Urgenti questioni latenti

Amici internauti, ricordata la tormentata questione dell’università?
Se avete risposto affermativamente, saltate alla domanda cinque.
No, scherzo. Non sono dell’umore adatto per farlo.
Se avete risposto affermativamente, rammenterete anche che per la suddetta questione non si era mai scritta la parola “fine”, non si era mai messo un punto, non si era mai giunti ad una conclusione.
Insomma, scegliete la dicitura che più preferite ma sappiate che frulla tutto ancora nella mia testa.

Quindi mi trovo qui  a riproporvi la faccenda.
Questa volta voglio però rinunciare ai miei classici voli pindarici ed arrivare direttamente al sodo, domandandovi  a mò di sondaggio:

…meglio studiare ciò che piace ed appassiona benchè, lavorativamente parlando, non offra buone possibilità oppure seguire un percorso di studi che garantisca maggiori sbocchi professionali pur non rispondendo ai miei desideri?

Personalmente propendo per la prima alternativa, ma ho davvero bisogno di pareri, opinioni, punti di vista, anche e soprattutto diversi dal mio.
Ci tengo ad informare che l’eventuale risposta “entrambe le cose”, non è, ahimè, valida.

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33 commenti

  1. ho giusto poco tempo per risponderti.. ma tornerò!!
    io sono propensa per la prima ipotesi.. benché la seconda ti dia una certezza lavorativa futura (hahahahah che battutona) posso dirti che studiare per una cosa che non ti piace fare e costringerti a lavorare su qualcosa che non ti appaga può diventare ben presto stressante… e insostenibile…
    Poi chi può dirlo che non troverai lavoro se scegli al prima opzione… tutto può succedere.. tutto può accadere… io non mi imbatterei in un corso di laurea che non rispecchia i miei desideri…

    un abbraccio
    Lely

    PS: ahimé io ho dovuto ripiegare su un corso di laurea che non volevo… visto che il corso di laurea in perline non esiste!! hahahaah :mrgreen: spero di averti strappato un sorriso

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    • Sì, grazie Lely, dopo il tuo commento sono così —> :D:D:D
      Raccolgo il consiglio che effettivamente si allinea a quella che già era la mia idea e concordo sul fatto che “la vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita”. ^^

      P.S. Ehmmm, io non so dove reperire la tua mail…
      P.S. 2 Hai un contatto messenger?

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      • Carissima eccomi qui ancora di passaggio 😀
        Scusami se te lo chiedo, forse è una domanda un po’ stupida, ma hai in mano tutto il materiale possibile e immaginabile delle facoltà in cui sei in dubbio? se si, dopo averli studiati un pochino e se nonostante l’analisi degli esami che queste facoltà ti propongono non sei riuscita a scremare un po’ le tue scelte io ti consiglio di prenderti un po’ di tempo e piazzarti fuori dall’uni ( e perché no magari andare a seguire qualche lezione tanto mica ti sbattono fuori) e fermare più studenti possibili a cui fare domande sui tuoi dubbi e incertezze.. a me era servita tantissimo questa esperienza per prendere la mia decisione… oltre ai vari incontri preposti, open day, saloni dello studente ecc ecc dove ho potuto conoscere ricercatori, studenti e professori a cui fare le mie domande.. la mia missione sul campo è stata di gran lunga quella più proficua… se non altro tocchi con mano quale potrebbe essere il tuo futuro 😀
        anche perché a volte sapere il nome degli esami non può darti l’idea di cosa c’è dietro quell’esame… dello studio… dei laboratori… dei progetti… (parlo del mio caso) e quindi sentire i professori al salone dello studente.. e gli studenti che avevo placcato fuori dalla facoltà mi è servito tanto :mrgreen: ( e sottolineo studenti.. perché è sempre bene sentire più campane 😛 )

        ah dimenticavo una cosa.. se le facoltà sono “affini”.. e ti accorgi che quella che hai scelto non era quella che fa per te.. il passaggio all’altra sarà comunque meno doloroso perché in alcuni casi ti tengono buoni gli esami che hai già dato per l’altra.. sempre appunto che siano “affini”… non è che ad esempio da agraria mi passi a informatica XD in questo caso non penso sia possibile una cosa così 😛

