Bookselfie on Libri in Metro

Ecco come vorrei che uno spettatore metropolitano mi descrivesse se dovesse incrociarmi su un qualche vagone ferroviario…

Bookselfie: Veronica Guerrini [Roma]

Il ronzio del traffico è veramente intollerabile. Quando l’autista apre le portiere del tram, quel rumore così fastidioso si incanala tra i sedili dello stretto vagone e si insinua nella testa della ragazza, la quale… (Continua a leggere)

Diario di viaggio: Milano e Canton Ticino

26 agosto, martedì.
La mattina della partenza “parte” in ritardo… Ma appena carichiamo a Conca d’Oro le due passeggere che abbiamo contattato su Blablacar il viaggio fila liscio sino a Bologna. Qui altra sosta alla stazione centrale per scaricare le ragazze e caricare un ragazzo fino a DSC 058Milano, nostra prima tappa.
Dopo esserci sistemati in albergo, approfittiamo delle ultime ore del pomeriggio per fare una breve ricognizione del centro, dove vediamo il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele e passeggiamo per corso Matteotti e Via Montenapoleone. A cena scegliamo un locale in zona Porta Romana e dopo il pasto ci concediamo una passeggiata sui navigli, onestamente meno pittoreschi di quanto mi aspettassi.

27 agosto, mercoledì.
Oggi è il grande giorno, il giorno dell’incontro! Tra le motivazioni che ci hanno spinti a fare sosta a Milano per una notte non è da dimenticare quella legata alla conoscenza di una blogger che sento molto vicina, viste le numeroseDSC 050 email che ci siamo scambiate nel corso del tempo. Si tratta di Lely, la blogger glitterosa di Pensieri e Perline, uno spazio che consiglio a tutti di visitare per trovare idee originali da riproporre o comunque per rimanere entusiasti di fronte alla meraviglia di certi lavori artigianali. Io ne ho addirittura ricevuti tre, il che mi ha reso felicissima e onorata, ma quello che più mi ha fatto piacere è stato trascorrere una gradevolissima mattinata in compagnia di Lely che ci ha accompagnati in giro per Milano. Il tour non poteva iniziare senza una sostanziosa colazione da Arnold, lo Starbucks in stile milanese, dove assaggiamo una torta oreo strepitosa (oltreché calorica, ma dettagli!). Dopodiché arriviamo fino al Castello Sforzesco sotto un sole caldo che quasi ci cuoce e, ripassando per piazza Duomo, proseguiamo verso l’Università di Lettere sita in un edificio bellissimo e da lì verso Piazza San Babila per soddisfare una curiosità “modaiola” del mio ragazzo. Dopo una veloce pausa pranzo torniamo in albergo a recuperare i bagagli e montiamo in macchina direzione Lugano.
La giornata è splendida, il cielo è limpido ed il passaggio dall’Italia alla DSC 070Svizzera offre ai nostri occhi uno spettacolo incredibile. Il lago di Lugano si mostra in tutta la sua brillantezza e Campione, enclave italiana circondata da territorio svizzero, svetta con il suo Casinó sulle pendici di una delle montagne che arrivano fino a riva.
Una breve sosta all’appartamento che ci ospiterà per i prossimo cinque giorni e via verso il centro di Lugano, che si snoda tra quattro piazza principali: piazza della Riforma, piazza Dante, piazza San Rocco e piazza Cioccaro. La cittadina è deliziosa, raccolta e pulita; per di più, provenendo dai quartieri limitrofi al centro, si ha l’impressione di scendere verso le rive eleganti di Montecarlo. Il lungolago è il pezzo forte: così signorile e curato, ma al tempo stesso rilassante e perfettamente a misura d’uomo.

28 agosto, giovedì.

