Black Swan [Darren Aronofsky ]

Sono pochi i film che riescono è toccarmi così nel profondo, che mi lasciano qualcosa di strano dentro, quasi come un senso di vuoto, ma più travolgente. Uno di questi è stato il Cigno Nero.

Conturbante è forse l’aggettivo più idoneo per descrivere un film che miscela sapientemente il dramma di una giovane ballerina con le sue perversioni e paranoie psicologiche. Per una volta il trailer aveva fatto una giusta pubblicità.

Non voglio scrivere una recensione, sono qui per cercare di mettere nero su bianco quello che il mio corpo ha avvertito durante la visione del film.

La prima cosa che mi sento di dire è che si tratta di un film ad alto “contenuto emotivo”,  in cui lo stato d’animo della protagonista arriva a coinvolgere lo spettatore in prima persona. Lo spettatore diventa partecipe della tensione magistralmente incarnata dalla Portman, si altera quando lei lo fa, freme di ansia e trema di eccitazione in alcune scene del film. Ma quello che più mi ha colpito è stato il fatto che ho percepito fisicamente quello che in realtà avveniva solo sullo schermo. Il mio corpo ha sofferto durante quelle due ore.

Le numerose inquadrature delle scarpette da ballo, le molte scene riguardanti la preparazione delle ballerine prima di una prova, i vari momenti in cui il corpo è il protagonista centrale, hanno suscitato in me una serie di emozioni che si sono ripercosse a livello fisico.

Mi spiego meglio. Mentre Nina (Natalie Portman) indossa le scarpette da ballo, sistemando il gesso all’interno e stringendosi i lacci attorno alle caviglie, ho avuto l’impressione che anche i miei piedi stessero vestendo le stesse calzature. Mentre le ballerine si alzano sulle punte, facendo molleggiare i piedi e stirando le caviglie, mi sono quasi trasformata in una di loro, tanto erano coinvolgenti quei momenti. Infine, quando il corpo di Nina mostra i segni della sua ossessiva tensione (graffi sulla schiena, dita sanguinanti, piedi quasi mutilati) mi sono sentita percorrere da un brivido improvviso e mi sono rispecchiata in quel corpo.

Penso che solo questo potrebbe bastare per andare a vedere il film. Ma prima ho parlato dello stato d’animo di Nina, protagonista assoluta in tutte le scene. Le sue angoscie e le sue ansie, che nel corso della storia si traduranno prima in paranoie e poi in maniacali ossessioni, travalicano magicamente lo schermo in cui vengono rappresentate e si diffondono incombenti in sala.

Anche adesso, se ritorno col pensiero all’altra sera (innocua e tranquilla uscita con le amiche che ha leggermente cambiato spessore una volta uscite dal cinema) , al film in sala, al volto della Portman in primo piano, inizialmente candido e sereno e più avanti sempre più intenso, provocante ed oscuro, sono invasa da un fremito di angoscia. Angoscia derivata dall’atmosfera che, sin dalle prime battute, si viene a creare nel film. Angoscia dovuta al montaggio stesso del film, alla sequenza delle scene, alle inquadrature repentine di alcuni inquietanti particolari. Angoscia causata dalle musiche (elemento peculiare del film), che passano da melodie soavi ad armonie drammatiche, che sono suonate dapprima da un singolo pianoforte durante le prove e, nel finale, da una maestosa orchestra di fronte ad un immenso palcoscenico.
Angoscia che, tutto sommato, mi ha elettrizzata e che mi farebbe piacere avvertire di nuovo.

N.B. Ci sarebbe molto di più da dire sul film, sui personaggi, sulla regia, sulle tematiche affrontate. Ma, come ho già detto, non si trattava di una vera e propria recensione, piuttosto, invece, di un mio sfogo personale, che mi permetterà di non dimenticare quello che il film ha suscitato in me. E forse potrò evocare le stesse emozioni provate al cinema quando rileggerò queste parole.

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23 risposte a "Black Swan [Darren Aronofsky ]"

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  1. Da ex ballerina classica sarei tentata ad andare a vedere il film, però da come lo descrivi dev’essere parecchio angosciante. In questo periodo ho bisogno di qualcosa di soft … non è escluso. però, che noleggi il dvd, così almeno quello lo posso spegnere; dal cinema, dopo aver pagato il salatissimo biglietto, non uscirei. 🙂

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    1. Eri una ballerina o lo sei tuttora? 🙂
      comunque il film e’ assolutamente da vedere ( solo per l’interpretazione della Portman ne vale la pena…), ma devo confessare che sono saltata piu’ volte dalla poltrona in alcuni momenti del film! Quindi, se sei particolarmente sensibile come lo sono io, ti consiglio di guardartelo a casa, in pieno giorno, seduta comodamente sul divano e…magari con un solido appoggio accanto.
      Ma sarebbe un peccato rinunciare alla visione del film solo per quelle scene che, peraltro, sono una sua parte integrante.

