Il mondo…che posto meraviglioso!

Non erano certo un granchè quelle foto.
Anche un occhio inesperto avrebbe facilmente potuto accorgersi che non erano di ottima qualità.
Non che io sia una professionista, intediamoci, ma ho la modesta pretesa di saper riconoscere quando uno scatto è ben riuscito o no.
Per esempio, non mi sognerei mai di “tagliare” i piedi al soggetto che sto fotografando; so che per ritrarre un dettaglio, un particolare, è preferibile non utilizzare a sproposito lo Zoom, ma avvicinarsi al dettaglio stesso. So anche che la foto è idealmente divisa in nove quadrati, ognuno dei quali deve essere riempito adeguatamente e sulla base di determinati criteri. Infine, so per certo che non bisogna esitare nello spostarsi di qualche metro per evitare eventuali ostacoli o “intrusi” all’interno della fotografia e realizzare così uno scatto degno di questo nome.

Ma questa non è una lezione di fotografia ed io non sono una professoressa, bensì una semplice osservatrice che viene subito colpita da stonature o elementi fuori posto.
Non era questo ciò di cui volevo parlare, comunque. Ciò che mi ha spinto a scrivere quanto ho scritto è stata la sensazione che ho provato nello sfogliare quelle foto, indipendentemente dalla loro qualità.
 

Si parte con la Cina. Due album di fotografie per riassumere un viaggio durato dieci giorni e passato attraverso Shangai, Pechino, l’ Esercito di Terracotta di Qin a Xi’an, La Grande Muraglia, Il Tempio del Buddha di Giada.
Riesco perfettamente a sentire i rintocchi di quell’enorme tamburo cinese e vedo le foglie di ciliegio che danzano davanti a me. E’ incredibile quello che mi sta succedendo.

 

Proseguiamo poi con l’Egitto, di cui ho la possibilità di guardare solo poche foto, rispetto a quante avrei voglia di vederle: le Piramidi del Cairo ( che scopro essere dedicate a  Cheope, Chefren e Micerino ), Abu Simbel, la Valle dei Re.
Avverto la sabbia sotto i piedi, il caldo soffocante tra i vestiti, nonostante faccia in realtà un freddo cane. Soffro la mancanza di Luxor, Alessandria, Tebe e di tanto altro che vorrei ammirare, ma le foto sono quelle che sono, e devo accontentarmi.

 

La mia sete di conoscenza sta per essere saziata dalle immagini dell’Iran, uno Stato che fino a quel momento avevo considerato privo di alcuna attrazione turistica, ma che ora, attraverso quelle foto, si mostra ai miei occhi sotto una luce completamente diversa. Anche questa volta devo accontentarmi di pochi ma significativi scatti: le tombe di Dario e Serse, Persepolis. Balzano davanti ai miei occhi le immagini che sempre più spesso vedo al telegiornale, le immagini di un Iran povero, schiacciato dalla dittatura, un Iran che non ha niente a che vedere con lo spettacolo che ho l’occasione di ammirare in quell ‘album. 

 
Per concludere in bellezza, la prof. (eh sì, sono da sola in classe e sto guardando le foto con la mia prof. di religione) mi mostra ciò che ha immortalato nel suo viaggio in Polonia, o meglio, nel suo viaggio ad Auschwitz.
Se fino adesso i miei occhi venivano deliziati dalle meraviglie della natura e del genere umano, ora questi rimangono impietriti ed io avverto come una morsa che mi stringe il cuore. La prof. mi spiega molto chiaramente la funzione dei diversi edifici che ha fotografato, mi descrive lo svolgersi della giornata in un campo di concentramento e mi racconta episodi che lei ha appreso dalla guida durante il suo viaggio. Vorrei commentare, dire qualcosa, ma  non mi escono parole di bocca.

“Sono le ultime foto” , mi dice.
Il mio viaggio intorno al mondo vede ora la sua fine. A malincuore, chiudo l’ultimo album di fotografie e guardo dritta davanti a me, verso il planisfero che è appeso al muro della mia classe.
“Non mi ha portato le foto del Messico, prof!”
“La prossima volta, Veronica. La prossima volta.”

 

Aaaaaaaah, il mondo…che posto meraviglioso!

 

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10 commenti

  1. ciao grazie della visita e del commento al mio blog, per inserire i fotogrammi è semplice, in una pagina devi caricare le foto da creare e usare la funzione dello slide show che trovi nelle icone quando editi poi se riesco ci riguardo e ti dico , ciao

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  2. Grazie, ora ci provo.
    A presto!

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  3. a volte non è una questione di qualità delle fotografia: è il loro potere di evocare in noi emozioni—

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  4. Beh, una foto è un attimo della nostra vita strappato all’oblio…
    (La primavera mi fa poetico).

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  5. Woooow, gran bella frase!
    Tutto sta, alla fine, nel non far cadere anche le foto nell’oblio…

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  6. Se cadono nell’oblio e non hai ancora tirato lo sciacquone, si possono sempre ripescare.
    Se invece l’hai tirato, allora sì che sono c…!

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  7. Se sei in vacanza e l’ultimo giorno ti si brucia la memory card della macchinetta fotografica, allora sì che ti rode… (perdonami la finezza)

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  8. Anonimo

     /  10 marzo 2011

    Cosa dici riguardo ai piedi tagliati??? Non ti riferisci a qualcuno in particolare, vero very??? XD

    la Bisbetica (non ancora domata)
    May

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    • Aaaaaah allora lo hai letto! volevi fare le furba, eh?
      “Guarda che io li ho letti tutti i tuoi interventi!”
      Mavàààààààààààààààààààààààààààà…

      xD

      P.S. Sai che Bisbetica ti calza a pennello? Quanto sono perfida… 😉

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