Addio grammatica, addio italiano, addio lingua!

“Il giorno 4-05-2011 la mia classe ed io siamo andati in gita a Villa D’Este e Villa Gregoriana.”

Cosa vi sembra?

Esatto. Un temino di bambini terza o quarta elementare.
Invece no. Purtroppo no. Si tratta di un tema di ragazzi di primo superiore, ai quali era stato richiesto di analizzare, dal punto di vista esperienzale, la loro giornata a Tivoli.

Ieri la prof. di Storia dell’Arte ci ha fatto divertire. Poichè abbiamo ormai finito il programma (anzi, ci siamo anche anticipati alcuni argomenti del quinto) e poichè l’ultima ora del venerdì è sfiancante per tutti, la professoressa ci ha consegnato i temi del 1°… , in modo che riuscissimo a spiegarci il perchè tutti gli insegnanti che devono andare a fare lezione nei primi siano terrorrizzati.
Sulle prime ero un pò titubante: non mi sembrava giusto rendere pubblici dei temi tra le altre classi. Però poi non ho resistito e mi sono avventurata nella loro lettura.
La prima osservazione che posso fare è che tutti – e dico tutti – i temi iniziavano nello stesso modo, cioè come ho riportato sopra. Ma, santo cielo, un pò di fantasia, no? Non c’è introduzione più classica di questa, anche perchè alle elementari si impara ad avviare il tema contestualizzandolo nel tempo e nello spazio. D’accordo, tecnica accettabile, ma siete alle superiori adesso! Si presuppone che un ragazzo, una volta uscito dalle medie, abbia acquisito una certa capacità di manipolare la lingua e di scrivere in maniera più o meno originale.
Ma vabbè, lasciamo perdere. Chi sono io per giudicare? Ed in fondo non è nemmeno la cosa più eclatante.
La seconda osservazione è che questi ragazzini si credono furbissimi, quando invece la loro ingenuità è talmente palese che anche loro stessi, se fossero un pò più accorti, se ne accorgerebbero. Come si può pensare di fare fesso un professore, scopiazzando parola per parola da Internet? Insomma, questi poveri insegnanti, avranno un tantino di fiuto? 
Internet è così vasta, che si potrebbero trovare anche dei posticini dove prendere informazioni senza essere scovati. Ma – e così si conferma ciò che ho detto pocanzi – la loro ingenuità è tale da portarli dritti dritti su Wikipedia oppure sul primissimo risultato presentato da Google.  E allora, scusate, ma siete voi i fessi!
Infine, la cosa che ci ha fatto ridere per tutta l’ora, ma allo stesso tempo ci ha gettati nello sconforto è stata questa:
Signori e Signore, rullo di tamburi per…immezzo” e “dippiù“.

Fantastico! Credetemi, ci vuole originalità per partorire cose del genere.
Darei 10 alla fantasia!

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25 commenti

  1. Forse tu non hai mai visto “all’egria” (complemento di termine)!
    La cosa triste sai qual è? Che poi queste persone si mettono anche a dare lezioni agli altri, come se fossero i detentori della grammatica italiana. E finchè siamo a scuola, è un conto. Ma quando certe bestialità le leggi sui giornali e le senti ai tg? Come ad esempio le frasi con le percentuali, sul genere di “il 50% delle persone sono già andate al nuovo centro commerciale”.
    AIUTO!!!

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    • “All’egria”???!!! Mamma mia, a che livello siamo arrivati?

      Ahahaha, gli errori con le percentuali sono frequentissimi, come del resto anche “La maggior parte dei ragazzi hanno il motorino”. Certo, quando si sentono certi errori in TV sarebbe proprio da denunciarli!

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      • Sì, purtroppo sì.
        Una volta, quando ero alla scuola media, poi, la mia compagna di banco fece il tema sugli animali e scrisse “io ho un pastore tedesco e un pastore mano e mano” (lascio intendere a te cosa voleva dire). Rimasi sconvolta, ma comunque mi chiese di correggerglielo prima di consegnarlo. Per fortuna…

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  2. oddio, ste cose mi fanno tremare le vene! xD

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  3. immezzo?????stai scherzando! ti prego dimmi che stai scherzando…

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  4. è una questione di pigrizia.
    Che sia causata da un eccesso di tecnologia nelle nostre vite, o ad un generale lassissmo e disinteresse verso tutto e tutti, la prigrizia è il male peggiore di queste generazioni.
    Non si tratta solo di far fesso il prof, ma anche di non sforzarsi più nemmeno di pensare di non essere beccati o di non fare un compito standardizzato.
    Pigrizia: meglio non porsi il problema affatto che crucciarsi di non aver pensato a tutto!
    Tanto a che serve saper scrivere, a che serve sforzarsi di avere elasticità mentale?
    Bah!?