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        • Il materiale ce l’ho, ed anche troppo forse! 😛 In questi giorni sto girando su internet, cercando di districarmi tra i vari siti dell’uni che si rivelano un vero labirinto.
          L’idea del “blitz” fuori dall’uni non l’avevo mai avuta! Però, hai ragione, credo che in fondo sia molto utile…ci faccio senz’altro un pensierino! Spesso gli esami hanno diciture così altisonanti da intimorire o, al contrario, paiono magari banali quando in realtà non lo sono. Ad esempio “Matematica” dice tutto e non dice niente. Guarda, mi sa che prima o poi farò quanto mi hai consigliato: non c’è niente di meglio di basarsi su testimonianze dirette in questi casi.

          Il riconoscimento degli esami l’ho preso in considerazione, peccato che il mio caso sia tra quelli da te citati alla fine del commento: un’oscillazione simile a quella tra agraria ed informatica, ecco 😛

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  2. in fondo al cuore

     /  1 marzo 2012

    sai dipende soprattutto da te….se pensi di riuscire comunque a vivere bene studiando e poi facendo qualcosa che non ti piace…..allora puoi scegliere quello che ti da prospettive di lavoro…..altrimenti no.

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    • Studierei qualcosa che non mi soddisfa appieno, ma rientra comunque nella mia sfera di interessi. E le porte che potrebbe aprirmi sono molteplici, alcune delle quali riuscirebbero anche a piacermi, suppongo. Ma avrei poi il rimpianto di non aver seguito le mie passioni quando ne avevo la possibilità?

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  3. Io non me la sento di esprimere pareri (immagino tu sappia perché 🙂 ), quindi ti dirò: va’ dove ti porta il cuore … che in pratica è come dire: scegli la prima opzione. Ma non lo spifferare in giro. shhhhhhhhhhhh

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  4. La prima. Consigliato da uno che ha seguito la seconda e che si ritrova disoccupato a 4 anni dalla laurea che tante porte gli avrebbe dovuto aprire e che a questo punto sta addirittura arrivando a odiare quello che ha studiato (oltre che dimenticarselo ogni giorno di più).

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    • Ah, consolante -_-
      In effetti non è possibile, con i chiari di luna di oggi, avere la certezza di un impiego lavorativo postlauream. Volevo però precisare che quello che andrei a studiare nella seconda alternativa non sarebbe del tutto fuori dai miei desideri, poichè, come precisavo prima, rientra comunque nella sfera dei miei interessi. Probabilmente sono stata eccessivamente drastica nel separare le due questioni: nel primo caso seguirei la mia più grande passione, sebbene qualcuno obietti che lo farei giusto per hobby; nel secondo ripiegherei su una materia comunque interessante, ma che, se paragonata alla prima scelta, sarebbe meno piacevole.

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  5. karina890

     /  1 marzo 2012

    Mah, in questi giorni mi sto appassionando ai Peanuts e quest’uomo Charles Monroe Shultz ha passato la vita non tanto a fare il disegnatore, quanto a far vivere tutti in un mondo fantastico con tanti bambini e un cane che riflettono sulla vita. Non riesce a tutti ma sono quei pochi a dimostrare che se si insiste nel vivere onestamente la propria passione, si può. Fa quello che senti di poter fare non “il lavoro sicuro” perché non esiste, come ti ha già detto Roberto. 😀

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  6. Io ti direi la prima, anche perchè se ti forzi a fare qualcosa che non è la tua passione finisce che la fai male 😉

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    • Giustissimo. Anche se io me la cavo bene in tutto….ahahahahah, sìcertocomeno! 😛
      Diciamo che tendo a dare il meglio in qualsiasi cosa io faccia, ma concordo che tutto ciò sarebbe più facile se in ballo ci fosse la mia passione. Qualcuno sostiene che potrei coltivarla autonomamente, anche senza studiarla, però credo che diventerebbe difficile portarla avanti come vorrei.

