Mente nomade in corpo sedentario

Diamine! Non ce la faccio più.
Mi terrorizzano questi giorni a venire.
“Addirittura terrorizzano?” mi farebbe eco l’amica May.
Eh sì, proprio così.
I tempi morti mi spaventano enormemente. Mi uccidono.
Ho tremendamente paura di non avere nulla da fare, di dover restare con le mani in mano ed essere costretta a girarmi i pollici (non ci avevo mai riflettuto, ma queste due ultime azioni sembrano essere l’una la conseguenza dell’altra).
Non riesco a tollerare la totale assenza di qualsiasi attività, sia essa intellettuale o manuale. E le motivazioni alla base di questi timori sono alquanto semplici.
La mancanza di qualcosa che tenga la mia mente occupata, che imponga un freno ai miei pensieri, circoscrivendoli ad una particolare attività ed obbligandoli a concentrarsi su un determinato compito, induce questi ultimi ad andarsene a spasso come vogliono. La cosa non mi va a genio – anzi, direi che è oltremodo intollerabile – poichè so perfettamente che la mia mente se ne andrà a spasso in quella direzione.
Diamine a voi, pensieri turbolenti! Non potreste passeggiare per viali meno angusti o avventurarvi verso sentieri meno impervi?
Così, con l’intento di evitare escursioni mentali indesiderate, cerco di tenermi occupata il più a lungo possibile: svolgo quei pochi compiti che mi assegnano con una lentezza interminabile; leggo parola per parola tutti i documenti che mi viene chiesto di archiviare; imparo a memoria numeri di telefono, codici di prenotazione, date di arrivo e partenza dei gruppi; faccio i conti trentaquattro volte, prima con la calcolatrice da scrivania, poi con quella del pc ed infine con quella sul cellulare. E me ne sto per i fatti miei, dimostrando a me stessa che, se non mi faccio viva io, per gli altri è come se non esistessi.

@Scrutatrice

Forse dovrei fermarmi un attimo e spiegare in quale attività io sia impegnata (in senso lato, ovviamente) questi giorni, onde facilitare al lettore la comprensione di quanto scrivo, proprio durante un lunghissimo tempo morto di cui vi parlavo.
Per due settimane la nostra scuola organizza tirocini presso agenzie di viaggio, tour operator, alberghi, con il dubbio scopo di mostrarci il funzionamento del mondo del lavoro, specificatamente nel settore in cui riceviamo una formazione, vale a dire il turismo.
Ciò detto, sono tre giorni che trascorro il mio periodo di stage (mi raccomando, simulate un accento francese durante la lettura di questo termine, chè ci tengo!) presso la DER – Deutsches Reisebüro, suddivisa in due reparti: l’agenzia dettagliante ed il tour operator. Questa prima settimana il mio posto è al tour operator; la prossima mi toccherà l’agenzia.
Ora, se sono terrorizzata adesso che il mio turno è al t.o., in cui, bene o male, qualcosina – ina – ina faccio, non oso pensare a cosa mi aspetterà in agenzia, dove, a sentire l’amica che in questi giorni vi passa il tirocinio, l’attività più impegnativa è quella di disegnare su Paint.

Insomma, un tirocinio di grandissima utilità, mi dicono.
Di certo la mia mente non perderà occasione di torturarmi, mandando pericolosamente in giro quei pensieri che tanto eviterei.
Proprio ora che vorrei gettarmi nello studio per tenere il cervello occupato, proprio ora che i libri mi paiono l’unica ancora di salvezza, proprio ora…devo starmene due settimane off school.
Certo, potrei sempre mettermi a studiare al ritorno a casa, ma la stanchezza la fa da padrone e la voglia di rilassarmi davanti al pc prende il sopravvento.
Stanchezza, poi…! Neanche mi sforzassi intellettualmente a fare qualcosa, giacchè i miei compiti si limitano a mere operazioni di archivio barra sistemazione barra riordino. Neanche mi impegnassi fisicamente a trasportare scatole o faldoni, dato che per la maggior parte del tempo rimango ancorata alla sedia girevole. Comodissima, per carità (con la seduta alta, lo schienale ben dritto ed i braccioli, come piacciono a me), ma onestamente mi aspettavo più di una poltrona da questo stage.

Io, seduta, ferma, immobile. La mia mente vagante, itinerante, gitana.

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24 commenti

  1. QUEI pensierii…..!!! tipo. =)??

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    • Ahahah, ma non dovresti essere impegnato anche tu nella mia stessa produttivissima attività? 😛
      Ad ogni modo, “quei pensieri” rimangono “quei pensieri”. Altrimenti li avrei chiariti già nel post 😉

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  2. La poca attività ti lascia il cervello troppo libero. Anch’io rifuggo dall’ozio, perchè è il mio peggior nemico!