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  2. Mi piacciono le recensioni “personali”, perché di quelle classiche ce ne sono in giro fin troppe. Grazie per aver condiviso le tue impressioni. In questo periodo mi sa che è meglio che cerchi qualcosa di meno angosciante 🙂

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  3. Eppure io mi aspettavo qualcosa di meglio… Il film si affaccia appena a quel baratro emotivo che potrebbe raccontare. E’ un compromesso per come la vedo io. La sceneggiatura si disperde, dà peso a situazioni e personaggi tralasciabili, si carica di cosette inutili quando l’obiettivo poteva essere focalizzato meglio. Senza contare alcune scelte di montaggio e certi effetti speciali che scadono nel trash. Ma appunto ci sarebbe moltissimo da dire. Noi abbiamo passato una mattina a discuterne. Il nostro esito è stato, non si può dire che il film sia brutto (la regia è di alta qualità, alcuni momenti ed alcune banalità viste e riviste a parte, la fotografia merita rispetto), ma complessivamente, anche no.

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    1. Anche io sono rimasta un giorno intero a rimuginare sul film, che mi aveva lasciato in qualche modo “spiazzata”. Quello che più mi aveva colpita è stata l’atmosfera che si viene a creare dall’inizio fino alla fine del film; poi la Portman l’ho sentita veramente “dentro”, era perfetta, nessuna forzatura (non so se mi spiego). Alla fine ho concluso che se un film riesce a farti partorire così tanti pensieri e riflessioni, tutti positivi tra l’altro, se un film riesce a trasmetterti così tante emozioni stravolgenti, riesce a colpirti così nel profondo…bè allora deve essere un bel film. E devo dire che proprio l’indugiare su elementi che potrebbero apparire futili è un espediente che ho molto apprezzato; oppure il rumore prodotto piccoli oggetti (l’accensione di una sigaretta, lo spargersi il trucco in volto, il sistemarsi le scarpette) che, presente nel mondo della danza, viene completamente sopraffatto dal fragore indistinto della musica da discoteca.
      Insomma, le mie rimembranze del film sono del tutto positive. Ma è indubbio che ognuno viva in maniera diversa l’esperienza cinematografica e ne tragga differenti conclusioni.

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  4. ottimo e succinta recensione del film, ma mi sorge spontanea una domanda……..
    MA QUANDO ANDIAMO NUOVAMENTE AL CINEMA INSIEME?????
    Uffi……….

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  5. A me invece questo film non è piaciuto quasi per niente. Mi ha messo troppa angoscia dentro, poi mi è sembrato esagerato anche tutto questo putiferio emotivo della protagonista in vista dello spettacolo.
    Alla fine non si capisce più se le cose è lei che se le immagina o succedono davvero e questa cosa mi ha confusa moltissimo.
    Non mi è piaciuto tantissimo il montaggio delle scene (credo che sia il montaggio quello a cui mi riferisco, non so bene i termini tecnici): scene che si legavano senza nessun nesso, senza conclusione. E poi, per quanto riguarda le riprese, quando lei girava e la telecamera girava attorno a lei, mi veniva la nausea.
    L’unica cosa positiva del film, secondo me, è l’interpretazione della Portman, che per quanto non mi sia piaciuta la trama e tutto il resto, lei è stata molto brava.
    Io sono una ex ballerina, e mi ha fatto molta impressione vedere tutte queste cose. Ok che è una disciplina dura, ok che può capitare di ferirsi, soprattutto ai piedi, ok che puoi essere in ansia per uno spettacolo, ma così è veramente troppo tragico e surreale.

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    1. E’ proprio quello il bello! Ciò che a te ha confuso, a me è sembrato geniale, ciò che ti ha infastidita, a me ha elettrizzata. Il montaggio delle scene (sì, credo anche io che sia quello di cui tu hai parlato) è accattivante, avvincente.
      Credo che un film capace di metterti tutta questa angoscia, di farti immedesimare nel personaggio, di non farti staccare gli occhi dallo schermo…bè deve essere davvero ben fatto.
      Come ho già detto a Dorotea, è chiaro che ognuno può vivere in maniera diversa il film, emozionarsi o meno. A me personalmente ha toccato; forse perchè non capisco molto di danza e non ho mai vissuto all’interno di questo mondo, però da “esterna” ho ritenuto lo stato d’animo della Portman (hai ragione, grande interpretazione) piuttosto realistico, considerato il fatto che si trattava di un ruolo che aveva sempre desiderato e per il quale aveva lottato tanto, considerato il fatto che la danza classica era tutta la sua vita, considerato il passato della madre e la situazione così pressante che viveva in casa e, infine, considerato il mondo così competitivo ed agguerrito nel quale muoveva i suoi passi da innocente e ancora immatura ballerina.

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