meno indicato a prendersi cura di un’altra persona, non essendo lui capace di portare alcuna soddisfazione alla madre e alla famiglia. Inutile dire che il rapporto cambierà in modo radicale entrambi, rendendo l’uno dipendente dell’altro. Non solo fisicamente, ma soprattutto a livello umano. Credo si debba battere le mani al solo pensare che una relazione così profonda, tra due individui diametralmente opposti, abbia avuto modo di sbocciare nel quotidiano terreno di ipocrisie e discriminazioni sociali.

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20 risposte a "Quasi Amici [Olivier Nakache]"

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    1. Cara, il titolo proviene proprio da quel film, che è uno tra i miei preferiti.
      Come avrei potuto non vederlo? 🙂
      Nella pagina “Cinema da venerare” compare, così come nella sidebar “Estratti d’autore”. Qui l’articolo relativo:
      https://scrutatrice.wordpress.com/2009/03/31/into-the-wild/

      Ah, anche quando ho parlato di “This Must Be The Place”, ho citato Sean Penn e la sua grossa fetta di collaborazione in questo blog:
      https://scrutatrice.wordpress.com/2011/11/19/this-must-be-the-place/

      Insomma, ce n’è di riferimenti al film 🙂
      Arriverà a breve, a questo punto, un post in cui chiarisco il perchè del titolo.

      Un abbraccio a te e grazie di essere sempre presente. ^^

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  1. RIeccomi….. io devo dire che passo raramente ma qualdo lo faccio scopro sempre più la tua buona vena di critica. BRAVA…… continua così!
    Mi associo con i commenti già presenti: film tenero, scorre leggerissimo ed offre veramente tanti spunti di riflessione. Ottimi i protagonisti, solo che, come al solito………… ME L’HAI FATTO VEDERE DA SOLO!
    Scherzo…… bacini
    Marco

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