Ricordi, sospiri…

 Questi furono i desideri di Mariam in quei suoi ultimi momenti. Tuttavia quando chiuse gli occhi, non fu invasa da rimpianto, ma piuttosto da una sensazione di grande pace. Pensò al suo ingresso in questo mondo, figlia di harami di una povera ragazza di paese, una cosa indesiderata, un malaugurato, increscioso incidente, un’erbaccia. Eppure lo lasciava dopo essere stata un’amica, una compagna, una donna che si era presa cura degli altri. Una madre. Una persona di valore, finalmente. No. Non era poi tanto male che dovesse morire in quel modo, pensò Mariam. Era la fine legittima di una vita che aveva avuto un inizio illeggittimo.
 
 
 
Distesa sul divano, con le mani tra le ginocchia, Mariam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra. Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una domma infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziozamente sulla gente.
“A ricordo di come soffrono le donne come noi” aveva detto. “Di come sopportiamo in silezio tutto ciò che ci cade addosso”.
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1 Commento

  1. ... ●•♪.Sтαяgιяℓ.♪•●

     /  24 aprile 2008

    ='(

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