Ci dedichiamo ad una visita più approfondita della cittadina e ci perdiamo tra i suoi vicoli, le sue vie, i porticati che arrivano direttamente sul lago. DSC 088Pranziamo a casa e subito dopo usciamo di nuovo, per godere della località fino a sera, quando decidiamo di andare a mangiare nel ristorante tipico ticinese: il grotto. La cucina è locale e l’ambientazione caratteristica. Ordiniamo un antipasto misto di salumi e formaggi ticinesi ed un vassoio notevole di patate, puntine di maiale, luganica e polenta. Beviamo dell’ottima birra e del vino in “tazza” secondo l’usanza tipica del luogo. DSC 112Torniamo in centro per assistere ad una manifestazione molto affascinante, il Blues to Bop: una serie di concerti blues nelle quattro piazze di Lugano, in una cornice di bancarelle, stand che distribuiscono bevande e locali aperti fino a tardi. Ogni piazza suona una musica diversa, l’atmosfera è gioiosa, la gente partecipa, è vivace. Il gelato è caro (più di €5 per una coppetta media con tre gusti!), ma la serata nel complesso è fantastica. Questa città ci piace sempre di più.

29 agosto, venerdì.

Dobbiamo sbrigare alcune pratiche alla dogana di Chiasso, DSC 127città di confine tra Svizzera ed Italia, e subito dopo ci dirigiamo a Bellinzona, la capo-città del canton Ticino. Rispetto a Lugano manca qui il fascino del lago, ma la bellezza della città si apprezza appieno guardando in alto, dove tre castelli medioevali sono arroccati sulle montagne circostanti. Il nostro tour inizia da piazza del Sole, dove già si mostrano le imponenti mura del CastelGrande. Proseguiamo poi su corso Indipendenza e fotografiamo l’omonima piazza che con i suoi portici ha un aspetto tipicamente medioevale. Ci arrampichiamo sulle mura e contempliamo la bellezza di un posto così solitario eppure così dominante sullavalle sottostante. Inoltre i prati verdi e gli spazi immensi che sfidano l’ampiezza dello sguardo ci lasciano senza fiato. Riprendiamo la direzione di casa solo nel tardo pomeriggio, con gli occhi sempre rivolti in alto per cogliere la magnificenza di ciò che ci circonda.

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30 agosto, sabato.

Abbastanza provati dai chilometri percorsi e sazi dei meravigliosi passaggi DSC 234che abbiamo ammirato, decidiamo di riposare gambe ed occhi. In mattinata arriviamo fino al Monte Brè, dal quale si gode uno splendido panorama sul lago di Lugano, e scendiamo poi verso Campione d’Italia, dove possiamo finalmente accendere internet e chiamare casa senza i costi del traffico estero! Nel pomeriggio ci rilassiamo in piscina dove, nonostante l’acqua freddina, ci tuffiamo coraggiosi. In serata ci aspetta una cena in un locale che rientra nel RomaClub di Lugano… Ahimè, c’è la prima di campionato ed il mio uomo freme già nel pre-partita!

31 agosto, domenica

Oggi è l’unico giorno in cui il tempo non è granché: il cielo è plumbeo e non promette nulla di buono. Ciononostante ci imbarchiamo in direzione DSC 267Vallemaggia, poco più a nord di Locarno, la cittadina ticinese che si affaccia sul Lago Maggiore. Cosa c’è da vedere in Vallemaggia? Beh, ovviamente il fiume Maggia! Questo corso d’acqua dal colore smeraldo scorre attraverso scenari rocciosi che tolgono il fiato, come fossero dei canyon di roccia bianchissima. Da Ponte Brolla intravediamo persino delle spiagge dove i turisti prendono il sole in costume da bagno (da sottolineare il nostro abbigliamento costituito da pantaloni lunghi, scarpe chiuse, maglietta, giacchetto e giubbottino… In certi casi anche un foulard!). Terminata l’escursione naturalistica tra gli speroni rocciosi della Valle, posteggiamo la macchina in pieno centro a Locarno, dove si stanno svolgendo i Rombo Days. Harley Davidson ovunque, biker e automobilisti stravaganti popolano la città. DSC 296La piazza principale è invasa dalle bancarelle e dal palcoscenico, il lungolago è invece più tranquillo, zona di passeggio e di relax sulle caratteristiche panchine color rosso acceso. Ma Locarno non è finita qui: c’è anche una Città Vecchia, fatta di vicoli, stradine in pietra, una fortezza ed i resti di un antico porto di epoca medioevale, quando il lago arrivava a bagnare le pendici del castello.
L’ultima tappa prima del rientro è Ascona, la località più turistica e balneare del Lago Maggiore. Qui non sembra più di stare in Ticino, tanti sono i turisti e le lingue straniere dalle quali ti senti circondare.

