La mela della conoscenza, da Eva a Newton. La mela di Steve Jobs.

Ho appreso ieri mattina la notizia alla radio, ma lì per lì, con gli occhi ancora semichiusi ed il cervello impastato dei sogni della notte appena trascorsa, non mi ha fatto alcun effetto.
Il nome annunciato dalla speaker l’avevo già sentito, lo sapevo. Era un nome conosciuto, ma certo, sì, a pronunciarlo suonava così familiare. Eppure in quel momento mi sfuggiva, ma mi sfuggiva solo sulle labbra, perchè dentro di me avevo le idee chiare, sapevo perfettamente a chi corrispondesse quel nome.
Solo all’udire la parola magica, la mela, die Apfel, Apple, tutto mi è risultato finalmente limpido come la luce del sole. E’ bastato un indizio per rendere quel nome il più noto fra tutti, per innazzarlo all’Olimpo dei Grandi.
Ma credo che comunque ne facesse parte già da tempo, già dal momento in cui i suoi visionari progetti non erano che un minuscolo lumicino nella sua testa.

Proprio “visionario” è stato definito. Proprio questa è la parola che ormai da ieri si associa a Steve Jobs, la parola alla quale tutti giornali hanno fatto ricorso per ricordarlo ed omaggiarlo.
Steve Jobs, il visionario.
Sarebbe potuto essere un buon titolo per questo post – perchè no? – , ma avrebbe certamente dato luogo a fraintendimenti, visto che letto tutto d’un fiato si sarebbe difficilmente afferrato il vero significato dell’aggettivo.
Visonario, sì.
Ma non perchè allucinato o esaltato, non perchè seguace di Blade Runner o fan di quel filone lì.
Visionario perchè carico di idee, di progetti, di validi piani che era in grado di realizzare. Visionario perchè innovativo e potente, perchè proiettato verso il futuro, orientato verso il progresso. Visionario perchè geniale.

C’era una volta un bambino, la cui madre, non avendo assolutamente intenzione di occuparsi di lui, decide di affidarlo ad una coppia di San Francisco, non dopo aver fatto diverse storie per firmare le carte d’adozione.
Il bambino inizia a studiare come tutti i suoi coetanei, ma a differenza di questi ultimi, anziché passare i pomeriggi a giocare con le macchinine, le pistole o i videogame, dedica il suo tempo alla costruzione di contatori di frequenza, preoccupandosi non poco di ottenere pezzi di ricambio nel caso in cui tali aggeggi dovessero presentare problemi di malfunzionamento.
Un bel giorno decide di lasciare la scuola e, all’età di vent’anni, si reca in India per una ricerca spirituale. Al ritorno, il bambino, che ora si è trasformato a tutti gli effetti in un uomo, diventa vegetariano, prende l’abitudine di assumere LSD e vive per un certo periodo in una comunità. Nel frattempo si metta alla ricerca dei suoi veri genitori, ma non ci è dato di sapere come andrà a finire.
L’uomo dall’infanzia difficile incassa il suo primo milione a soli 23 anni, in seguito all’enorme successo registrato nelle vendite di computer da lui stesso progettati.
I cento milioni arrivano due anni dopo, quando il marchio Apple conosce ormai una diffusione mondiale. Tuttavia l’azienda soffrirà della mancanza del suo genio per diverso tempo, poiché riceve da lui le dimissioni.
Il milionario dai genitori adottivi crea una nuova società che non raggiunge, però, il risultato sperato. Dopo aver acquistato partecipazioni nella Pixar e contribuito alla realizzazione di diversi cartoni animati, l’uomo potrà rientrare all’interno della sua prima casa ed essere pronto a sfornare nuovi successi.
La fama torna ad arridergli e, colui che era nato costruendo scatole elettroniche per telefonare gratuitamente in tutto il mondo, diventa un idolo, una leggenda vivente.
Un altro bel giorno della sua vita, l’uomo scopre di avere il cancro al pancreas e prende concedo da casa Apple per sei mesi. Non si farà vedere per molto più tempo. Subisce un trapianto di fegato, ma nonostante questo le sue condizioni peggiorano.
A 56 anni il suo cuore smette di battere.

C’era una volta un bambino, fondatore della Apple, rivoluzionario del mondo della comunicazione, dell’informatica, della tecnologia. C’era una volta Steve Jobs.

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12 commenti

  1. So già che il 24 ottobre andrò a comprare la sua biografia. Mi sentirò un pò parte di quel suo mondo meraviglioso che ha creato. Mi darà la carica per continuare a inseguire i miei sogni.

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    • Ho già visto in giro qualche libro dedicato alla sua vita. Deve essere stata veramente una di quelle vite che difficilmente si dimenticaranno, una di quelle vite che lasciano una traccia del loro passaggio su questa Terra.

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  2. ho sentito un bellissima definizione dei mac-addicted in una web radio: paninari della tecnologia

    ps. hai messo una n di troppo a istanbul qui a destra

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    • Non sono una mac-addicted, però vorrei tanto diventarlo… E’ il mio sogno da sempre e forse proprio Steve Jobs me lo ha tramesso.

      P.S. Hai ragione, che gaffe! -.- Ti ringrazio, correggo immediatamente!

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  3. Hai fatto bene a specificare il significato di “visionario”, perché in effetti in italiano lo usiamo in modo un po’ diverso che in inglese!
    Eh sì, per inventare bisogna essere un po’ visionari, vedere ciò che non c’è.
    Hai visto che carina la mela col profilo di Jobs? Sono sicuro che gli sarebbe piaciuta. Semplice e significativa

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    • Ci tenevo a precisare perchè anche io associo automaticamente quella parola a qualcuno che ha le allucinazioni. In effetti non è proprio così e gli inglesi lo sanno bene. Credo che siano molto più profondi di noi nel dare significato alle loro parole.
      La mela è fantastica. Appena l’ho vista in rete sono rimasta semplicemente a bocca aperta.

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  4. Abbiamo perso un genio. E sì, comprerò anche io la sua biografia, mi affascina e l’avrei comprata anche se fosse stato ancora vivo.

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  5. Nell’arco di pochi giorni mi son state sbattute in faccia due notizie agli antipodi: una nascita ed una morte. Finchè tutto ciò tocca gli altri non ti rendi mai conto di cosa davvero accade, ma quando ho sentito la notizia di Jobs al tg ho capito che i supereroi DAVVERO non esistono e lì ho avuto paura..

    ps: però devo ammettere che l’ho sempre odiato… io non ho nemmeno mezza delle sue “creazioni”! Dovrò anche io accontentarmi della biografia! 🙂

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    • Il mi primo mp3 è stato l’iPod nano e da poco mi è stato regalato il touch. Il mio rapporto con la musica si è praticamente sviluppato grazie a lui!
      Magari non era un supereroe, certo, ma un SUPERUOMO di sicuro.

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  6. Io invece sono stato proprio una mac-addicted fin dal 1988 e tante assonanze tra i suoi prodotti e la mia vita, le tante variegate emozioni che la Apple hanno saputo darmi in tutti questi anni, hanno finito per farmi ammirare l’uomo Jobs pur con tutti suoi difetti, e non solo per la sua visione del mondo, ma anche e soprattutto per l’incrollabile convinzione nelle proprie idee.
    Bell’articolo, complimenti. Grazie per la tua segnalazione.

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