La Settima Arte

La “Settima Arte”. Così viene definito. E non è affatto sbagliato. Se l’arte è la creazione di bellezza, se l’arte è lo specchio dell’anima umana, se l’arte è la più compiuta espressione del nostro intelletto, allora il Cinema (con la “C” maiuscola naturalmente) è da considerare ARTE  a tutti gli effetti.

E’ un’arte figurativa, senza dubbio, in quanto è l’immagine lo strumento principale, la fotografia ne è la protagonista. Una fotografia rapida, scattante, dinamica oppure una fotografia lenta, riflessiva, equilibrata; una fotografia dai colori accesi, sgargianti ed accattivanti invece di una dai toni più pacati, morbidi e maliconici. Insomma, qualunque sia la regia di un film, è lei che la fa da padrone, lei che cattura l’attenzione dello spettatore e ne rapisce il gusto.

Il cast, in secondo luogo, è un altro ingrediente essenziale per la realizzazione di un buon film. Esso costituisce l’azione, l’operato dell’uomo all’interno dello scenario fotografico; l’interpretazione degli attori – o di un unico attore che funge da astro attorno cui ruotano gli  altri protagonisti – contribuisce a rendere la sceneggiatura (terzo ed ultimo elemento che concorre alla buona riuscita di un film) il più veritiera possibile. Quanto più un attore sia in grado di penetrare nel personaggio, di esternare le sue più intime emozioni e di trasmetterle al pubblico, tanto più la vicenda trattata risulterà di maggiore impatto e si colorerà di un realismo più profondo.

Infine – e qui si conclude il mio umile omaggio a questo mondo che adoro – è chiaro a tutti che, come uno scrittore deve far muovere i suoi personaggi all’interno di una trama, di un intreccio o di una seppur minima vicenda, un regista non può costruire un film senza ideare preventivamente una valida  sceneggiatura. Anche in questo caso si può navigare intorno a molteplici tipi di scenaggiatura, che vanno dalle sceneggiature più coinvolgenti a quelle in un certo senso più distaccate, dalle trame romantiche e sentimentali a quelle toccanti ma molto spesso crude.

La sapiente miscela di queste tre componenti costituisce, a mio avviso, le fondamenta della costruzione cinematografica, sulla quale poggiano, ovviamente, svariati accessori di decorazione o approfondimento (costumi, trucco, colonne sonore, effetti speciali, etc.) .

L’imponente struttura che ne deriva viene chiamata “Cinema” ed è pronta per essere ammirata, apprezzata e goduta da ognuno di noi e per rimanere intatta, indelebile, come un chiodo fisso che non si riesce a scacciare, nei cuori dei suoi veneratori.

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1 Commento

  1. Mamy

     /  8 novembre 2010

    “Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit”
    (Palazzo della Secessione – Vienna)

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