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Il giorno che segna la fine del mese di agosto ci porta anche a salutare la terra ticinese che tanto abbiamo amato. Il viaggio però non termina qui: dobbiamo proseguire ancora verso nord… e oltre!
Nelle prossime puntate la seconda parte del Diario di Viaggio!

Viaggio di ritorno in un’unica andata.

Eccoci qua. Siamo arrivati a casa dopo un viaggio lungo, estenuante, durato quasi mezza giornata.
Partiti di mattina alle 9.00 dalla Hauptbahnof di Zurigo, abbiamo parcheggiato la macchina sotto casa, scaricato i bagagli e consegnato alla famiglia i presenti acquistati in viaggio solo alle 8.00 di sera.
E non è mancata una deliziosa cenetta e la calorosa accoglienza da parte di chi ci è mancato per questi 10 giorni.
Ci han fatto trovare il pesce, cosa che sapevano ci avrebbe reso felici visto che ci siamo nutriti essenzialmente di carni e/o formaggi per tutto il tempo.
La mamma ha presentato a fine pasto uno dei miei dolci preferiti, la famosa sbrisolona con ricotta e cioccolato che ho elogiato in un post passato e che non smetterò mai di lodare.

Siamo andati a letto stanchi, esausti, spossati.
Io personalmente mi sono coricata anche mezza dolorante, con le ossa e le gambe che mi facevano male, la schiena a pezzi, il collo che gridava vendetta in una sola direzione e la gola che mi bruciava fino alle orecchie. Una bella dormita ed un’aspirina hanno in parte migliorato la situazione.
Ma certo, tutto questo è normale, non c’è da stupirsi.
Abbiamo visitato tante regioni, visto posti bellissimi e diversissimi, percorso migliaia di chilometri in macchina e a piedi, scattato più di 500 fotografie e sperimentato sempre temperature differenti.
I miei occhi si sono riempiti della vista di panorami mozzafiato, luoghi che mai avrei potuto immaginare e che mi sono veramente rimasti dentro.

Ma il privilegio di godere del panorama più bello di tutti è sempre riservato al mio cuore.
Se viaggiare può sfinire le gambe e saziare gli occhi, il mio cuore non potrà mai essere colmato dal sentimento che mi scoppia nell’anima. E’ come un favoloso giro del mondo, un viaggio che attraversa paesaggi da sogno, panorami che non perdono mai il loro fascino e la loro magia ed ogni volta che vengono ammirati regalano sempre emozioni fortissime.

E’ un viaggio intenso, un viaggio impegnativo. Del resto il mio cuore è un viaggiatore instancabile.
E’ un viaggio intrepido, pieno di rischi ma anche di sorprese. Un viaggio difficile, a tratti pericoloso, ma allo stesso tempo ricco di momenti indimenticabili.
E’ un viaggio per il quale bisogna essere preparati, anche se spesso può coglierti alla sprovvista e trascinarti d’impeto con lui.
E’ un viaggio che non necessita valigie, perché il solo bagaglio possibile è quello trasportato dal cuore e carico d’amore. Quello che serve è giusto un biglietto, solo andata, niente ritorno, classe ignota, tanto non è ciò che conta.
Ma non occorre avere timore. E’ senz’altro  il viaggio più bello per il quale si possa mai partire.