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  7. la domanda è malposta, perchè la risposta non è (o almenon non dovrebbe essere) indipendente da cos’è “ciò che appassiona” e cos’è “ciò che garantisce maggiori sbocchi occupazionali”

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  8. Mia cugina si era iscritta a ingegneria biomedica, anche se le piaceva leggere e scrivere. Ebbene, dopo un anno ha cambiato facoltà, perché non riusciva a dare gli esami, ed evidentemente questo era sia per la difficoltà, ma soprattutto perché in realtà non le piaceva. Fondamentalmente l’avevano influenzata, e infatti mi sembrava un po’ strano che all’improvviso avesse tirato fuori scelte tipo medicina o altre varie…
    Adesso fa lettere 🙂

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    • Lo so, molti mi dicono che la scelta della facoltà non è comunque definitiva, perchè ammette comunque la possibilità di cambiare idea. Ed ii fatto di perdere un anno non mi preoccupa.
      In realtà si pone anche un altro problema: tra le facoltà che dovrebbero consentirmi maggiori sbocchi occupazionali (facoltà che – ci tengo a sottolineare – comunque non disdegno), ve ne sono due o tre potrebbero piacermi. Quale scegliere tra queste? E poi, se cambiando tra una facoltà e l’altra, porterei dietro rimpianti per non aver seguito, in un caso, le mie passioni o, nell’altro, per non aver dato retta a chi mi diceva di pensare al futuro lavorativo?

      Sono irreversibilmente in crisi 😦

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  9. Lauretta

     /  2 marzo 2012

    Come vorrei saper rispondere. Anch’io ho questo dubbio che mi attanaglia. Sembra che tutte le mie facoltà preferite non abbiamo sbocchi lavorativi. Sembra che non potrò frequentare l’ateneo che desidero. Mi sento come se mi stessero tarpando le ali, giuro. Comunque, istintivamente, direi la prima. 🙂

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    • Eh la prima… e se poi, una volta concluso il percorso di studi tanto desiderato, mi ritroverò per strada ad elemosinare impieghi svilenti perchè la mia laurea non è riconosciuta o è pressochè inutile? Se mi vedrò chiuse tutte le porte che speravo potessero spalacarsi, senza poter far nulla per cambiare la serratura?
      Questi i dubbi che mi tormentano. D’altro canto, se tali porte, che pure si apriranno, risultano anguste e poco congeniali per me?

      Scusa, sto complicando la questione. E non vorrei incrementare le incertezze che anche tu serbi. Diciamo che non sono la persona adatta per confrontarti sulla questione 😦

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  10. Ciao piccolo passerotto, attanagliata da dubbi ed incertezze.
    Se io fossi nei tuoi panni , non avrei dubbi, sceglierei la passione, seguirei il cuore.
    Cerchi certezze?, non credo che nel mondo di oggi si possono avere certezze, quindi per me segui la tua passione, penso che riuscirai meglio, non c’è nulla di peggio che svolgere un lavoro che non piace e vivere di rimpianti. Un bacio

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    • Forse non certezze, ma maggiori possibilità.
      In ogni caso anche io, come scrivevo nel post, sarei più incline a percorrere la prima strada…
      Uffa, ma perchè deve essere tutto così difficile? 😦

