Sogno o realtà?

Il ronzio del traffico è veramente intollerabile. Quando l’autista apre le portiere dell’autobus, quel rumore così fastidioso mi si insinua in testa ed io, immersa in un turbine caotico di pensieri, vengo risvegliata bruscamente, come se fossi stata travolta da una secchiata d’acqua fredda mentre dormivo tanto beatamente. Alzo il volume dell’iPod. I Dire Straits. Il suono della batteria, la melodia della chitarra mi smuovono un non so cosa da dentro, mi invadono la testa, rapendomi completamente.D’improvviso tutto ciò che mi circonda si tinge di una patina opaca, come quella che riveste i ricordi, ed ho l’impressione di essere stata catapultata e poi atterrata su un altro pianeta. Quello che vedo sembra provenire da un sogno. Riesco a capirlo dai contorni sfocati di ogni cosa, dalle chiome sbiadite degli alberi, dai perimetri indefiniti degli oggetti, dalle persone avvolte in un manto invisibile, mentre fluttuano nell’aria con naturalezza. In questo stato di trance, al confine tra conscio ed inconscio, al limite tra veglia ed assopimento, mi chiedo se la vita non sia proprio questo. Se il mondo che tutti i giorni si muove sotto i nostri occhi sia solo un’elucubrazione del nostro cervello, mero frutto della nostra immaginazione, se la realtà – la vera realtà – non sia una dimensione onirica, sospesa tra terra e cielo. Se quella che consideriamo “normalità” non fosse altro che una proiezione della nostra interiorità e dei nostri inconsapevoli desideri? E se i nostri occhi non percepissero il mondo quale realmente è, e vedessero solo ciò che vogliono vedere? Quindi affetto anziché odio, sincerità anziché falsità, indifferenza al posto della fiducia, tradimento al posto della fedeltà… Inconsciamente stereotipiamo l’universo che ci circonda, creiamo degli ideali nei quali credere ed altri da rinnegare, diamo vita al modello di persona per bene, da cui prendere esempio, all’uomo cattivo, perché non esiste un mondo senza la malvagità, foggiamo la nostra amica del cuore, quella che parla alle spalle, quella che si appiccica troppo, quella che si ingrazia i professori, quella da cui copiare i compiti… Infine ci convinciamo che alcune persone, sì quelle laggiù, quelle che cantano ad alta voce la musica che ascoltano dall’iPod, quelle che si vestono con stracci e vanno in giro in pantofole, le vedi?, sono matte, fuori di testa, oddio ho paura, stiamogli alla larga. Però, ingenue nel nostro mondo imperfetto, piegato alle nostre inconsce volontà, non riusciamo ad accorgerci che quel tizio laggiù, da cui ovviamente stiamo lontano, quello con le cuffiette alle orecchie e le pantofole ai piedi, è un intruso rispetto a tutti coloro che popolano la nostra vita, un’eccezione rispetto al rigido universo da noi foggiato. Egli non conosce pregiudizi, ma conoscela Realtà. Egli non esiste in un sogno, egli vive in un Mondo.

Annunci
Lascia un commento

Lascia Un Commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: