La quiete dopo la tempesta.

Questa mattina Roma sembrava una nave pirata in balia della tempesta.
Urge un chiarimento dei termini di questa “definizione”.

Nave. Con le strade completamente allagate, depressioni profonde più della Fossa delle Marianne stracolme d’acqua piovana, marciapiedi inondati ed impraticabili, con i lampi che ogni tanto squarciavano il cielo, i fulmini che illuminavano la giornata ancora inghiottitta dalle tenebre notturne, Roma pareva essere in bilico, inclinata prima da una parte e poi dall’altra, proprio come un’imbarcazione in preda alle onde più selvagge, incontrollabili, devastanti.

Pirata. Con le strade allagate di cui sopra, automobilisti, motociclisti e qualunque altro utente della strada si sono esibiti nelle loro migliori performance: parcheggi impossibili, cambi di corsia improbabili, passaggi ad altissima velocità su pozze d’acqua nelle quali rischiavano anche di affondare, slalom assurdi da parte dei motorini più impavidi, autobili ferme, con il motore spento, in quelle stesse pozze di prima… Il panico. Panico di cui i carissimi autobus risentono particolarmente, riducendosi a passare ogni mezz’ora e lasciando i capolinea completamente deserti (cosa che posso confermare di persona e che mi ha indotto, zaino in spalla ed obrello in mano, ad intraprendere la passeggiata di qualche riga più giù).

Tempesta. Beh, non c’è bisogno di aggiungere altro. Mi è bastato guardar fuori dalla finestra stamattina e trovarmi davanti un infuriato cielo stile The Day After Tomorrow per realizzare che “tempesta” non era nemmeno la parola più adatta per definire la giornata.

Fortunatamente, nel primo pomeriggio, la nave pirata ha assunto le sembianze di una pacata barca a vela, cullata da un mare più calmo.
Ed è sopraggiunta la quiete, si è fatto strada il sereno, anche se solo per pochi minuti.
Il cielo si è aperto, uno spicchio di sole è spuntato fuori e le nuvole si sono pian piano schiarite. Con lo sguardo rivolto verso questo scenario, mi sono concessa una lunga passeggiata, assaporando la bellezza di quel momento, appena successivo ai tuoni, ai lampi, all’incessante pioggia, godendo appieno di quella pace, ancora più sentita grazie alla solitudine che mi circondava, poichè non ho incontrato nessuno sul mio percorso.
Non una parola ha interrotto l’armonia di quel cammino, in cui sentivo solo il rumore dei miei passi e l’ansimare del mio respiro; non un suono, se non l’ululare del vento, ha potuto distogliere la mia attenzione dal cielo che mi sovrastava e mi trasmetteva quiete e serenità. Solo due chiocciole, a breve distanza l’una dall’altra, mi hanno incuriosita e mi hanno spinto a fermarmi. Erano così carine, timide, insicure fuori dal loro guscio, ancora immobili ed indecise sul da farsi: esco fuori del tutto? Oppure mi rintano dentro e aspetto ancora un po’? Ho atteso anch’io, insieme a loro, mentre osservavo gli impercettibili movimenti delle antenne e della testolina. Alla fine si sono fatte coraggio. Sono uscite. Proprio in quel momento, il sole ha preso la stessa decisione: si è fatto largo tra le nuvole ed è comparso per la prima volta in questa giornata, cupa e buia per troppo tempo. Anche lui timido, anche lui insicuro, ma comunque, seppur debolmente, presente. Mi mancava il suo calore, così delicato, il suo tocco, così soffice, la sua luce.

La quiete dopo la tempesta non è durata a lungo, ma che bella che è stata.

LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.

[…]

(Giacomo Leopardi)

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16 commenti

  1. Ciao Veronica,una giornata come quella di oggi, che tutti hanno definito e definiscono “drammatica, incredibile, disastrosa” tu!, con le tue parole sei riuscita a renderla leggera e tenera e poi, il tocco delle due lumache!!!, bello, si! un bacio e buona serata.

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    • Eh sì, le chiocciole hanno aggiunto un tocco di delicatezza ad una giornata così “violenta”! E per fortuna che ho staccato un attimo lo sguardo dal cielo, altrimenti avrei quasi rischiato di calpestarle!

      Un abbraccio, una buona serata ed un buon finesettimana. 🙂

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  2. Ma che bel post! Decisamente meglio del leopardiano canto … nonostante io adori lo sfortunato e pessimista poeta recanatese.

    Un abbraccio.

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    • Ti ringrazio. 🙂
      Purtroppo anche a me piace molto Leopardi e dico “putroppo” perchè mi rendo conto è davvero “devastante” sotto certi aspetti…ma grande è grande: solo dai titoli riesce ad evocare immagini meravigliose.

      Un abbraccio a te.

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  3. Cogliere il bello ovunque e sempre è una predisposizione d’animo che ti auguro di avere per sempre.
    Bel post!
    🙂

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  4. Ecco… HAI FATTO PIOVERE.
    😀

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  5. No, mi piace moltissimo LUI come canta.
    😛

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  6. ma avere la quiete …e basta?
    😉

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  7. Ah, come ti capisco!

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  8. Molto bello il tuo post.
    Tornerò con calma a guardare gli altri…..
    Buona giornata,
    Luciana

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  9. Marco

     /  2 novembre 2011

    Lo posso gridare a tutto il mondo…. IO C’ERO!!!!!
    Esco dal box… “mah, forse alla signora del giardino si è rotto il tubo principale dell’irrigazione, chissà!”
    Esco dal locale garage… “mah… strano, non si vede nulla, forse i vetri della macchina sono appannati”
    Esco dal cancello…. “Mah… forse piove!!!!!!”
    Mah…..

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