Libri come: conversazione con Carlos Ruiz Zafòn

@Scrutatrice

Non l’avrei mai saputo se non fosse stato per mia madre.
O meglio, l’avrei saputo, ma troppo tardi.
Proprio il giorno prima il verificarsi dell’evento, mi sono difatti imbattuta nella sua locandina pubblicitaria, ma non avrei comunque fatto in tempo a parteciparvi.
Tipico. Mi trovo sotto gli occhi la notizia relativa ad un’iniziativa alla quale vorrei prendere parte, ma subito dopo averla adocchiata scopro puntualmente che HA già AVUTO luogo, oppure, nel migliore dei casi, che AVRA’ luogo nel giro di un’ora dal momento in cui la leggo.
Risultato: distolgo gli occhi (ed i pensieri) dalla pubblicità, tiro un sospiro di rassegnazione (finora sapevo che si potessero tirare solo sospiri di sollievo, Veronica…) e mi riprometto di informarmi per tempo la volta successiva.

@Scrutatrice

Ma questa occasione, merito la tempestività della mamma che mi ha linkato il sito dell’Auditorium, non me la sono lasciata sfuggire.
Così, mentre ristoranti, locali e discoteche si sono riempiti di spiriti femminili più o meno esaltati ed hanno organizzato serate per rendere onore alla festa della donna (?!), il mio 8 marzo è stato dedicato alla Festa Del Libro E Della Lettura.
In particolare ho avuto modo di assistere all’incontro con Carlos Ruiz Zafòn, autore di uno dei miei libri preferiti: L’Ombra Del Vento.
Se potessi (ergo: se non avessi altre letture in sospeso) lo ricomincerei daccapo, riprenderei l’avventura dall’inizio, soddisfacendo così le speranze espresse dallo stesso autore nel corso dell’intervista: “Mi auguro che i miei lettori abbiano voglia di rileggere la storia, partendo dalla direzione contraria, dalla conclusione agli albori, e magari da un altro punto di vista, da una diversa angolazione.”
Queste sono state le parole pronunciate nella parte finale del suo intervento, durato un’oretta abbondante, ma trascorso assai gradevolmente.
Tra le molte cose dette, due sono quelle che maggiormente mi han colpito e che vorrei condividere con voi.
Innanzitutto Zafòn ha sottolineato il fatto che i suoi libri non sono indirizzati ad un pubblico ben determinato, in quanto egli scrive per tutti, per chiunque abbia voglia di leggerlo o chiunque sia magari attratto dalla copertina del volume (benchè l’autore abbia voluto evidenziare che “You can’t judge a book from the cover”). Sebbene le sue prime esperienze da scrittore si registrano nel campo della letteratura giovanile, oggi Zafòn non si rivolge a bambini, adolescenti o adulti in particolare. Non ha dunque la necessità di adeguarsi ai gusti di una determinata fascia di pubblico, giacchè un preciso destinatario non esiste, cosa che rende il suo stile spontaneo, il modo di scrivere sincero ed il messaggio da comunicare immediato e diretto.
In secondo luogo, Zafòn ha trattato il problema/vantaggio della distanza dal luogo di ambientazione delle sue storie, vale a dire Barcellona (egli vive ed opera, infatti, a Los Angeles). Una Barcellona “carezzata in ogni suo recesso”, esplorata in ogni suo più occulto angolo; una Barcellona viva, vibrante, considerata persino come “protagonista femminile” delle sue opere. Ebbene, proprio il trovarsi lontano da Lei (“Lei” in quanto città personificata) permette di apprezzarla con sempre nuovo stupore e riscoprirla sempre diversa meraviglia, restituendo ai lettori l’immagine di una città magica.

Ora scriverei del mio stato di trepidazione mentre ero in fila in attesa del suo autografo, parlerei dei sorrisetti nervosi che rivolgevo alla fotocamera e vi direi del mio corpo irrigidito nel momento in cui gli stringevo la mano e balbettavo: “Muchas gracias” …
Invece no. Invece vi lascio con alcune foto di quel luogo in cui si respira sempre un profumo diverso: musica, arte, danza, teatro, cinema, letteratura…
Un profumo con il forte retrogusto di Cultura.

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@Scrutatrice - Le "mie" bandiere dell'Auditorium

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16 commenti

  1. Che bello! Sono veramente contenta per te! Mi hai fatto ricordare il giorno in cui incontrai Valerio Massimo Manfredi, un paio d’anni fa, e nel momento in cui mi chiese il nome per farmi la dedica sul libro cominciai a balbettare “Va… Va…” e non riuscivo a dire nulla ahahah E’ un’emozione grandissima.
    Zafòn non lo conosco, non l’ho mai letto, ma penso di essere stata influenzata da una mia ex professoressa (credo di averne parlato, è quella che è una grande esperta di Cervantes e di letteratura spagnola ad alti livelli) che un giorno disse che le sembrava commerciale e non le piaceva troppo. Certo, lei è un’autorità nel campo e mi fido del suo giudizio, ma l’approccio con un libro e con un autore è personale e soggettivo. Prima o poi mi deciderò e lo proverò 🙂
    Sei fortunata, comunque, ad abitare in una grande città in cui puoi (scusami, non mi viene la parola in italiano per quanto mi sforzi) disfrutar di questi incontri e di queste conferenze. A Palermo – che comunque non è un paesino – capita raramente, ma vabè, voi siete la capitale!

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    • Che poi Manfredi è il tuo idolo! 🙂 Lui è siciliano o mi sbaglio? (mi sbaglio sicuramente…)
      E’ emozionante, è vero, soprattutto perchè è stata la prima volta per me: mai avevo incontrato uno scrittore che conoscessi e che mi piacesse molto.
      Beh, certo, non penso che si possa paragonare Zafòn con Cervantes; è ovvio che si tratta di romanzi che non faranno la storia della letteratura, ma sono davvero avvincenti ed intringanti. Più che altro, comunque, mi riferisco all’Ombra Del Vento, perchè le altre sue opere che ho letto sono molto, ma molto più scadenti.

      Io a volte penso la stessa cosa di Milano: se ci fai caso molti concerti non contemplano tappe a Roma, ma si fermano sempre a nord. Che ci vuoi fare: non ci si accontenta mai 😉

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      • E’ della provincia di Modena 🙂
        Ehhhh, non siamo mai contenti! Ma a me però va peggio! Qui siamo dimenticati dal mondo ahahaha anzi ogni tanto succede qualcosa di bello 🙂

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        • Giusto, confondevo con Camilleri U.U
          Ahahahah, no dai, da me sicuramente non siete dimenticati! 😉
          Il fatto è che ci sono talmente tante iniziative qui a Roma che non spesso va a finire che te le perdi tutte 😛

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  2. Lauretta

     /  10 marzo 2012

    Se leggesse una mia compagna di classe questo articolo sverrebbe! (Glielo linkerò infatti! :D). Non ho mai letto Zafòn ma mi rifarò! =)

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  3. Di Zafon ho letto pure io “L’ombra del vento”, e subito dopo “Il gioco dell’angelo”, ma ho altri suoi romanzi nella mia lista di libri da comprare e leggere 😉
    Permettimi di dirti che hai trascorso una festa della donna decisamente appagante 🙂

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    • Te lo permetto eccome! 🙂
      Sono rimasta davvero soddisfatta.
      Io ho letto anche “Marina” ed “Il palazzo della mezzanotte”, ma rispetto a “L’ombra del vento” valgono molto di meno. In ogni caso, dopo l’intervista di giovedì, sono curiosa di acquistare “Il prigioniero del cielo”, che dovrebbe essere la continuazione de “Il gioco dell’angelo”.

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  4. Sono contento che abbia vissuto questa esperienza :), peraltro assistendo proprio alla conferenza di un autore di un libro che ami!
    Eh, l’Auditorium ci dà grandi soddisfazioni 🙂

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  5. E brava la mamma che sa dare buoni consigli!

    Buona domenica. Un abbraccio.

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  6. Che bella esperienza e che bel modo di passare l’8 marzo 🙂

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  7. Io invece niente autografo di Ammaniti…ero in galleria e per avvicinarmi avrei fatto prima a lanciarmi dall’alto piuttosto che “esci-rientra” dalla sala… uff!
    La valanga di libri era stupenda!

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    • Io mi sono precipitata nella libreria appena ho udito pronunciare dall’intervistatore la frase “Ora salutiamo Za…”. Ma nonostante questo ho fatto la mia buona mezz’oretta di fila.

      Alla valanga di libri avrò scattato una decina di foto da una decina di agolazioni diverse! 😉

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