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  3. karina890

     /  16 febbraio 2012

    Lavorare e non pensare: che bello!*.*
    L’inattività non te la invidio proprio…

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  4. Pensa a quanti studenti liceali faresti un’invidia pazzesca!

    Come scriveva Catullo: Perdere il tempo ti nuoce, Catullo
    che nell’ozio fantastichi e ti esalti
    … prova a fantasticare anche tu così il tempo passa veloce. 😉

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    • Ahahah, allora penserò i miei colleghi studenti e magari inizierò a non lamentarmi! 😉
      In quanto all’esaltarmi…beh, ho bisogno dell’ambiente giusto. In quell’ufficio dove ho sempre l’impressione di essere di troppo, non trovo le condizioni più idonee per la mia elevazione mentale. Sorry Catullo 😦

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  5. About me

     /  16 febbraio 2012

    Beh tenersi impegnati per molte persone è un dovere altrimenti non vivono. Evidentemente tu come altri (e come me) ne fai parte. Ammetto però che fare meno fatica e soprattutto essere un pò più libero, ora come ora, non mi farebbe schifo :D.

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    • Eh sì, non so starmene senza far nulla. O meglio, potrei anche riuscirci, ma dove e quando decido io. Per esempio d’estate a prendere il sole 😛 O in primavera a bearmi del tepore in terrazzo.
      Diciamo che il calore mi induce all’ozio. Decisamente. 🙂

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  6. ma che bello leggere questo post!! mi ha portato indietro di anniiiiii e anniiiiiiiiii quando pure io feci un periodo di stage tramite la scuola… nel mio indirizzo che non era “turismo” ma ragioneria 😀
    Io a differenza tua lo iniziai verso la metà di maggio e doveva durare 3 settimane.. poi mi tennero li fino a luglio!! 😆
    all’inizio ero proprio come te… c’era il giorno dell’archivio, quello della macchina fotocopiatrice, quello del telefono ecc ecc i primi giorni ero anche spaesata 😀 poi mi sono integrata perfettamente tanto che dopo un mese che ero li uscivo alla sera anche con i colleghi 😀 tornando ai primi giorni… tu hai scritto : “Neanche mi impegnassi fisicamente a trasportare scatole o faldoni” beh il 5 giorno arrivò il corriere con un carico di 8 scatolini di modulistica e li mise tutti all’ingresso.. visto che mi annoiavo (perché la “furba” qui presente finiva sempre il lavoro prima del tempo) mi alzai dalla sedia e dissi alla collega: “dove li metto?” non ti dico la faccia che ha fatto 😀 poi visto la mia insistenza mi disse: “mettili nell’ultimo ufficio a sinistra” e mentre mi vedeva andare avanti e indietro dal corridoio mi diceva ” ma lascia stare.. tanto li facciamo portare agli uomini ” (alias i promotori finanziari che erano anche i più giovani di tutti a parte me 😉 ) ma io imperterrita rispondevo: “ma mi sto annoiandoooo e poi li all’ingresso danno fastidio” e lei che ribatteva: “ma ti sgualcisci la camicetta!!” -___-” poi al terzultimo scatolone sono entrati “gli uomini” e da li è iniziata l’amicizia con il resto dei colleghi 😀 tant’è che la macchina fotocopiatrice, il telefono e l’archivio non esistevano più per me… seguivo le pratiche ed era stupendamente bello!!! *_____* spero che capiti anche a te!!

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    • Ma dai, anche tu una tirocinante (oh mamma come odio questo termine…si rivolgono a me così i “colleghi”)? Che piacere leggere il tuo commento e venire ad apprendere la tua esperienza.
      Ti dirò, il lavoro al tour operator non mi dispiace nemmeno e suppongo che sarei anche in grado di farlo, visto che con la corrispondenza in tedesco me la cavo bene avendoci lavorato molto a scuola. Solo che svolgere questi compiti così “rognosi” mi dà l’impressione di essere la schiavetta di turno, alla quale si scarica la parte più noiosa del lavoro.
      Ad ogni modo sono sicura che, rimanendoci più tempo, mi specializzerei e potrei svolgere anche incarichi più impegnativi e responsabilizzanti. Putroppo la mia settimana al t.o. è terminata oggi e la prossima mi toccherà la travel agent, dove troverò ancora molto di più di cui lamentarmi -_-
      Tutto ciò non esclude che, una volta terminati gli studi e rafforzata la mia conoscenza del tedesco, potrei rivolgermi alla DER per un colloquio di assunzione. 😀

