That paper – Una serie di sfortunati eventi

Si sa, quando programmi una giornatina di tutto punto, c’è sempre qualcosa che deve andare storto. Nel nostro caso, quel qualcosa è semplicemente un foglio. Quel foglio che era stato il motivo per cui avevamo organizzato di dirigerci verso Villa Pamphili (che non avevo mai visto, nonostante siano diciotto anni che vivo a Roma) e fermarci per un pic-nic al suo interno. Quel foglio accidentalmente dimenticato a casa dal furbissimo Marco, il quale ha preso il suo portafoglio dalla libreria ma non ha fatto caso che questo poggiava proprio sul famoso foglio. Insomma quel foglio.

Per fortuna mamma, donna dalle mille risorse, porta sempre con sè la pennetta USB (eh già, mentre i fazzoletti li dimentica a casa!), dove memorizza tutti i documenti che ritiene più importanti. E si dà il caso che questo foglio era da lei considerato importante. Perfetto allora! Basta trovare una copisteria, un negozio di fotografia, o qualcosa del genere, e stampare il documento su un altro foglio. Non è nemmeno l’una, quindi i negozi sono regolarmente aperti e tra l’altro ci troviamo tra Monteverde e Gianicolense, zona centralissima e frequentatissima. Vuoi che non ci sia qualcosa che faccia al caso nostro?
Innanzitutto proviamo a rivolgerci al circolo dove abbiamo passato la mattinata a giocare a ping pong, nella speranza che, magari, ci facciano questa cortesia.
“Mi dispiace, abbiamo la stampante fuori uso.”
“Non si preoccupi, ma magari potrebbe indicarci un negozio che ci offra questo servizio?”
Ottenuta l’informazione, ci rechiamo a Libr@ria, cartolibreria con servizio di stampa libri:
“Mi dispiace, è da un pò che il computer non riconosce la stampante. Deve esserci qualche problema con il collegamento. Però può provare all’Internet Point dietro l’angolo: lì sicuramente stampano documenti da USB.”
Detto fatto, entriamo nell’Internet Point pieni di speranze, ma il commesso ci lapida dicendo:
“Abbiamo il cavetto della stampante rotto; se torna oggi pomeriggio avremo risolto.”
“Ah, non fa nulla, grazie.”
Niente di fatto nemmeno qui, dunque. Proseguiamo lungo Circonvallazione Gianicolense – dove rischiamo anche di investire un cagnolino sfuggito al padrone – e ci fermiamo al primo negozio di fotografia che vediamo.
“Certo, stampiamo documenti da USB ma solo su carta fotografica.”
E noi non possiamo mica presentarci alla biglietteria degli Internazionali di Tennis con la fotografia del foglio per il ritiro! Tentiamo l’ultima copisteria suggeritaci dal negozio di fotografia, quasi certi, essendo l’esercizio specializzato in fotocopie e stampe, di aver trovato la soluzione al nostro problema.
“Guardi, ho finito il toner della stampante. Se mi lascia la pennetta posso stampare ciò che desidera nel pomeriggio.”
Ma a noi serve adesso!!! Si tratta solo di un foglio per giunta! Sconsolati, decidiamo di lasciar perdere: i biglietti si prenderanno un altro giorno.
Mentre cerchiamo l’ingresso di Villa Pamphili, ci imbattiamo, in Monteverde vecchio, in una cartolibreria piuttosto grande, che ci spinge a fare un ultimo tentativo.
“Certo” è la risposta gentile della ragazza, alla quale abbiamo domandato se fosse possibile stampare un documento dal pen-drive. E’ una risposta talmente scontata che non ci sembra vera.
Perfetto. Il foglio ora ce l’abbiamo e possiamo quindi andare a ritirare i biglietti. Ma l’epopea non termina qui. Sulla strada per la biglietteria – che poi scopriremo essersi trasferita in un’altra sede – leggiamo su quel foglio che, per il ritiro dei biglietti, è necessaria la fotocopia del documento d’identità, che sarà mantenuta dall’organizzatore dell’evento per scopi di sicurezza (!?) fino alla fine del torneo. Bene, ci mancava solo questa! Non possiamo tornare alla cartolibreria di Monteverde vecchio perchè ormai sono le tre e poi ci troviamo molto distanti. Che fare? Entriamo in quei pochi tabaccai che troviamo aperti, ma non concludiamo niente: nessuno di loro fa fotocopie. Vabbè, noi proviamo comunque ad andare in biglietteria anche senza fotocopia del documento, pensiamo. Chissà che non riusceremo ad ottenere qualcosa…
Ma cosa vedono i miei occhi? E’ un miraggio! Un’insegna blu luminosa reca la scritta “MAXICOPIE” e la porta è aperta! Non posso crederci, è fatta!Accostiamo la macchina dove meglio possiamo e lasciamo che Marco scenda e vada a fare il suo dovere.
In fondo, se non fosse stato per lui, questi impensabili giri non li avremo mai fatti.
In fondo se non avessimo mai fatto questi impensabili giri, non avremo mai scoperto questa favolosa gelateria.


A raccontarli, sembra quasi una barzelletta. Ma non è finzione, miei cari lettori, bensì un resoconto oggettivo delle sventure che ci sono capitate nella mattinata di ieri (per non parlare, poi, della pioggia che ci ha fatto scappare da Villa Pamphili!) e che però, tutto sommato, ci hanno fatto trascorrere una assai piacevole giornata.