R. Doisneau – Bacio davanti all’Hotel de Ville

P.S. A breve il Diario di questo Viaggio…

Verso nord e… oltre!

Tra un paio di giorni si parte.
Fino a Milano avremo la macchina carica di bagagli e piena di passeggeri, tra una mia amica da accompagnare nel capoluogo lombardo (occasione per la quale abbiamo deciso di trascorrere una notte lì) ed alcune persone che hanno accettato la nostra offerta di passaggio su Blablacar.

Poi si arriva a Lugano, dove si alloggia per cinque giorni, e ci si rimette in viaggio in direzione Zurigo. Tra le due cittadine spero di poter far tappa a Lucerna, così come mi auguro di ammirare le famose Cascate del Reno (in tedesco Rheinfall) una volta essere arrivati a Zurigo.

Come sempre, cercherò di mantenere fede all’impegno di redigere il Diario di Viaggio al termine dell’avventura.

A presto gente!

 

Ogni cosa è illuminata.

Prima la disperazione, il crollo, l’ostinazione di non voler lottare unita all’errata consapevolezza di non esserne in grado.
Poi la rassegnazione forzata, l’accettazione di qualcosa che non si poteva cambiare ma si doveva tenere così com’era, seguita dalla noia, l’indifferenza, l’apatia e l’indolenza.
E poi ancora l’angoscia, l’ansia, la tensione, il nervosismo, l’intolleranza, l’insofferenza.
E alla fine non c’è che delusione, amarezza, dispiacere, non rimane che una pesantezza dell’anima ed un boccone disgustoso da dover digerire.

Fino a qualche ora fa desideravo solo sbarrarmi dentro una stanza completamente al buio e chiudere gli occhi per fare in modo che fosse ancora più buio.
Ma gli occhi fortunatamente li ho aperti e tutti i miei sensi si sono risvegliati.
Ogni cosa mi è parsa diversa, come se brillasse di una nuova luce.
Incredibile come il calore di una casa – colpita in pieno dai raggi del sole –  possa risollevare un morale schiacciato sotto la suola delle scarpe.
La cucina non mi è mai sembrata così luminosa; chissà, magari i miei hanno comprato dei nuovi pensili mentre ero via, o li hanno lucidati, verniciati…
Il bagno profumava di un pulito che non avvertivo da settimane, un aroma di fiori, rose mi è parso, come se fosse sbocciata la primavera all’interno di quelle pareti…
La mia stanza: così come l’avevo lasciata e come l’avevo quasi dimenticata. Niente fuori posto, tutto in ordine. Ed il piccolo calendario in legno sulla mia scrivania, quello sormontato da un gufetto e costituito da cubi da ruotare ogni giorno per formare la data corretta, segnava proprio il giorno del mio ritorno.

 

Libri in metro #22

E dopo una lunga pausa, segno che – fortunatamente, ragazzi! – il mio viaggiare sui mezzi pubblici è diminuito con l’arrivo dell’estate e la fine del semestre accademico, si torna a scrivere su Libri In Metro. La nostra lettrice di agosto è…

Sulla metro B diretta a Laurentina salgono a Termini i soliti numerosi passeggeri. Quando però si è seduti al proprio posto e per di più immersi nella lettura c’è il rischio… [Continua a leggere]

Credi di avermi messa a fuoco?

La blogger Colpo di Tacco, che è tra i miei followers da un po’ ma che purtroppo io – da completa ingrata – non ho mai trovato il modo di seguire, mi ha assegnato la scorsa settimana un premio che avevo già adocchiato in giro per il web. Si tratta di “Credi di avermi messa a fuoco?” e consiste essenzialmente nell’elencare 10 caratteristiche o accadimenti personali e sfidare i lettori ad indovinare se e quando si mente. Oddio, io credo di essere un libro aperto ormai, ma proviamoci… Ah, ovviamente la nomina dei 10 “successori” e l’inserimento del logo del premio sono ormai routine, inutile spenderci troppe parole.