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  11. cavaliereerrante

     /  5 marzo 2012

    Premesso che nessuna laurea garantisce “oggi o domani” un posto di lavoro sicuro ( anche se, si spera che almeno per voi, giovani ed in gamba, qualcosa cambi in positivo nel complesso mondo del lavoro concreto … ), non posso che consigliarti di scegliere una facoltà basata sullo studio di discipline che ami, @Veronica, che senti come parte inalienabile di te e della tua, già affascinante, personalità e maturità .
    E te lo consiglio per una ragione schietta : appropriandoti del “cibo che solum è tuo”, acquisti un valore inalienabile, non soggetto nè all’ usura del tempo nè al fluttuare delle situazioni esistenziali, un qualcosa che assomiglia ad un porto saldo, conosciuto e sicuro, dal quale partire verso qualunque avventura ti riservi la vita ed i suoi agitati mari .
    Scegliere invece una facoltà che non ti piaccia per puntare sulle opportunità di lavoro che ti aprirebbe ( “reali soltanto sulla carta”, ma del tutto precarie un domani … ), mentre indebolirebbe la tua voglia di studiare, potrebbe in futuro farti ritrovare “a mani vuote”, giacchè quella certezza di cui parlavamo sopra, ahinoi, non esiste .
    Dunque, scegli con l’ animo sgombro e vai diritta verso quello che più ami, pensa a studiare a fondo come sei solita fare Tu, assaporando con gusto, non ostante tutta la cialtroneria che inquina l’ aria che respiriamo, ciò che studi fino a farlo diventare parte di te, parte inalienabile dell’ anima tua : quando sarà giunto il momento, potrai fare qualunque tipo di lavoro onesto senza avere nessun rimpianto !
    Buon viaggio …
    @Bruno

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    • Un bellissimo augurio, grazie @Bruno.
      La questione è stata forse un po’ minimizzata da quella secca domanda del post. Diciamo che nella seconda alternativa andrei a studiare qualcosa che pure mi piace, mi interessa (quindi non qualcosa che assolutamente rifiuto), ma il cui richiamo, rispetto a quello esercitato dalla mia passione, è senz’altro meno forte.
      Sono convinta che anche percorrendo la seconda via, troverei interesse per le materie e la facoltà; o comunque me lo farei nascere questo interesse, il che non sarebbe così complesso vista la curiosità che mi contraddistingue. Non vorrei che passasse l’idea di una ragazza che frequenta cupa e svogliata le lezioni perchè quello che sta studiando è completamente incompatibile con la sua sfera di interesse.
      In ogni caso ho ancora tempo per pensarci e per perdermi ulteriormente tra i labirintici siti delle facoltà. Spero di uscirvi sana e salva. E possibilmente con un maggior senso dell’orientamento! 😛
      Ciao,
      @Scrutatrice

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  12. Io ho fatto il liceo scientifico e mi sono iscritta a filosofia. Ovviamente ho seguito la passione e non l’utilità lavorativa. L’università per me è stata abbastanza deludente, nel senso che mi aspettavo chissà che e mi sono trovata a studiare manuali. Adesso di lavoro vendo borse. Ahahah Però lo rifarei mille volte. Un conto è se la tua passione e il tuo lavoro possono coincidere, come nel caso degli appassionati di computer o informatica. Se però non hai intenzione di fare del tuo lavoro la tua passione allora il mio consiglio è di studiare quello che ti pare e seguire la tua natura. Ci sarà abbondante tempo per metterti da sola e farti mettere da altri delle catene. Almeno l’uni sceglila col cuore!!

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  13. La prima, senza ombra di dubbio. Se faai qualcosa che ti piace, ti appassioni, ci metti una marcia in più, e la marcia in più ti farà arrivare senz’altro più lontano che fare qualcosa che non piace, che sembra dare maggiori sbocchi professionali ma non è detto, e che anche se fosse ti costringerebbe a fare tutta la vita una cosa che non ti piace, ergo col freno a mano tirato.

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    • Mi ci vorrebbe una bella partenza in quarta, senza troppi pensieri e tormenti 😉
      Grazie del commento @Diemme. Ci sto riflettendo in questo periodo e sto soprattutto cercando di coniugare le due cose.

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