14 risposte a "That paper – Una serie di sfortunati eventi"

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  1. Cara Scrutatrice, ma come, non hai visto il mio negozio “Stampe gabbiane”?? 🙂 Ahah be’ no, però ci mancava poco che il foglio ve lo potevo stampare io, perché siete venuti dalle mie parti (quasi).
    Ma la stampa su carta fotografica sicura che non si poteva usare? Non ho capito bene come stampava, però in pratica credo cambiasse solo che la carta era lucida, no??
    Spero che Villa Pamphili ti sia piaciuta (l’hai visto il laghetto? o l’acqua vi ha raggiunto prima che voi raggiungeste l’acqua?? 🙂 ).
    Hai detto bene, alla fine: a volte la vita ci fa fare strani giri per giungere a delle svolte interessanti. Ed episodi negativi possono benissimo portare a situazioni che ci ripagano di quanto accaduto.

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    1. Mannaggia mi è sfuggita la tua insegna! 😉
      Il problema della carta fotografica era che non potevamo presentarci alla biglietteria con una fotografia, che tra l’altro doveva essere in formato piuttosto grande per essere ben evidente. Quindi abbiamo proseguito il nostro tour…

      Sì, sì, Villa Pamphili mi è piaciuta molto…è immensa! Il laghetto l’ho visto ed ho avuto il piacere di ammirare anche una colonia di tartarughe che si era insediata lì. Ma è da parecchio tempo che ci sono le tartarughe? Non mi aspettavo di trovarle… Il picnic l’abbiamo fatto nel prato proprio sotto la villa, dove c’è anche una fontana, però non ho avuto la possibilità di apprezzarlo al meglio, causa pioggia. Spero di aver modo di ritonarci presto!

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      1. ciao Scrutatrice. Sì sì, le tartarughe ci sono da anni e anni…
        E non solo, c’è un altro laghetto, più piccolo, che sta nella parte a cui si accede da via Aurelia (anche se la villa è tutta collegata)
        Anzi, ti dirò, ora che ci penso mancano all’appello le nutrie!!!
        E` un po’ che non le vedo, forse sono in vacanza 😉
        In compenso ho visto da poco che c’erano i cigni che covavano

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        1. Infatti mi avevano detto che c’era la possibilità di vedere anche le nutrie! Peccato che non abbia avuto questo privilegio…
          Però, nella cascatella che porta al laghetto principale, ho visto una quantità impressionante di girini…ed anche qualche brutto enorme pescione! xD

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          1. Ma sai che non so se per caso le nutrie le riportano in estate??? 🙂
            BOH. E` un bel po’ che non le vedo.
            Sui girini non mi ci sono soffermato, in compenso ho visto una papera con tre anatroccoli al seguito 🙂

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          2. Di papere ne ho viste anch’io (oppure erano anatre? Ehm, non so bene la differenza!).
            Sta di fatto che non mi aspettavo una fauna così…”variegata”! E’ strano per una villa di città…
            Almeno io sono abituata a Villa Ada o Villa Glori, che sono relativamente più vicine alla zona in cui abito, dove si incontrano solamente papere!

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  2. Forse hai ragione tu, erano anatre, ma comunque non la so nemmeno io la differenza :), ma ripenso ora a come abbia chiamato i piccoletti “anatroccoli”, e non “paperottoli”?!?!? 🙂
    Eh sì, ci sono un bel po’ di specie a Villa Pamphili, tra gli altri ce ne sono alcuni di passaggio, come i gabbiani, a volte
    Le due ville che citi sono abbastanza lontane da dove abito e ti confesso che in tutti questi anni che vivo a Roma sono stato solo una volta a villa Ada e mai villa Glori :), dovrò recuperare :).

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    1. Per me è esattamente il contrario: mai stata Villa Paphili, mentre ho trascorso la mia infanzia tra Villa Ada e Villa Glori (dove c’è anche un piccolo maneggio).
      Mi fa effetto pensare che molti di noi romani non conoscono Roma fino in fondo e ci sono dei luoghi ancora a lro sconosciuti. Come per me Villa Pamphili e per te le altre due ville, del resto…
      E ci credi? Ancora non sono mai stata a prendere un gelato allo Zodiaco…!

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      1. E ci credi? Ancora non sono mai stata a prendere un gelato allo Zodiaco…!

        Ci credo sì, perché io penso di esserci stato anni fa ma sinceramente adesso non mi ricordo più niente. Già che ci siamo, se ti mancasse per il gelato consiglio anche Giolitti, sia in centro che al laghetto dell’Eur!

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          1. Ma, dato che ho capito che abiti da quelle parti, devi assolutamente conoscere il gelato di Toni…vero?

            Sì sì, però non abito proprio sul gianicolense, ma qualche chilometro più avanti, e tutto considerato ho preso più volte il gelato da Giolitti che da Toni 🙂

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  3. CASINOOOOOOOO!!!! questi sono i piccoli inconvenienti che ti cambiano la giornata, no? Alcune volte, la “precisione ASSOLUTA” è sinonimo di organizzazione esagerata, stress, poco estro. No? Io sono più per …GENIO e SREGOLATEZZA
    Poi, in fin dei conti, i biglietti li abbiamo ritirati, quindi …. VITTORIA ASSOLUTA!
    Invece per villa Pamphili no problem, ci torneremo in una splendida giornata di sole, splendida come te!
    Baci baci baci…………… MARCO

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    1. SREGOLATEZZA è una parola che faccio difficoltà ad accettare e lo sai benissimo – mi conosci bene.
      Però devo dire che la giornata un pò improvvisata di quel 26 aprile si è rivelata molto piacevole (ma lo sarebbe stata anche se l’avessimo programmata nei minimi dettagli! ;)).
      No scherzo, mi rendo conto che la mia abitudine di fare programmi su programmi può risultare insopportabile a volte, mentre è molto più rilassante vivere alla giornata. E magari fare i conti con qualche imprevisto…

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