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      • io sono passata, dopo i primi giorni in cui mi chiamavano “tirocinante”(hai ragione è bruttissimo!!), a essere chiamata “mascotte” (anche se con il più giovane dei promotori c’erano 4 anni di differenza)…
        guarda i colleghi erano tutti simpaticissimi ( e sono stata fortunata in questo) tranne ovviamente uno ( e suppongo che il soggetto sia un po’ in tutti i posti di lavoro) che fino all’ultimo mi ha sfruttata… per farti un esempio una volta a luglio ( e quindi fuori dal mio periodo di stage scolastico) mi voleva far fare più ore perché aveva bisogno ( come spesso accadeva) e questo a me non dispiaceva se non ché quella volta gli avevo fatto presente che non potevo perché avevo una visita medica… ti risparmio cosa è riuscito a dirmi -___-”

        Io dopo il diploma sono stata contattata da un sacco di posti… tra cui quello in cui avevo fatto lo stage… solo che avevo deciso di intraprendere l’università e loro volevano una persona fissa a tempo pieno.. peccato se no sarebbe stato bello lavorare ancora li.
        Spero che la stessa cosa capiti anche a te.. se ti trovi bene.. perché non continuare a lavorare li 😛

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        • Maaah, a me i colleghi non hanno degnato, spesso, neanche di un saluto. Giusto ieri uno di loro mi ha avvicinato per ringraziarmi di un lavoretto noioso che avevo fatto io al posto suo. Per il resto, niente. Alla fine è anche logico, comunque. Io sono stata una persona di passaggio, una “tirocinante” appunto, che loro non avrebbero più rivisto e con la quale non avevano necessità ad allacciare rapporti.
          In ogni caso, nessuno mi ha sfruttato.

          Al termine della scuola, comunque, ho intenzione di proseguire gli studi e non penso di voler considerare alcuna offerta lavorativa. Però non si sa mai, quindi perchè non tenerla come alternativa?
          Ma tu non puoi, anche se con un po’ di ritardo rispetto alla loro chiamata, ripresentarti lì?

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          • Si tentar non nuoce 😀
            certo mi sono diplomata in ragioneria e sto studiando “informatica” un po’ diverso neh?! 😀
            beh di questi tempi tengo aperta anche questa possibilità, se non altro sarò passata di li per un saluto, no? 😛 e magari incontro chi ha preso il mio posto da “mascotte” 😆

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          • No dai, non ti avrei mai fatto una studentessa di informatica! Così creativa, così allegra…boh, sarà che l’informatica la vedo come una disciplina molto arida. Ma ovviamente, essendo completamente ignorante nel settore, sto commettendo un grave errore.
            Ah beh certo, passare per un semplice saluto non è una cattiva idea. Magari risvegli la simpatia dei colleghi e del datore di lavoro, con il quale potrai contrattare per farti mantenere il posto fintanto che non avrai terminato il tuo percorso universitario. 😀

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  7. karina890

     /  17 febbraio 2012

    Veramente ero d’accordo con voi, fuggo anch’io dall’ozio! ( devo aver scritto male…) ^^

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  8. Lauretta

     /  21 febbraio 2012

    Io adoro quando i pensieri vanno per conto loro, invece 🙂

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    • Ma sai, dipende quali pensieri…
      Quelli di cui parlo io sono taglienti, pungenti. Me li figuro come lame affilate che mi trafiggono il cervello e mi danno il tormento.
      La mia mente è pericolosa, lo so. Ne sono consapevole. 😀

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  9. Marco

     /  25 febbraio 2012

    Mi spaventi!
    Mi piace pensare alla tua mente “gitana” che vola, sorvola tutto e tutti e se non impegnata non riesce ad atterrare in posti sicuri. E pensare che probabilmente c’è qualche tuo coetano che ha accolto questo periodo come una sorta di vacanza. Rilassati amica mia, tra un pò la “PACCHIA” finirà ed inizieranno le vere sfide. Ricordati: insieme a te ci siamo noi tuoi palatini ad aiutarti in qualsiasi battaglia tu voglia intraprendere.
    Un bacione…..
    Marco

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    • Sono difatti consapevole che rimpiangerò questo periodo di qui a breve, quando l’esame di maturità si avvicinerà in maniera inevitabile. :S
      Grazie di esserci sempre in qualunque momento. Non so davvero come farei senza di voi.
      Un bacione enorme ❤

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  1. Tra questa immensità, s’annega il pensier mio. « Into The Wild

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