The Tree Of Life – parte I [Terrence Malick]

Dunque, una premessa, breve ma necessaria.
Solo recentemente mi sono accorta dell’enorme quantità di bozze salvate su WordPress e mai pubblicate. Ogni tanto ne tiro fuori qualcuna, come avete avuto modo di notare, ma adesso credo che la cosa diventerà più frequente.
Non voglio infatti che queste bozze rimangano tali. Non voglio che vengano, da me per prima, dimenticate.
Non spaventatevi dunque, se a dicembre vi troverete a leggere un post riguardante l’estate o se gli avvenimenti di cui parlo come presenti siano ormai entrati a far parte della storia. Non avete girato troppo velocemente il calendario, sono io che, con la mia scrittura, non riesco a mantenere il passo coi tempi.
Spero che tali miei ritardi nella pubblicazione di alcuni post non vi disturbino e vi auguro, pertanto, una buona lettura di questa e delle successive “bozze”, che tali però non saranno più.

 

Scritto il 23-05-2011

E’ raro trovare qualche commesso simpatico al cinema UGC Porta Di Roma. Chi ti squadra dall’alto in basso, chi non ha voglia di lavorare e ti risponde a mezza bocca, chi non si fida della tuà età e vuole venderti un biglietto intero…Insomma, sembra che li scelgano appositamente.
Invece oggi, il tipo che ci ha venduto i biglietti per “The Tree Of Life” non era di quegli antipatici. Però non credeva che andassimo a vedere il film per una ragione diversa da quella che ci fosse Brad Pitt ed insisteva sul fatto che non era adatto a noi adolescenti, tanto che ha finito col proporci “The Bonsai Of Life” (secondo lui più alla nostra portata…). Ma in fondo non aveva tutti i torti.

The Tree Of Life è un film profondo, denso di significati, la maggior parte dei quali, però, mi sono rimasti oscuri. Ogni scena porta con sè un messaggio, induce alla riflessione e, sebbene alcune sembrano essere inserite quasi per sbaglio, nulla è fatto a sproposito. I primi e gli ultimi venti minuti del film, che mostrano immagini di incredibile bellezza, potrebbero apparire i più incomprensibil. Ed in effetti lo sono; tuttavia ho cercato di dar loro una mia personalissima interpretazione che, essendo io una semplice adolescente malata di cinema, conterrà sicuramente qualche errore.

Il film si apre con una frase che ho dovuto rileggere più volte: «Dov’eri tu quando ponevo le fondamenta del mondo?».  Si tratta di una citazione di Giobbe, l’uomo giusto che, secondo la Bibbia, viene messo alla prova da Dio per dimostrare come non si possa misurare l’operato divino attraverso parametri umani. E’ dunque il disegno di Dio al centro di questo film, come dimostrano le prime scene, quasi da documentario, in cui la natura la fa da padrone. Malick, il regista, vuole sottolineare la presenza di Dio in ogni cosa, in ogni elemento, dalle piccole gocce d’acqua ai meteoriti in orbita nell’universo, dalle microscopiche particelle della roccia alle eruzioni devastanti dei vulcani. Qui si inserisce una scena che non mi è risultata molto chiara: Malick riprende due dinosauri sulla riva di un fiume, uno dei quali schiaccia con il piede la testa dell’altro; quest’ultimo, dopo essersi dimenato inutilmente, si tranquillizza e rimane a terra inerme. Ora, ho potuto elaborare due interpretazioni. La prima è che il dinosauro oppressore rappresenta la natura crudele e spietata che, come Darwin insegna con la teoria della selezione naturale, non permette ai più deboli di sopravvivere. La seconda è che la vita dei dinosauri è in fondo l’anticipazione di quella che sarà la vita degli uomini, per certi aspetti selvaggia e anch’essa crudele. E’ probabile, però, che siano vere entrambe contemporaneamente.

No, di nuovo! Sono quasi arrivata alla fine della pagina e non ho descritto nemmeno la seconda parte del film. Per non parlare della sezione centrale, che è senz’altro la più lineare e della quale ritengo necessario parlare.
Non mi resta altro, dunque, di dividere l’articolo in due parti, per renderlo meno pesante ai lettori (che penso sarebbero scoraggiati nel dover leggere una così vasta quantità di parole) e soprattutto per esigenze di presentazione (con un articolo così lungo, la barra laterale del blog si ridurrebbe ad un trattino quasi invisibile, il che non mi sembra il caso…).

Ebbene, alla seconda parte allora!

—> The Tree Of Life – parte II [Terrence Malick]

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