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1. I miei biscotti preferiti sono le Macine della Mulino Bianco
2. Una volta ho fatto suonare l’antifurto in un negozio perché sono uscita con dei vestiti senza pagarli
3. Ho portato le mesches bionde
4. Mi mangio le unghie
5. In camera mia c’è un tappeto ai piedi del letto
6. Amo indossare tanti bracciali
7. Una città che vorrei visitare prima di ogni altra è Berlino
8. L’anno prossimo – se tutto procede secondo i piani – dovrei laurearmi
9. Gelato: alla frutta no, ma alle creme sì
10. Da piccola non piangevo quasi mai

Ora le nomination, le quali per essere avvertite del premio dovranno passare di qui. Non amo lasciare commenti per i blog ed avvisare che questi hanno ricevuto una nomination in un mio post. Mi da l’idea di essere un po’ invadente…

Diemme
Alius et Idem
Arthur
Il Gatto Syl
Isabella Scotti
Le Journal de Nina
Marisa Moles
Pennelli Ribelli
Il Tempo delle Riflessioni
Costa in Pianura

Aah, ovviamente liberi di prendere o lasciare!

I miei ricci non sopportano i capricci.

Questo tempo è imprevedibile. Questo tempo è incomprensibile.
Le previsioni del tempo sono incomprensibili.
I siti di meteo sono inaffidabili, contraddittori: uno prevede una cosa, uno ne prevede un’altra.
Chi lo aveva detto che oggi pomeriggio, intorno alle 17, sarebbe scoppiata una tempesta con tanto di tornado che ha fatto volare oggetti non ben identificati in cielo, mentre io e mio fratello correvamo su e giù per il terrazzo, chi per alzare le tende, chi per raccogliere i panni, chi per sistemare le sdraio, salvare il salvabile, riparare il riparabile ed evitare che la forza spaventosa del vento si portasse via anche gli infissi?
“Io lo sapevo”, mi avrebbe detto mia madre, “l’ho visto su 3b Meteo“.
Ah ecco. Quindi io che consulto Ilmeteo.it non sono degna di essere informata.
Bene, mi fa piacere.
Praticamente quanti portali sulle previsioni meteorologiche dovrei consultare contemporaneamente?
Va bene che il tempo è capriccioso ed i capricci sono difficili da intercettare, ma allora perché una previsione meteo aveva avvertito l’aria che tirava e l’altra ne era completamente all’oscuro?
Almeno mettetevi d’accordo!
Sarei stata più contenta di non sapere che 3b Meteo ci aveva preso e dover constatare che a cadere dalle nuvole ero solo io.

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E il mio cuore è partito a mille!

Chissà se il mio ragazzo mi farà mai una dichiarazione simile…

Dal momento in cui ti ho incontrata, quanti anni sono ormai, non è passato un solo giorno senza che pensassi a te. E adesso che sono di nuovo con te… soffro da morire. Più sto vicino a te, più mi tormento. Al solo pensiero di stare un attimo senza di te, mi sento soffocare. Sono ossessionato da quel bacio, che non avresti mai dovuto darmi. Ho una ferita, nel cuore, e aspetto che un altro bacio la rimargini. Tu mi sei entrata nell’anima, che si tortura per te. Che devo fare? Dimmelo tu, e io lo farò.
[Anakin Skywalker a Padme Amidala]

Lo so, sono un’inguaribile romanticona…  E non mi posso nemmeno lamentare perché il mio ragazzo mi riempie continuamente di parole dolci ed affettuose, però un Hayden Christensen ha il suo fascino … Non che io sia Natalie Portman comunque! Eh vabbè, mi piace fantasticare, okay?

The Very Inspiring Blogger Award

Lunedì scorso Valentina di Alius et Idem mi ha assegnato il premio che è mostrato nell’immagine: The Very Inspiring Blogger Award. Oltre a ringraziare Valentina, cosa che ho comunque già fatto nel commento al suo blog, le regole del premio prevedono di raccontare 7 cose sull’autore del blog che lo riceve e di nominare altri 15 blogger che possano condividere un po’ di stessi con gli altri.