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    • Dici?
      Sono d’accordo che ci sia anche una componente di pigrizia in questi scadenti elaborati, però il problema principale è secondo me una vera e propria mancanza della “cultura dello scrivere”, derivata essenzialmente dalla scarsa abitudine alla lettura.
      Quello che sono riuscita a capire (sforzandomi non poco) è che questi ragazzi scrivono esattamente come parlano. Se, chiaccherando tra loro, pronunciano “immezzo” tutto in una volta, automaticamente verrà loro naturale scriverlo in tal modo, stessa cosa per “dippiù” ecc…

      Quindi sì, c’è pigrizia nel non avere il minimo interesse di scrivere qualcosa di decente, ma c’è anche, purtroppo, tanta tanta ignoranza.

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      • Quello che sono riuscita a capire (sforzandomi non poco) è che questi ragazzi scrivono esattamente come parlano

        Se non sbaglio è lo stesso processo che ha portato la l’inglese americano a introdurre parole che si pronunciano uguali a quelle inglesi, ma che si scrivono diversamente, e cioè proprio come si pronunciano: per esempio centre (Uk) vs center (Usa)

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        • In effetti non ci avevo mai pensato…
          Anche la parola “accommodation”, che in inglese si scrive con due “m”, in americano ha una sola “m”, proprio perchè nel pronunciarla non si sente la doppia!
          Poi vabbè, ci sono anche, tra le due lingue, parole diverse per indicare la stessa cosa (e non sono nemmeno poche!).

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  5. Marco

     /  31 maggio 2011

    Seh, vabbè…. ma pure ‘sti reghazzini quarcosa ha devono pu re scrivè, no?

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  6. E’ una disperazione, ma vogliamo parlare di come parla e scrive certa gente adulta???

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  7. LadyPaola

     /  1 giugno 2011

    Questo è un avviso di un ufficio protocollo di Roma dove si presenta la documentazione necessaria per una ristrutturazione edilizia: http://imageshack.us/photo/my-images/713/foto0100dr.jpg/ …. NO COMMENT!

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  8. Perché a voi non è capitato di leggere “in sieme” oppure, nella traduzione di una versione di Latino, “Cesare l’asciò l’accampamento” …

    Quanto a scaricare da Internet il materiale per un tema o una ricerca o una relazione, i ragazzi credono, è vero, di far fessi noi prof, ma in realtà danneggiano loro stessi. Per non parlare delle traduzioni di Latino che copiano da Internet. Negli ultimi dieci anni ho assistito inerme ad un calo vistoso dei profitti e mi sono chiesa: “Non è che sto diventando vecchia e non so più insegnare?”. Poi, però, ho capito che, copiando oggi, copiando domani il Latino se lo dimenticano dalla terza liceo in su. E io rimango inidetro ogni anno di più con il programma perché cerco di lavorare con loro in classe sulle traduzioni. Almeno così si sforzano di pensare.

    O tempora! O mores! 😦

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    • Di leggerlo in classe no, ma una volta su internet ho conosciuto un tipo che scriveva sempre “l’ho l’ascio là”. Mi veniva da piangere.

      Per quanto riguarda le versioni a casa, confesso di aver scopiazzato anch’io qualcosa ogni tanto da internet. Però chiariamo: in latino e greco andavo molto bene, avevo la media alta, era più che altro che mi scocciava cercare le parole sul vocabolario. Ovviamente non scopiazzavo interamente la versione, ma cercavo di capire quali erano i significati di certe parole e traducevo a modo mio, anche perchè certe traduzioni trovate su internet erano troppo libere e il prof, se decidevamo di scrivere qualcosa di troppo libero, voleva che specificassimo tra parentesi come sarebbe stato se l’avessimo tradotto in maniera letterale.
      Ma sono 4 anni che mi sono diplomata e sarei ancora in grado di tradurre delle versioni dal latino o dal greco, anche se non faccio più esercizio.

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      • Per non parlare, poi, dei traduttori linguistici (vedasi Google Translator) di cui molti abusano, non capendo, però, l’inefficienza dello strumento.
        E’ impossibile tradurre letteralmente un testo in lingua: bisogna passare attraverso le sfumature di significato, i modi di dire, le molteplici e possibili interpretazioni di una certa frase.
        Penso che il Translator non contempli il latino, ma sicuramente ci saranno altri modi per “farsi aiutare” con una versione…
        Certo, un conto è scopiazzare parola per parola da Internet, un altro è utilizzare la rete come una sorta di vocabolario o enciclopedia, che fornisce anche informazioni aggiuntive e quindi credo utili nello svolgimento della versione.

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  9. Paola

     /  7 giugno 2011

    ……sono passati tanti anni ma a me è rimasto un “tema di Taliano”………ti rendi conto???? e non era in prima il tizio che lo scrisse……era in quinta!!!

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