Io non mi tiro indietro, ma avverto che non ho grandi idee sulle 7 cose da dirvi. Temo di essere ripetitiva perché sento già di aver raccontato molto di me, magari non in maniera diretta, a mo’ di elenco come invece avviene in questi casi, ma ho comunque lasciato trapelare parecchio da tutti i miei post, personali, intimi o generici che siano. Ad ogni modo oggi ho tutto il tempo di spremere le meningi e sfornare qualcosa di interessante che probabilmente ancora non conoscete…

  1. Amo i dolci, sono golos.. Ops, questo mi sa che lo sapete già!

Ricominciamo allora, questa volta sul serio…

  1. Ho scoperto oggi che WordPress ha cambiato look nella schermata in cui scrivi i post senza entrare nella bacheca (praticamente cliccando su “Nuovo post” direttamente dall’home page). Finalmente!, mi son detta, era ora che arrivasse un layout più accattivante! Sta di fatto che devo fare i miei complimenti ai site manager di WP perché mi piace un sacco il nuovo aspetto!

Okay, questo c’entrava poco con me, ma vi avevo anticipato che ero a corto di idee… Facciamo che vale uguale, va la’! Quindi, visto che non riesco ad iniziare un nuovo elenco con il numero “2” (quasi quasi ritiro i complimenti a WP appena fatti…), dovrò ora sviluppare solo 6 punti.

  1. Mentre guardo la televisione, leggo un libro o svolgo un’attività rilassante, non riesco a stare ferma: mi mordicchio le unghie, gioco con le pellicine, mi “spulcio” i piedi (quest’ultima è la cosa che preferisco!).
  2. In casa sono l’addetta allo smistamento, al controllo e alla sistemazione delle fotografie fatte in vacanza. I miei genitori mi lasciano la macchinetta, io scarico le foto dalla scheda, le correggo, le modifico, le divido in cartelle se necessario ed opero una prima scrematura. Dopodiché sottopongo alla visione della famiglia il lavoro svolto ed insieme procediamo all’eliminazione di altre foto dopo averne ampiamente discusso.
  3. Non posso uscire senza indossare un orologio. Quello del cellulare non mi basta, ho bisogno di un quadrante al polso. Per la vita di tutti i giorni uso un orologio digitale, per le uscite serali e le occasioni “straordinarie” scelgo tra un Festina e un D&G, oppure rubo l’orologio bracciale di mia madre
  4. Mi piacciono molto i bracciali, gli orecchini e le collane. Ci sono alcuni bracciali che indosso sempre e non mi tolgo nemmeno per andare a dormire: quelli di tessuto, di pelle o con perline sottili. Da piccola mi addormentavo anche con gli orecchini, ma visto che portavo solo quelli a bottoncino, posso immaginare il perché. Non amo invece gli anelli.
  5. In vacanza i miei mi hanno regalato una cavigliera. E’ molto particolare, hai dei pendagli che terminano con dei piccoli ciondoli a forma di stella. L’abbiamo comprata in spiaggia da un venditore ambulante con il quale siamo entrati in simpatia. Ci ha raccontato che proviene dall’India, precisamente da Bombay, e che la moglie vive ancora lì, in campagna. Pare che sia un luogo pieno di insetti.
  6. A proposito di insetti… il mio timore nei loro riguardi sta migliorando. O meglio, migliora la gestione della mia paura. Quantomeno non urlo più come una pazza appena me ne passa uno vicino, ma, certo, inizio ad innervosirmi – e non poco – se continua a ronzarmi intorno!

Et voilà, passiamo alle nomination:

E mi fermo qui, perché 7 è il mio numero preferito, perché anche i punti precedenti erano 7 e perché… ho esaurito le energie ragazzi! Non sono più abituata a passare tutto questo tempo di fronte allo schermo del pc. Quello dell’iPhone è infinitamente più piccolo e meno stancante!

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